DARIO ARGENTO

SPECIALE DARIO ARGENTO - Zone d'ombra: "Zombi", "Due occhi diabolici" e "MDC-Maschera di cera" (di Giacomo Calzoni, del 18/12/2007)

Le collaborazioni di Dario Argento con l’amico statunitense George A. Romero: Zombi, il capolavoro indiscusso, e Due occhi diabolici, elogio delle rispettive specificità. E ancora, Lucio Fulci: il rapporto contrastato, la riappacificazione e la pre-produzione di Maschera di cera, sino all’improvvisa scomparsa del “Terrorista dei generi”. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - L'horror soprannaturale delle tre madri: "La terza madre" (di Carlo Valeri, del 18/12/2007)

Libero, anarchico, fanciullescamente puro. Argento fa di tutto pur di spingere il nostro sguardo oltre lo schermo e gioca a comunicarcelo con tutta la sincerità dell’umile artigiano che ama alla follia il suo pubblico, e proprio per questo fa di tutto per non ingannarlo. L’ultimo capitolo della “trilogia delle madri” è allora un messaggio d’amore per ogni spettatore, estremamente tenero per come antepone i sentimenti al cinema, arrivando a centuplicare la sua natura affettuosa. In chiusura dello SPECIALE DARIO ARGENTO, riproponiamo la recensione del film. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Opere d'Arte: "Ti piace Hitchcock?", "Jenifer - Istinto Assassino", "Pelts" (di Sergio Sozzo, del 11/12/2007)

L’ultimo Argento tv dei due episodi per i Masters of Horror e della fiction rai con Elio Germano scortica via la pelle del proprio cinema per metterne in mostra il muscolo pulsante sottostante: il cuore del cinema, il suo INLAND EMPIRE, la dimostrazione dell’unico modo ancora possibile di fare Cinema oggi. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Quello che l'occhio non vede: "Il cartaio" (di Giuseppe Gariazzo, del 07/12/2007)

Il cinema di Dario Argento ri-comincia dalla rete, da internet, dalle chat: Il cartaio è un lavoro sul materiale e sull’immateriale, sui corpi e sui luoghi fisicamente esistenti, pregni di tensione e conflitti, e su altri corpi e altri luoghi che si fanno immagine al di là di una finestra sullo schermo del computer, da dove si (intra)vedono le ragazze imbavagliate e uccise, gesto, quest’ultimo, sempre negato alla visione. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Il passato che ritorna: "Non ho sonno" (di Matteo Di Giulio, del 04/12/2007)

Non ho sonno segna il ritorno di Argento al giallo degli esordi, ambizioso progetto che riporta l’attenzione sull’assassino: il mistero dell’identità e delle motivazioni psicologiche ritornano in auge a vent’anni di distanza dagli ultimi exploit di un cinema di genere ormai sepolto. L’effetto rimpianto non si dimostra però al passo coi tempi. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - La Versione di Argento: "Il Fantasma dell'Opera" (di Danilo Ausiello, del 03/12/2007)

Una storia già abbondantemente scritta, raccontata ormai decine di volte, che il regista trasforma in puro luogo-cinema da sventrare, ricostruire, riabitare. Così Argento imbriglia il suo Fantasma, lo esorcizza. Riuscendo contemporaneamente a imporre una versione definitiva - eversiva, fuori controllo, aliena - del celeberrimo romanzo di Gaston Leroux. La sua Versione. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - L'horror che diventa mèlo: "La sindrome di Stendhal" (di Davide Di Giorgio, del 28/11/2007)

Opera di snodo nel percorso artistico che ha connotato l’ultimo Argento: un thriller astratto e attento maggiormente alla sostanza intima dei personaggi, all’esplorazione di un sentimento, a una deriva melodrammatica, che tenta di rovesciare la pulsione estetica dell’omicidio inquadrandola dalla prospettiva della vittima. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Dolci freaks della periferia americana: "Trauma" (di Margherita Palazzo, del 25/11/2007)

