"Un amore senza tempo" di Lajos Koltai

Dentro Un amore senza tempo tutto appare come sospeso e trattenuto: le inquietudini, le attrazioni, le storie di intimità; anche quella lacerante etica del sacrificio alla quale, per una arcana forza del destino, sembra debbano soggiacere le eroine del melodramma è appena sussurrata quasi per eccesso di discrezione … E l’ultima breve sequenza dove lo scorrere del tempo sembra davvero venarsi di malinconia ci rivela ancora di più l'essenza di un film che non è stato

Un amore senza tempoGiro di vite tra presente e passato. Il crepuscolo, lucciole che danzano nell’aria, una scogliera, le acque placide di una piccola baia su cui sosta immobile una barca aprono Un amore senza tempo secondo film da regista di Lajos Koltai (direttore della fotografia di Giuseppe Tornatore, La leggenda del pianista sull'oceano, Malèna, e István Szabó, Mephisto, Il Colonnello Redl) dopo Sorstalanság – Senza destino, dramma sugli orrori dell’olocausto. Tratto da un romanzo di Susan Minot, ridotto per lo schermo dalla stessa scrittrice e da Michael Cunningham (autore del romanzo The hours e della sceneggiatura di Una casa alla fine del mondo), il film si affida ad un cast notevole, tutto al femminile: Meryl Streep, Natasha Richardson, Vanessa Redgrave, Claire Denis, Mamie Gummer, Glenn Close e Toni Collette. Un cast che annaspa nel lento e ripetuto decoupage di dissolvenze incrociate con cui Koltai entra ed esce dal presente della vita di Ann Lord, che ricorda sul letto di morte il suo amore breve ma intenso per Harris.

Il gruppo di famiglia in un interno del regista ungherese è un melodramma piatto, calligrafico, con una fotografia che, con un tocco di compiaciuto formalismo, avvolge i volti e i corpi alternando tonalità policrome (il passato, colmo di belle speranze e magnifiche ossessioni) e monocrome (il presente, con l’appressarsi della morte), e accensioni che non riescono a dare alle rievocazioni del ricordo nessuna forza onirica. Anche gli ambienti, in cui non si distendono mai completamente gli antri labirintici dell’animo, sono come anestetizzati dalle musiche di Jan A. P. Kaczmaker (premio Oscar per Neverland – Un sogno per la vita di Marc Forster). Dentro Un amore senza tempo tutto appare come sospeso e trattenuto: le inquietudini, le attrazioni, le storieUn amore senza tempo di intimità, gioia e dolore; anche quella lacerante etica del sacrificio alla quale, per una arcana forza del destino, sembra debbano soggiacere le eroine del melodramma è appena sussurrata quasi per eccesso di discrezione (basterebbe ricordare  la sequenza del ritorno a casa di Ann e Harris, dopo la loro prima e unica notte passata insieme, inconsapevoli della morte di Buddy; o il loro ultimo incontro, anni dopo, sotto una pioggia che non bagna – come se Antonioni o Edwards fossero passati invano). Lo sguardo di Koltai non dona ai corpi la consistenza della carne, privandoli anche di quella impalpabile intensità dei fantasmi, solo quello di Buddy Wittenborn (Hugh Dancy), è un corpo ambiguo, disperato, infelice che brancola, spettro di se stesso, alla deriva.

Un amore senza tempo dipinge una scena immobile, intorpidita, spenta, impenetrabile, senza tempo (per usare un’espressione che collida con il titolo italiano del film), che stenta a riempirsi d’improvviso di un gesto, di un movimento, che possa rianimarla, ridarle vita … O forse no? Ma quando avviene è troppo tardi: l’ultima breve sequenza, in un ambiente di quotidianità familiare, dove Koltai carrella lentamente all’indietro, un movimento semplice eppure vibrante capace di far confluire l’uno nell’altro due mondi, non più lontani, intrecciando ancora presente e passato, dove lo scorrere del tempo sembra davvero venarsi di malinconia; un movimento che spinge lo sguardo a non volersi allontanare da quella stanza e che ci rivela l'essenza di un film che non è stato.

 

Titolo originale: Evening
Interpreti: Vanessa Redgrave, Claire Denis, Natasha Richardson, Toni Collette, Mamie Gummer, Glenn Close, Meryl Streep, Hugh Dancy, Patrick Wilson
Distribuzione: Medusa
Durata: 140'
Origine: UK, 2005

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