CINEMA. Festa Internazionale di Roma 2007 - "August Rush", di Kirsten Sheridan (Premiere-Alice nella città)

August Rush è la storia di un ragazzino che ritrova i genitori dopo dieci anni, la storia del suo viaggio alla ricerca di una stella che gli indichi la via. È la storia di un film presentato in anteprima alla Festa Internazionale di Roma, di un pubblico incantato e di un Robin Williams nei panni di un’inedito “mago di strada”. Ma anche, soprattutto, la storia di una regista energica, che crede fermamente nella forza creatrice di un cinema libero di reinventarsi nella sua semplicità

August_RushUn camioncino sfreccia per le strade di New York. Ecco il nome, per caso: “August Rush”.  Un suggerimento preso al volo, un passaggio inaspettato che converge in un punto, ma solo per un attimo. Poi scompare, proseguendo la sua corsa al di fuori dell’inquadratura, lungo vie di fuga non più visibili. E’ questo il cinema di Kirsten Sheridan, in continuo movimento, all’interno e all’esterno di ogni scena. Un cinema sensibile, capace di rinnovarsi in corso d’opera, attento a non lasciarsi sfuggire ogni più piccola intuizione, pronto a raccogliere nuove idee da ogni direzione. Cinema senza confini perciò, che vive nello spazio senza saturarlo, che si protende verso l’alto fino a sfiorare le nuvole, che tende l’orecchio alla musica dell’aria e trattiene in sé quel senso di operosa attesa tipico della notte. Notturno è infatti l’incontro tra Lyla/Keri Russell e Louis/Jonathan Rhys Meyers, romanticamente illuminato da una luna piena, testimone della nascita di un’amore  puro, dal quale tutto avrà origine. Notturno è anche il momento finale, nel quale ciascun frammento torna al suo posto, dopo tanto cercare. Due momenti che segnano i riferimenti temporali entro i quali il film si mantiene, i punti cardinali in base ai quali orientarsi. Tutto il resto è dinamismo  e vitalità, desiderio e speranza, affidati alla caparbietà di un bambino che non vuole smettere di credere; un cinema che si fa portavoce della fragilità dell’anima e della potenza delle sensazioni, che resta in ascolto, sempre. Proprio come il personaggio di Freddie Highmore, pervaso da una musica universale che vive dentro di sé, la stessa che tiene insieme gli atomi e fa sopravvivere i desideri. Quella stessa musica della quale la Sheridan imbeve le sue sceneggiature, dal cortometraggio  Modelli all’avventura con il padre Jim In America – Il sogno che non c’era.

August Rush è la storia di un ragazzino che ritrova i genitori dopo dieci anni, la storia del suo viaggio alla ricerca di una stella che gli indichi la via. È la storia di un film presentato in anteprima alla Festa Internazionale di Roma, di un pubblico incantato e di un Robin Williams nei panni di un’inedito “mago di strada”. Ma anche, soprattutto, la storia di una regista energica, che crede fermamente nella forza creatrice di un cinema libero di reinventarsi nella sua semplicità.

 

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