"Silence...on tourne!", di Youssef Chahine

E' la magia del cinema - "Silence...on tourne!", appunto - che alleggerisce i corpi degli attori al canto d'amore della voce di Latifa, pop star araba protagonista del film, saturando lo spazio di ogni inquadratura in un galleggiamento onirico che eccede continuamente il corpo e il segno

Se dovessimo indicare la cifra stilistica di un autore prolifico ed originale come Youssef Chahine, da molti considerato il padre del cinema arabo, non esiteremmo a puntare l'indice verso quella leggerezza che sembra accompagnare ogni sequenza del regista egiziano, smussando gli spigoli di un montaggio letteralmente ricamato sulle pieghe di piccoli o grandi eventi che corrono veloci sul crinale della Storia. Dai racconti di gente comune in film come Cairo Station (Bab El Hadid) del lontano 1958 fino alla personalissima rivisitazione delle gesta di Napoleone Bonaparte o del filosofo arabo Averroè, protagonisti rispettivamente di Adieu Bonaparte e Il destino, tutte le strutture filmiche realizzate dalla macchina da presa di Chahine sembrano possedere una misteriosa consistenza gassosa, un nucleo liquido che attraversa e lega fra loro generi e paesaggi cinematografici lontani e distanti in un crocevia di esperienze visive e sonore. Così, la commedia si fa western, il dramma diviene satira grottesca, i duelli sono danze tambureggianti, mentre lo schermo è investito da un'epifania di note e colori che, proprio in Silence...on tourne, suscita insospettabili vertigini cinematografiche.

Già, perché nel suo ultimo film Chahine non ha paura di mostrare e contaminare le radici popolari della sua arte scarnificando una trama che è solo il pretesto per incorniciare e concatenare inquadrature segnate da accumuli di oggetti e persone sparsi qua e là su un set dove gli elementi naturali (acqua, aria e terra soprattutto) sembrano combinarsi in disprezzo di ogni legge fisica. E' la magia del cinema - Silence...on tourne!, appunto - che alleggerisce i corpi degli attori al canto d'amore della voce di Latifa, pop star araba protagonista del film, saturando lo spazio di ogni inquadratura in un galleggiamento onirico che eccede continuamente il corpo e il segno. Questa volta il gas aereo sprigionato del tocco di Chahine irrompe direttamente sulla scena a forzare ogni logica narrativa, illuminando una materia che non esita a librarsi in volo. Forse sospinta da un cinema che ha nell'incessante metamorfosi delle sue forme il suo unico principio regolatore.

Titolo originale: Skoot hansawwar
Regia: Youssef Chahine
Sceneggiatura: Youssef Chahine
Fotografia: Pierre Dupouey
Montaggio: Rachida Abdel Salam, Tamer Ezzat
Musica: Omar Khairat
Scenografia: Hamed Hemdan
Costumi: Nahed Nasrallah
Interpreti: Latifa (Malak), Ahmed Wafik (Lamei), Ahmed Bédeir (Alphi), Magda El Khatib (la nonna), Mostapha Chaaban (Nasser), Rubi (Paula), Zaki Abdel Wahab (Ezz Eldine), Ahmed Mehrez (Abbas)
Produzione: Humbert Balsan per Ognon Pictures/MISR
Distribuzione: Lady Film
Durata: 108'
Origine: Egitto/Francia, 2001  

 

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