"Tuttifrutti", di Alessandra Alberti
Se c'è una cosa buona in questo film è che l'ideologia femminile o dovremmo dire femminista rivolta bene l'immaginario dell'amore al maschile. Alessandra Alberti, qui alla sua prima regia, dimostra idee chiare, e i vari attori, abbastanza duttili, riescono a trasformare il film in commedia umana pur mancando le sfumature
Nel 1959 l'Italia era un paese spensierato. Da lì a poco Giulio Andreotti si apprestava a diventare presidente del Consiglio, ma qualcuno giurava che non sarebbe durato! Certo il lavoro si spostava dalle campagne alle città e nella capitale Roma la politica assorbiva le capacità di giovani portaborse. Intanto la legge Merlin aveva appena chiuso le case di tolleranza e la prostituzione, così nobile tra le quattro mura, si apprestava ad essere trasferita in strada, almeno quella più visibile e dei poveracci, e la vendita del proprio corpo non subiva comunque riduzioni. L'argomento in campo cinematografico è stato più volte affrontato da registi italiani sin dall'inizio degli anni cinquanta da Giuseppe Amato nel film Donne proibite con Valentina Cortese, Giuletta Masina, Lea Padovani ed una sceneggiatura che vantava addirittura Zavattini, De Santis, Petri. E poi Arrangiatevi! (1959) di Mauro Bolognini, cineasta abbastanza dimenticato e che andrebbe recuperato da subito. Fino a Paprika (1991) di Tinto Brass al quale Tuttifrutti deve molto per quella connotazione del sesso come sentimento "leggero", da "sorriso", quasi un divertissement, lontana dai fumi dell'immaginazione del genere eros piccante gravato dai sensi di colpa. In questo senso sarebbe risultato poco adatto il titolo di lavorazione "Bella di giorno '59". Se c'è una cosa buona in questo film è che l'ideologia femminile o dovremmo dire femminista rivolta bene l'immaginario dell'amore al maschile. L'atto fisico per le donne è conseguente alla responsabilità come la necessità economica di sopravvivere, mentre per i maschietti è sempre lo svago puerile di onorevoli ed operai (le distinzioni in questo campo praticamente non esistono). Il film di Alessandra Alberti, alla sua prima regia, mostra idee chiare, che i vari attori, abbastanza duttili, riescono a trasformare in commedia umana anche se ci sono poche sfumature. Manca, purtroppo, una più efficace messa in scena, vale a dire quel respiro opportuno come la profondità di campo, l'angolazione delle inquadrature, lo stile nelle riprese, ecc. - la fotografia di Blasco Giurato non si discute anche se molto fredda - che dovrebbe consentire a qualsiasi opera di appartenere dignitosamente alla Settima Arte. Si sottolinea la diffusione di questo film anche attraverso download. Il futuro della distribuzione cinematografica è ormai prossimo.
Regia: Alessandra Alberti
Interpreti: Alessandra Alberti, Filippo Valle, Paolo Calabresi, Wanda Pirol, Rino Santoro, Fiorella Zullo, Marta Iacopini, Virginia Barrett, Andrea Ronchetti, Geppi Di Stasio, Robert Dawson, Laura Trotter, Tonino Pinto
Distribuzione: Delta Pictures s.r.l.
Durata: 90'
Origine: Italia, 2007
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