"Il nostro Messia", di Claudio Serughetti
Un regista alle prese con produttori mefistofelici improbabili cinici e aspiranti attrici sessualmente aggressive: tutti alla ricerca dell’uomo della svolta nell’era dei (post)quindici minuti di celebrità e dell’immagine come oppio. Concretezza, ironia e autocritica sottesa, splendida insensatezza della vita e divertimento ghignante affidato a inserti metanarrativi
Concretezza e ironia sono le armi con cui Serughetti sceglie di raccontare i percorsi accidentati del fare cinema in Italia. Un tema che, sulla scia del cinema nel cinema - costellata di autori che non hanno bisogno di presentazioni, come il Truffaut di Effetto notte – vede i registi indipendenti italiani apparentemente ripiegarsi su se stessi, e che in realtà è di per sé evidenza di denuncia e riscatto nel momento in cui il film stesso riesce ad arrivare in sala - in questo caso, grazie alla formula contrattuale The producers, per cui gli artisti partecipano al film per la quota del loro salario. Un regista a Roma alle prese con produttori mefistofelici improbabili cinici e aspiranti attrici sessualmente aggressive: tutti – lui compreso – alla ricerca dell’uomo della svolta (il messia, appunto) nell’era dei (post)quindici minuti di celebrità e dell’immagine come oppio dei popoli. Autocritica sottesa e una costante presa di distanza dalle girandole soffocanti del perseguire i propri obiettivi sono gli elementi vincenti che allontanano la pellicola dai voli pindarici e dall’impossibilità di contatto di La rabbia (di Louis Nero, sullo stesso tema), mentre l’onestà intellettuale la avvicina a Nazareno di Varo Venturi, nel riemergere multiforme – e qui scopertamente autobiografico – di Pasolini che sembra animare oggi il cinema indipendente nel nostro paese. Splendida insensatezza dell’affannarsi della vita e dello spazio di un giorno nella scena in cui le ragazze si preparano all’avvento del regista che dovrebbe cambiare le loro sorti, divertimento ghignante nella metanarrazione affidata al ‘critico cinematografico’ Tinto Brass.
Regia: Claudio Serughetti
Interpreti: Claudio Serughetti, Sarah Maestri, Vanessa Scalera, Maria Rita Cardella, Veronica Barbatano, Sarah De Marchi, Fabrizio Rongione, Rosalinda Celentano, Tinto Brass, Dolcenera
Distribuzione: Apocalypse Flower
Durata: 94’
Origine: Italia, 2008
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