Quelle strane ragazze che abitano in fondo al viale: filmare un corpo incompiuto.
Hansel e Gretel a Minneapolis: mai credere al lieto fine di una favola.
Titoli di coda. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Che Bella Cosa Sei (Quando Mi Guardi): "La Chiesa", "La Setta", "Scarlet Diva" (di Sergio Sozzo, del 23/11/2007)

Il punto è accettare la sfida di Dario Argento: la sfida di uno sguardo fantastico che reinventa la materia ogni volta che si posa su di essa, già all’atto stesso di guardarla, di posarcisi: e basta davvero anche solo la volontà, il puntarci addosso la macchina da presa, per trasformare la realtà in Cinema. Asia Argento e Michele Soavi attraverso il Piacere Visivo di Laura Mulvey.  Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - E' morto l'occhio! Viva l'occhio!: "Opera" (di Annarita Guidi, del 20/11/2007)

L’occhio da distruggere, l’occhio da celebrare. L’occhio che uccide, l’occhio che salva. Ferire lo sguardo inutile, dominare lo sguardo che vorrebbe distogliersi; poi, glorificarlo e vendicarlo. Embodied voyeurism, pulsione connaturata. Ci piace guardare, o ci fa orrore? Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Io & Dario: la parola a Dardano Sacchetti (del 19/11/2007)

"Dario è curioso. Ha una intelligenza viva e  fiondata sul dettaglio. E' una sorta di lupo solitario. Si prepara molto bene a girare i film. Come un samurai."

Lasciamo la parola a Dardano Sacchetti, sceneggiatore che non necessita certo di presentazioni da parte nostra: una testimonianza inedita, uno sguardo sul Dario Argento uomo piuttosto che sul regista. Come un saluto tra vecchi amici… Leggi tutti gli articoli dello speciale - Il workshop di sceneggiatura con Dardano Sacchetti

SPECIALE DARIO ARGENTO - La meraviglia dell'orrore: "Phenomena" (di Giacomo Calzoni, del 17/11/2007)

Dario Argento realizza con Phenomena uno dei suoi film più liberi dal punto di vista della scrittura: una rivisitazione cinica e crudele delle strutture fiabesche, con un’attenzione sinora inedita verso lo stato d’animo dei suoi personaggi. Una storia di piccole donne abbandonate in un mondo di orrore. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - La produzione in anticipo sulla regia: "Démoni" & "Démoni 2 ...l'incubo ritorna" (di Davide Di Giorgio, del 15/11/2007)

Con i due film diretti da Lamberto Bava, Argento sviluppa una concezione di orrore alla quale lui stesso sarebbe arrivato anni dopo con i suoi film: storia di un dittico fecondo e sorprendente, caratterizzato dalla fiducia nel genere e dalla capacità di risultare autosufficiente rispetto ai modelli dai quali attinge. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Occorre esporsi alla luce per sprofondare nel buio: "Tenebre" (di Margherita Palazzo, del 13/11/2007)

Cose terribili accadono alla luce del giorno: delitti perfettamente illuminati. Scarpette rosse: pulsioni erotiche perfettamente oscurate. Tagli (senza sangue) : la dura vita dello slasher movie Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - L'horror soprannaturale delle tre madri: "Inferno" (di Andrea Caramanna, del 12/11/2007)

Con Inferno, pochi anni dopo da Suspiria, Dario Argento realizza la seconda parte della saga sulle tre madri, un viaggio visionario ancora fra le mura di un palazzo indemoniato. La possessione diabolica qui passa attraverso le millenarie leggende alchemiche, con il gusto figurativo dell gotico e una colonna sonora memorabile, come quella di Keith Emerson, che include "Nabucco" di Giuseppe Verdi. Leggi tutti gli articoli dello speciale

 

 

