"Gardener of Eden - Il giustiziere senza legge" di Kevin Connolly
Un film indipendente a denominazione d’origine controllata. Si palesa tale, ancor prima di esser visto. Un film che prova a mandar in corto circuito quell’ossessione giustizialista tipicamente americana, per la quale l’ordine si ristabilisce innanzitutto con la forza. Cattiveria, intelligenza e scorrettezza sono “a priori”, già tutte sulla carta e si traducono in un cinema che pretende di essere amorale, fuori dalle regole e degli schemi, ma che vi rientra immediatamente per la programmatica fedeltà alla sua vocazione
Ogni città ha diritto al suo eroe. Anche se non è sempre pronta a riconoscerlo. Ognuno vuole essere un supereroe, ma, in cambio del suo sforzo, reclama il diritto di essere riconosciuto come tale. Una contraddizione che sembra insanabile. Forse per questo i supereroi sono pochi. Adam Harris (Lukas Haas) è un venticinquenne di “non” belle speranze. Espulso dall’università, lavora in una rosticceria di Bickleton e vive con la madre e il padre, silenzioso e torvo reduce del Vietnam. Quando una sua vecchia cliente viene investita davanti ai suoi occhi, le cose sembrano precipitare. Viene licenziato dal lavoro, la madre lo sbatte fuori di casa. In preda a un raptus, Adam pesta a sangue un passante, per poi scoprire che la sua vittima è un noto stupratore ricercato da tempo. Dalla frustrazione alla gloria in un istante. Adam forse ha scoperto la sua vocazione, quella del supereroe, il giustiziere che ripulirà le strade della città dalla feccia. Lavoro improbo, che può condurre alla follia. Viene in mente il commissario Joss che cercava “la notte di San Bartolomeo della teppaglia”: tutto, fuorché un eroe amato e osannato. Scritto da Adam “Tex” Davis, sceneggiatore quasi per caso, diretto dall’attore Kevin Connolly (Alan & Naomi, Le pagine della nostra vita), al suo esordio dietro la macchina da presa, prodotto da Leonardo DiCaprio, Gardener of Eden è un film “indipendente” a denominazione
d’origine controllata. Ne porta impresso il marchio a fuoco vivo, si palesa tale ancor prima di esser visto. Del resto cosa ci si aspetta da un film indipendente americano, se non la giusta dose di cattiveria, intelligenza e scorrettezza “a priori”? Gardener of Eden prova a mandar in corto circuito quell’ossessione giustizialista tipicamente americana, per la quale l’ordine si ristabilisce innanzitutto con la forza. Il Bene deve combattere sempre le sue guerre, quelle di ieri, il secondo conflitto mondiale dei nostri nonni o il Vietnam dei nostri padri, quelle di oggi, l’Iraq o la lotta “privata” di un giustiziere solitario . E’ la legge dell’Antico Testamento, senza perdono e senza redenzione. Sorvegliare e punire. I supereroi ossessionano l’immaginario, perché la società fonda la sua vita sulla manifestazione pubblica della sua vis. La capacità di dimostrare il potere in chiave repressiva è la vera espressione della grandezza di una nazione. La giustizia pertanto non è più un fine, ma è funzionale all’autoaffermazione e all’autolegittimazione. Per questo chi si sente in dovere di esercitarla, reclama il plauso pubblico. Il padre reduce è nient’altro che Travis Bickle di Taxi Driver trent’anni dopo (film giustamente chiamato in causa da molti). Adam ne è il figlio legittimo, ma senza più il carico di tragedia della disfatta della Storia. La solitudine si trasforma in stanca frustrazione. Per questo ogni sforzo confina con la risata. Si ambisce non all’epica, ma alla gloria dell’ultima pagina di un fumetto di seconda mano. Ma è proprio quest’ironia intelligente la cosa che non quadra. Perché si crei il corto circuito occorre affondare le mani in qualcosa che sta al di sotto dei fili visibili, che si nasconde nelle anime, nel sangue. Davis e Connolly se ne guardano bene, sono giovani e arrabbiati quanto basta per concludere il loro compito con sufficiente sarcasmo e spirito critico. Inseguono un cinema che pretende di essere amorale, fuori dalle regole e dagli schemi, ma che vi rientra immediatamente per la programmatica fedeltà alla sua vocazione. Dov’è quella passione per ciò che si racconta? Dov’è quello sguardo che fa saltare gli schemi di ciò che è già pensato, è già lì, tutto ordinatamente sulla carta? Dov’è Spider-Man, i suoi e i nostri dubbi sulla colpa, la responsabilità, l’amore e il perdono? Forse non basta la “sensazione” per arrivare al cuore delle cose. Forse davvero occorre il sentimento.
Titolo originale: Id.
Regia: Kevin Connolly
Interpreti: Lukas Haas, Erika Christensen, Giovanni Ribisi, John Abrahams, David Patrick Kelly, David Bortolucci
Distribuzione: Medusa
Durata: 88’
Origine: USA, 2007
Cerca nel sito

Articoli correlati
- Festival di Roma
- woody allen
- michael fassbender
- cinema orientale
- torino film festival 28
- steven spielberg
- Johnny Depp
- Corso Salani
- DVD
- Cannes 65
- cannes 64
- Jafar Panahi
- david cronenberg
- cinema UK
- animazione
- matt damon
- george clooney
- james franco
- 3D
- documentario
- robert de niro
- cinema francese
- joaquin phoenix
- venezia 68
- hbo
- jessica chastain
- trailer
- cannes 2011
- nanni moretti
- horror
- Isabelle Huppert
- clint eastwood
- cinema americano
- Kate Winslet
- venezia 67
- david fincher
- oscar
- leonardo di caprio
- brad pitt
- torino 29
- cinema indipendente
- Sean Penn
- Martin Scorsese
- marion cotillard
- serie tv
- cinema spagnolo
- cinema giapponese
- ben affleck
- film tratti da libri
- cinema italiano
News
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf
- "Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
- Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata






