CINEMA. Festa Internazionale di Roma 2007 - "Börn (Children)" di Ragnar Bragason (Extra)

Il regista trae ispirazione dal metodo di Leigh, Cassavetes e Godard, privilegiando il lavoro di creazione e approfondimento dei personaggi e garantendo libertà d’improvvisazione agli attori. Ma, nonostante ciò, riesce a imbrigliare i suoi protagonisti in una programmatica vicenda di legami familiari spezzati

ChildrenNonostante la giovane età, classe 1971, Ragnar Bragason non può più considerarsi una promessa. Autore di oltre ottanta lavori, tra lungometraggi e corti, serie TV, videoclip, è uno dei registi islandesi più attivi. Non è un caso, quindi, che sia presente alla Festa del Cinema di Roma, sezione “Extra”, con i suoi due ultimi film, Börn (Children) e Foreldrar (Parents), che già dal titolo costituiscono un vero e proprio dittico, nato dalla collaborazione con il gruppo di sperimentazione teatrale “Vesturport”. L’idea di partenza era quella di raccontare di personaggi veri, che rifuggissero da una monodimensionalità precostituita, per attingere ad una complessità autentica, anche contraddittoria. Bragason, secondo le sue stesse dichiarazioni, trae ispirazione dal metodo di Mike Leigh, John Cassavetes e Jean Luc Godard, e privilegia il lavoro di creazione e approfondimento dei personaggi rispetto a qualsiasi successivo sviluppo del plot, garantendo poi un’assoluta libertà d’improvvisazione attoriale durante la fase delle riprese. La pratica teatrale irrompe nella teoria del cinema. Alla ricerca del cuore umano. E per far venir fuori i cuori Bragason sceglie la via probabilmente più semplice: far muovere attori e protagonisti attraverso storie che raccontassero la complessità dei legami familiari. Rapporti primari, sentimenti originari. Un’equazione addirittura ovvia. Children diviene così un film di figli abbandonati dalle madri e di donne abbandonate dagli uomini. Legami spezzati a cui ognuno reagisce come può, compiendo un percorso personale per esorcizzare lo spettro dell’abbandono. Gradar ci prova con il crimine, Marino si chiude nella sue malattia mentale e schizofrenia, Gudmnund rifugge dai coetanei e ne accetta rassegnatamente i soprusi, Karitas si dà all’alcool e tenta, in un attimo estremo di disperazione, di spacciare medicinali rubati. Le tensioni montano sino a inevitabili esplosioni di violenza (contro sé e contro gli altri), che finiscono poi per placarsi in nuovi equilibri e nuove vite. Il cerchio si chiude e Bragason, nel tracciare il suo percorso programmatico, sembra addirittura di una linearità estrema, fredda e calcolata. L’improvvisazione si congela nello schema strutturale e, malgrado le intenzioni, la ragione non lascia sempre spazio alla vita. Nonostante la varietà di toni, dramma, commedia grottesca, tragedia familiare, noir, il dosaggio piuccheperfetto degli elementi sembra strizzare l’occhio al cinema danese contemporaneo, ancora figlio di provocazioni dogmatiche. Ma Bragason, va da atto, riesce comunque a conservare la sua fiera natura isolana, toccando, nella luce gelida del suo bianco e nero, due gangli vitali dello spirito islandese: la solitudine e l’identità.

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata