CINEMA. Festa Internazionale di Roma 2007 - "Parte delle cose che ci sono in questo film hanno a che fare con lo stupore..." - parla Silvio Soldini

Silvio Soldini, Antonio Albanese e Margherita Buy parlano del loro ultimo lavoro. Un film che porta alla luce i drammi di una coppia borghese che perde la sicurezza economica, una pellicola che diventa quasi un documento della situazione sociale del nostro Paese. Dove la precarietà si sta trasformando in una condizione esistenziale.

All’inizio del film non ci si immagina che i due personaggi avranno a che fare con il precariato. Perché ha affrontato questo tema?

 

Silvio Soldini - Una parte delle cose che stanno in questo film riguarda lo stupore, quello di due persone che pensavano che la loro vita avrebbe preso un corso di quotidianità e serenità senza grossi problemi economici. Prima Michele e poi Elsa si ritrovano invece in una situazione che non riescono a capire, come le storie che si sentono nei giornali. Il problema è che finché capitano agli altri non ti toccano, poi quando capita a te ne rimani tramortito

 

Come è nato questo progetto?

 

SS - Ogni film nasce un po' da quello che lo precede. In Agata e la tempesta avevo fatto un lavoro corale molto colorato, molto surreale, quindi avevo voglia di fare un film che fosse più dentro la realtà di tutti i giorni. Ho affrontato un tema, come quello del rapporto di coppia, che non avevo mai trattato così approfonditamente.

 

Lei fa dei film molto costruiti, con un gran lavoro dietro, visto la naturalezza degli attori e anche il clima di grande realismo che si respira in questa pellicola, che tipo di lavoro ha fatto questa volta?

 

SS - E’ vero faccio film molto costruiti e forse questo è uno di quelli che ha il maggior lavoro dietro di preparazione, soprattutto per quanto riguarda gli attori. Quel grado di naturalezza che si vede è il frutto di un grande lavoro che hanno svolto Margherita Buy e Antonio Albanese, che si sono rivelati un’ottima scelta.

 

Quanto è stato coinvolto in questo film?

 

Antonio Albanese - Ne sono stato colpito immediatamente, infatti vengo dal mondo del lavoro, il mondo operaio. Ho anche avuto l’esperienza di un caro amico che aveva perso il lavoro. Il suo sguardo era diventato immobile, sembrava un fermo immagine. Mi sono quindi buttato col cuore e con l’anima nella parte. C’era poi anche il rapporto di coppia che mi interessava molto approfondire e grazie a Margherita mi sono ritrovato a lavorare con un’armonia e un ritmo che poi hanno dato vita a quanto si vede nel film.

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