SPECIALE DARIO ARGENTO - L'horror soprannaturale delle tre madri: "Suspiria" (di Andrea Caramanna, del 10/11/2007)

Suspiria rappresenta la variazione, il cambiamento nel cinema mutante di Argento. Erano le atmosfere soprannaturali, la stregoneria sanguinolenta a richiamare i canoni della cinematografia espressionista, Fritz Lang e Friedrich Murnau, nonché l'horror danese e svedese degli anni venti del Novecento. È l'inizio della saga delle tre madri che trae ispirazione dal diario di Thomas De Quincey.
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SPECIALE DARIO ARGENTO - Il grande inganno: "Profondo rosso" (di Emanuele Di Porto, del 09/11/2007)

Nella sua apparenza di un giallo classico e ben strutturato, Profondo rosso nasconde il supremo inganno allo spettatore, messo in crisi nella sua percezione delle cose: vedere l'assassino e non riuscire ad identificarlo. Messo davanti ai suoi difetti, alla sua inefficenza percettiva, l'occhio non è più l'organo privilegiato. Dario Argento preferisce esperienze quasi tattili, omicidi che sono esplosioni barocche e sensuali. Abbraccia una costruzione jazz dell'intreccio, distruggendo la detection. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Una parentesi storica: "Le cinque giornate" (del 07/11/2007)

Oggi Le Cinque giornate ci appare come un curioso e stimolante dipinto quasi post-moderno, occasione per recuperare sguardi e corpi piuttosto dimenticati dal nostro cinema. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Il piccolo schermo: "La porta sul buio" (di Andrea Ravagli, del 06/11/2007)

Quando l’autorialità è connaturata anche due mediometraggi semi-sconosciuti possono racchiudere tutta la poetica dei film che verranno ricordati. Questo si profila cristallinamente nella nostra mente quando assistiamo alla proiezione di due piccoli gioielli argentiani perfettamente compiuti come Il tram e Testimone oculare. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - L'arte della manipolazione: "Quattro mosche di velluto grigio" (di Emanuele Di Porto, del 05/11/2007)

Quattro mosche di velluto grigio è la realizzazione completa dell’ambizioso sogno autoriale del controllo assoluto di ogni dettaglio della messa in scena: Dario Argento gioca non solo con lo spettatore, ma anche con il suo protagonista, e inizia a farsi beffe della verosimiglianza. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - L'occhio che uccide: "Il gatto a nove code" (di Emiliano Bertocchi, del 04/11/2007)

Dario Argento, alla sua seconda prova registica, teorizza un cinema che, al di là della sceneggiatura e dell’intreccio, sia esso stesso paura e tensione, violenza e sangue. L’uso della soggettiva, dunque, come strumento di morte, che lascia lo spettatore senza difese e che lo porta ad una angosciante identificazione con lo sguardo dell’assassino. Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Memorie dall'invisibile: "L'uccello dalle piume di cristallo" (di Lorenzo Leone, del 03/11/2007)

Il film con cui Dario Argento si rivelò al mondo è un disperato vagabondare alla ricerca di un appiglio, di un ricordo da pescare in una memoria spesso fallace o incompleta. Una lenta discesa nelle perversioni di una mente pericolosa, il primo grande incubo targato Dario Argento… Leggi tutti gli articoli dello speciale

SPECIALE DARIO ARGENTO - Introduzione (di Giacomo Calzoni, del 01/11/2007)

Mentre La Terza madre esce finalmente nelle sale e affronta l’esame del pubblico, Sentieri Selvaggi ripercorre l’intera filmografia argentiana, dagli esordi di L’uccello dalle piume di cristallo ai due episodi per la serie Masters of Horror. Un’occasione per guardarsi indietro, per tentare di fare propria la visione di un Autore che non ha mai smesso di mettersi in gioco e, soprattutto, giocare. Nel pieno rispetto de sé e del suo pubblico.

 

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