"Gone Baby Gone", di Ben Affleck

L'esordio registico dell'attore è una bellissima opera morale sulla fiducia: averla, donarla, conservarla. Il detective Pat Kenzie si fida dell'umanità desolata del quartiere popolare di Dorchester. La sua compagna di vita e d'indagine Angie Gennaro, invece no. E Ben Affleck trasforma la loro ricerca della piccola scomparsa, Amanda, in un continuo gioco di mascheramento e svelamento della verità.

Casey Affleck vorrebbe potersi fidare. Fidare dell'altro Gerry che è Matt Damon, tanto da poterlo chiamare col suo stesso nome. Fidarsi che Jesse James non abbia capito che è stato proprio lui, Bob Ford, a venderlo alle forze dell'ordine. E in questo Gone Baby Gone, il detective Pat Kenzie di Casey Affleck vorrebbe fidarsi che la sua ragazza nonché collega di indagine, Angie Gennaro (Michelle Monaghan, già meravigliosa ne Lo spaccacuori dei Farrelly), lo segua e lo appoggi nella difficilissima scelta che si sente costretto a fare. “E' una di quelle cose di cui ti devi sentire del tutto convinto, prima di farla. Sei convinto?”, gli chiede lei. “Per niente. Verrai con me lo stesso?”, ribatte Pat/Casey. “No.” No. Qui la sostanziale estraneità della Monaghan al ruolo, il suo non essere mai realmente in parte, si fa caratteristica essenziale del personaggio. Angie infatti, sin da subito diffida. Diffida degli amici 'di strada' di Pat, che il ragazzo ricomincia a frequentare allorché ha bisogno delle loro testimonianze per le indagini. Diffida di Helene (Amy Ryan, fantastica), la madre tossica e alcolizzata della piccola Amanda, la bambina scomparsa di cui i due investigatori stanno seguendo le tracce. “Quanto mi fai schifo”, le dice, proprio nella sequenza in auto in cui invece tra Helene e Pat si inizia ad instaurare un dialogo. Perchè Pat, al contrario, si fida – o almeno vorrebbe. Vorrebbe credere all'amore reale e autentico della 'sbandata' Helene per la sua piccola figlia. Vorrebbe credere che basti infilarsi una canotta bianca, un crocifisso d'oro al collo, e la giacca aperta di una tuta, per poter dare (di nuovo) fiducia ai suoi amici furfanti dei bassifondi e farli parlare: salvo poi trovarsi ogni Gone Baby Gone - Morgan Freeman, Casey Affleck et Michelle Monaghanvolta costretto a dover svelare la sua anima di segugio, tirando fuori la pistola per poter uscire incolume dal bar, o minacciando retate della Polizia per sopravvivere all'incontro col Boss, Cheese. E' in queste sequenze che Casey Affleck si dimostra in un certo senso sorprendente, riuscendo a trasformare la sua faccia pulita in un blocco serrato di marmo, di caparbia e determinazione, lo sguardo fisso di chi non sta scherzando. La svolta è probabilmente il primo incontro, nella cameretta della bimba scomparsa, tra i due detective e il capo della sezione dei crimini contro l'infanzia, Jack Doyle (Morgan Freeman). Il film s'è appena aperto con una serie di quadretti di desolazione urbana del quartiere popolare di Boston, il Dorchester, per poi bruscamente restringersi sul risveglio mattutino di Pat e Angie a casa: i nostri occhi avevano sussultato subito, nello stridere tra le facce lisce e modellate di Affleck e Michelle, a confronto con l'umanità disperata riversa tra i marciapiedi del quartiere. Ecco che però, lo scambio di battute a muso duro con Morgan Freeman, accende in Pat Kenzie la scintilla che lo farà diventare un personaggio vero ed affascinante, ancora in cerca di fiducia (compresa la nostra di spettatori). Aggrappato ad una fede verso le parole di Dio e del suo parroco (“siamo pecore in mezzo ai lupi: per sopravvivere al male che c'è nel mondo ed andare in Paradiso, siate astuti come serpenti, e innocenti come colombe”), e ad una fedeltà verso le forze dell'ordine destinata poi a scomparire. Nella vicenda entra infatti l'ambiguo e viscido personaggio del Gone Baby Gone - Ed Harrisdetective Remy Bressant (Ed Harris su toni e livelli di A History of Violence), del quale è bene non fidarsi. Lo script di Ben Affleck si fida anche lui assai poco della scrittura di grana grossa di Dennis Lehane (che aveva già fornito il materiale per Mystic River): e allora sfoltisce il romanzo, lima i dialoghi, rende tutto più essenziale, credibile e diretto. E all'esordio dietro la macchina da presa, decide di affidarsi, stavolta sì, in toto alle luci 'd'atmosfera' e all'occhio suadente di John Toll, il cinematographer de La sottile linea rossa e Vanilla Sky. Con Toll, Ben Affleck gioca ad un continuo match di mascheramento e svelamento, dove i climax (la consegna del riscatto sulla cima rocciosa, l'irruzione in casa dei pedofili) e le sequenze d'azione sono sempre piene di zone d'ombra e volutamente oscurate, confuse: mai fidarsi dei propri occhi. E dove la verità sopraggiunge proprio nell'istante in cui il responsabile si toglie letteralmente una maschera (dopo la finta rapina al bar). Resta l'atto di fiducia finale di Helene nei confronti di Pat Kenzie, sulla cui autenticità il protagonista continuerà ad interrogarsi, ancora nel dubbio sull'aver fatto la scelta giusta, proprio quando la sua donna gli ha voltato le spalle.

Titolo originale: id.
Regia: Ben Affleck
Interpreti: Casey Affleck, Michelle Monaghan, Ed Harris, Morgan Freeman, Amy Ryan
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 114'
Origine: USA, 2007

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata