SPECIALE DARIO ARGENTO - La meraviglia dell'orrore: "Phenomena"

Dario Argento realizza con Phenomena uno dei suoi film più liberi dal punto di vista della scrittura: una rivisitazione cinica e crudele delle strutture fiabesche, con un’attenzione sinora inedita verso lo stato d’animo dei suoi personaggi. Una storia di piccole donne abbandonate in un mondo di orrore. Leggi tutti gli articoli dello speciale

phenomenaInterpreti: Jennifer Connelly, Donald Pleasence, Daria Nicolodi, Federica Mastroianni

Durata: 110’

Origine: Italia, 1985

Distribuzione Home Video: Medusa

 

C’è nessuno?

C’è nessuno in casa?

C’è nessuno?

Per favore, sono una straniera, mi sono persa…

Lo so che c’è qualcuno, rispondete!

Comincia con queste parole, Phenomena: dopo un incipit bellissimo, tra i migliori di tutta la filmografia argentiana, nel quale il vento e gli alberi “recitano” sulle note delle straordinarie musiche di Claudio Simonetti. Parole pronunciate dalla figlia Fiore, e che preannunciano quello che sarà il film: una fiaba. Violenta, crudele, horror, ma pur sempre una fiaba. Riprendendo in parte la struttura di Suspiria (la scuola femminile, la nuova arrivata, l’elemento soprannaturale), Dario Argento realizza uno dei suoi film più fantasiosi dal punto di vista della scrittura, mescolando tra loro elementi diversi e cominciando quella sperimentazione hard sulla colonna sonora (Iron Maiden, Motorhead, Andi Sex Gang…) che troverà nel successivo Opera il punto di massima espressione.

Gli elementi caratteristici, dicevamo, sono appunto di derivazione fiabesca: un ambiente circoscritto (le montagne svizzere, e in particolar modo il collegio), il mostro assassino e una protagonista dai poteri telepatici in grado di comunicare con gli animali. In più, viene posta un’attenzione particolare nei riguardi delle giovani ragazze, figure fragili condannate alle solitudine: quello di Phenomena è un universo nel quale i ruoli paterni non possono assumere spessore, mentre le madri vengono raffigurate come elementi castratrici; tutte le studentesse sono infatti abbandonate a sé stesse, e quindi indifese di fronte agli fiore argentoorrori del mondo esterno, vittime di madri che invece abbandonano le proprie famiglie la notte di Natale (come accade alla protagonista) oppure nascondono in casa i propri figli deformi – Daria Nicolodi, la “strega cattiva”. In tutto questo però Argento si diverte a mescolare le carte e ribaltare la prospettiva: il bambino non è più solamente la vittima passiva o l’oggetto del desiderio maligno, bensì diventa il “mostro”, il “cattivo”, generato comunque dalla perfidia materna; e se lo scimpanzè Inga rientra nella tradizionale categoria dell’alleato del protagonista, è decisamente più curioso e innovativo il ruolo riservato agli insetti. Solitamente sinonimi di raccapriccio, è invece anche grazie ai vermi e ai parassiti presenti nei cadaveri che la protagonista Jennifer arriverà alla soluzione dell’enigma, per nulla intimorita da loro in quanto suoi preziosi amici da sempre; il percorso tracciato da Phenomena si rivela quindi disseminato di elementi puramente oscuri e putrefatti, ma è solo tramite essi che si può arrivare alla conclusione, all’happy end. L’orrore diventa quindi il viatico necessario per la meraviglia, come in un romanzo di formazione cinico e crudele.

Da un punto di vista strutturale, il film denuncia qualche piccolo cedimento nell’alternanza dei differenti registri: quello gotico, decisamente più riuscito, e quello psicologico (rappresentato prevalentemente dai rapporti tra le giovani ragazze) che manifesta a tratti qualche semplicismo senza però intaccare il valore generale dell’opera.

Phenomena rappresenta la prima collaborazione di Argento con due figure in seguito ricorrenti nel suo cinema: lo sceneggiatore e critico cinematografico Franco Ferrini e il giovanissimo Sergio Stivaletti, allora agli esordi. Per gli effetti speciali (molti dei quali curati dall’aiuto regista Luigi Cozzi) vennero applicate semplicissime tecniche artigianali dimostratesi comunque molto efficaci: per realizzare lo sciame di mosche che avvolge il collegio, pedettaglior esempio, venne sovrapposta alla pellicola l’immagine della polvere di caffè disciolta in acqua, mentre per ottenere inquadrature ravvicinate degli insetti questi vennero semplicemente legati all’obbiettivo della macchina da presa con del filo di nylon.

In seguito a una trama improvvisata da Dario Argento durante una trasmissione televisiva per la promozione del film, si vociferò di un ipotetico seguito intitolato semplicemente Phenomena 2; in alcuni mercati circolarono addirittura un finto manifesto e una misteriosa colonna sonora ma del progetto, ovviamente, non si fece più nulla. 

 

 

 

Phenomena trailer

 

 

Phenomena una scena

 

 

Phenomena l’inizio

 

 

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