"Caccia spietata", di David Von Ancken

Caccia spietata è la storia dell’odio insanabile tra due uomini, che si inseguono senza tregua ripercorrendo tutti i luoghi cari al cinema western. Diretto dal regista televisivo David Von Ancken, è un film che tenta la difficile e coraggiosa strada di attraversare non solo il deserto, ma anche il genere, la costruzione dei suoi miti e di conseguenza la storia degli Stati Uniti.

Discendendo le Montagne Rocciose verso il deserto del Nevada, Caccia spietata ripercorre tutti i luoghi del West, in quello che appare come un film robusto e ben costruito, appena alleggerito da un finale onirico e salvifico che cerca di mettere pace tra le due insanabili coscienze dell’America (la Guerra di Secessione è un riferimento esplicito, più che un’ombra), tema che figura da sempre tra i tanti centri attorno a cui poggia la costruzione dei miti del genere. Arrivato in Italia con due anni di ritardo, Seraphim Falls (il titolo originale richiama l’evento scatenante che provoca l’odio tra Pierce Brosnan e Liam Neeson, finalmente redivivi e sorprendentemente in parte) è il primo lungometraggio del regista televisivo David Von Ancken, che ha firmato diversi episodi dei serial CSI, Cold Case e Numb3rs, che sembra averlo scritto e diretto con una piena consapevolezza dei tempi, dei ritmi e delle suggestioni del western: il trapper Gideon non fa in tempo a comparire sulla scena che viene subito braccato da un gruppo di mercenari guidati da un certo Carver, accecato da un odio apparentemente inspiegabile. Discendendo i freddi luoghi delle montagne, i due si ritroveranno completamente soli, dopo una caccia infinita che ha percorso case nella prateria, città in costruzione, binari della ferrovia da posare e accampamenti di pionieri, in un paesaggio ostile e tuttavia pieno di fascino, fotografato com’è in campi lunghissimi che esaltano la solitudine dei due uomini, stretti in un duello che sembra non aver mai soluzione, a dover sopravvivere accerchiati da figure ed apparizioni sempre più ambigue, disposti persino a vendere l’anima al diavolo (interpretato da un divertito guest-star di Angelica Houston) pur di avere una simbolica giustizia, e quindi conquistare una sempre più lontana pace interiore.
Von Ancken dimostra così di sapere molto bene quali sono gli ingredienti adatti per fare un western, scegliendosi facce taglienti da inquadrare in primo piano e costruendo personaggi di poche parole, non trascurando nemmeno la componente moderna, quasi picaresca, dell’eroe crepuscolare che si vede sempre più invecchiato, sempre più disilluso e sempre più braccato dall’arrivo della civiltà, inesorabile agente inquinante del rapporto uomo-natura, l’unico in cui Gideon sembra trovare pace dai fantasmi del passato.
Se alcuni passaggi temporali si rivelano troppo bruschi, la bravura di Von Ancken sta nel riuscire a tener vivo – spiegando solo alla fine l’origine di tanto odio – il motivo che alimenta il proposito di vendetta di Carver verso il rivale, e a fare della sua morte la sua unica ragione di vita, tanto da portarlo in un ambiente che gli è totalmente estraneo, e a cercare di inseguirlo in un habitat in cui è evidentemente in svantaggio. La caccia, i cui disagi e le cui condizioni estreme sono presenti sin dai primi fotogrammi, è l'unica traccia possibile per Seraphim Falls, la scelta carica di suggestioni di un film che tenta la difficile e coraggiosa strada di attraversare non solo il deserto, ma anche la storia degli Stati Uniti.

Titolo originale: Seraphim Falls

Regia: David Von Acken

Interpreti: Liam Neeson, Pierce Brosnan, Michael Wincott, Anjelica Huston, Ed Lauter, Robert Baker, John Robinson

Distribuzione: Eagle Pictures

Durata: 116’

Origine: USA, 2006

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