"Family Game", di Alfredo Arciero
Arciero racconta un pezzo d’Italia fatto di vuoto e di ricchezza, di ipocrisie e cinismo. Lo fa forse con eccessiva freddezza, che è il più evidente difetto. Eppure il film merita di essere visto, perché nonostante i suoi difetti è un film tutto sommato coraggioso, almeno nell’ attuale panorama italiano. E Sandra Ceccarelli è perfetta nel ruolo di Lisa
Vittorio è un uomo perfetto con un segreto che lo divora. La sua vita è una sorta di museo in procinto di autodistruggersi. Tutto quello che c’è dentro, tutti i suoi abitanti sono come statue prigioniere della loro freddezza e immobilità. Sua moglie Lisa cerca disperatamente di tenere gli occhi chiusi davanti alla realtà, sua figlia Martina è confusa e furiosa, mentre il figlio minore, Matteo, cerca di rimettere ordine e di riportare le loro vite sotto controllo attraverso un gioco virtuale, il gioco di famiglia che dà il titolo al film. Tutti questi falsi equilibri mantenuti a stento crollano in modo spontaneo quando nel “gioco” arriva un nuovo personaggio: Andrea, il fratello minore di Vittorio, appena uscito da una comunità di recupero.
Interessante anche se non del tutto convincente, Family Game è un film più realistico di quanto non sembri. Il ritratto quasi astratto di un’alta borghesia senza anima e senza luoghi si presta perfettamente alla metafora del video game, in cui le piatte figure tridimensionali transitano negli spazi delle loro esistenze senza sfiorarsi, barcollando cieche in quella che non sanno essere una trappola. L’ irruzione dell’intruso, dell’outsider che sporca, letteralmente e simbolicamente, ( nella scena dell’arrivo di Andrea le sue scarpe hanno calpestato dello sterco) e soprattutto porta allo scoperto le nevrosi e la disperazione, riporta necessariamente a “Sei gradi di separazione” e “Teorema”.
Ma contrariamente a quanto succede nei film di Schepisi e Pasolini, Andrea, l’intruso, non è consapevole del suo piano, agisce senza un vero fine rivoluzionario o distruttivo, è solo, suo malgrado, portatore di verità.
Arciero racconta un pezzo d’Italia fatto di vuoto e di ricchezza, di ipocrisie e cinismo. Lo fa forse con eccessiva freddezza, che è il più evidente difetto del film; a volte si ha la sensazione che le immagini avrebbero bisogno di più calore, si ha il desiderio che fossero più sporche e meno simili alla piattezza del videogioco. I personaggi sono trattati visivamente in modo troppo frettoloso, e risultano sfuggenti allo sguardo dello spettatore, nonostante la bravura degli attori. Eppure Family Game merita di essere visto, perché nonostante i suoi difetti è un film tutto sommato coraggioso, almeno nell’ attuale panorama italiano. E Sandra Ceccarelli è perfetta nel ruolo di Lisa, con la sua tormentata e fragilissima freddezza.
Regia: Alfredo Arciero
Interpreti: Sandra Ceccarelli, Stefano Dionisi, Fabio Troiano, Elena Bouryka, Mattia Cicinelli, Eros Pagni, Ugo Pagliai, Manuela Spartà
Distribuzione: Revolver
Durata: 94’
Origine: Italia 2007
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