LETTE E...RIVISTE - Distribuzione DIY: Lynch, la mucca e "INLAND EMPIRE"

Eric Bassett, managing partner di ABSURDA, racconta a "FilmMaker" la distribuzione 'do it yourself' dell'ultimo capolavoro del regista americano. Tra mucche agli angoli di strada e addii agli Studios

Lance Weiler: Cosa ha spinto David Lynch a questo tipo di distribuzione per INLAND EMPIRE?

Eric Bassett: Diverse cose. Prima di tutto, la durata del film. Tre ore...Nonostante le offerte, abbiamo pensato che sarebbe stato meglio distribuirlo in proprio, soprattutto per essere certi che il tutto fosse fatto nel modo giusto: il coinvolgimento di David era una garanzia.

 

LW: Come avete selezionato i mercati per la distribuzione?

EB: David aveva compiuto un lunghissimo tour per gli incontri sulla Meditazione Trascendentale, che includeva molte città sedi di college. Siamo partiti da lì, ho selezionato le città migliori. Poi abbiamo lavorato per la nomination all'Oscar. E così, via a New York e Los Angeles, ma anche Boston - appunto, sede di università ma anche dello storico Brattee Theatre - Pasadena, Austin...altre sedi di opening events saranno Seattle, San Francisco, Chicago, Washington D.C.

 

LW: E cosa comporta un opening event?

EB: Affittiamo un cinema. David introduce il film e risponde alle domande. Questo genera una pubblicità enorme. Interviste con - almeno - le tre principali testate della città, in genere i quotidiani. Questo consente alla pellicola di compiere un grande salto al momento dell'uscita in sala, che avviene pochissimi giorni dopo l'evento, nel miglior cinema che riusciamo ad ottenere. In tutti i casi in cui David non può presentare il film - ovviamente non può essere in 200 posti diversi in sei mesi - cerchiamo di organizzare una video-conferenza, in modo che lui possa partecipare via internet all'evento.

 

LW: Ed è così facile dare risonanza mediatica al tutto?

EB: Il fatto che si tratti di David Lynch rende le cose piuttosto facili, è chiaro. E' facile ottenere che i giornali lo intervistino, è facile andare da Letterman...Poi, la performance di Laura Dern è diventata un caso. Questa è stata una sorpresa anche per noi, e ha giocato a nostro favore.

LW: Che altro tipo di attività avete realizzato con il vostro modello di distribuzione?

EB: David Lynch e la mucca, per esempio...con cui abbiamo conquistato le copertine dell'Hollywood Reporter e di Vanity Fair. L'abbiamo fatto tre volte. David si piazzava ad un angolo di strada - il primo è stato quello di North La Brea Avenue con Hollywood Boulevard - con una mucca. Si sedeva sulla sedia da regista e aveva due enormi cartelli: sul primo, una foto di Laura Dern e la scritta 'For your consideration', sul secondo un indovinello che aveva a che fare con il formaggio e INLAND EMPIRE. Sono arrivate un sacco di troupe televisive, e dei tizi hanno filmato il tutto e l'hanno messo su YouTube. Abbiamo avuto qualcosa come 55.000 persone che l'hanno visto [...] Internet è stato fondamentale per noi: penso anche al sito www.inlandempirecinema.com, una piattaforma in cui i fan possono interagire tra loro e seguire le presentazioni e le uscite nelle sale del film [...]

 

LW: State pensando anche alla possibilità di far scaricare il film dal web? O userete i supporti classici?

EB: Il punto è che l'INLAND EMPIRE affair è qualcosa di più grande rispetto a una normale distribuzione fai da te. Lynch è famoso, i fondi necessari sono enormi, e abbiamo diverse restrizioni. Ma, ad esempio, venderemo il DVD su www.davidlynch.com. Al momento, tutti i nostri sforzi sono concentrati sull'ampliare al massimo l'uscita nelle sale nei sei mesi a nostra disposizione. Il DVD dovrebbe uscire a giugno.

 

LW: Qual è stata la sorpresa più grande in questa esperienza?

EB: Wow (ride). Sapevo che sarebbe stato un lavoro enorme, ma non immaginavo così enorme. Alcune sorprese sono venute dalle trattative con la MPAA - è incredibile l'entità dei dettagli che devi far approvare per locandine e pubblicità quando hai un film R-rated...

 

LW: Voi di Absurda pensate di continuare a collaborare con Lynch per le pellicole che vorrà distribuire fuori del sistema?

EB: Io non credo che David farà mai più qualcosa dentro il sistema. Questo è l'obiettivo a lungo termine, rispetto alla distribuzione di INLAND EMPIRE. Per il prossimo film, tutto questo sarà fatto a livello mondiale - non più solo per gli Stati Uniti. Lo ripeto: è una mole di lavoro incommensurabile. Ma secondo me David non userà mai più uno Studio.

 

"Lessons in DIY - Total control" - da FilmMaker, inverno 2007

www.filmmakermagazine.com/winter2007/line_items/lessons_diy4.php 

 

Traduzione di Annarita Guidi

 

FilmMaker: The Magazine of Independent Film è il quadrimestrale del cinema indipendente americano. La rivista è l'organo ufficiale della IFP - Independent Feature Project, fondata nel 1979 come organizzazione no-profit che sostiene il cinema indipendente e ne garantisce la visibilità, nella convinzione che un cinema vitale sia un cinema che riflette pienamente tutta le diversità e le idiosincrasie della cultura americana. La IFP agisce sulla formazione professionale, sui progetti individuali e sul pubblico: FilmMaker è nato nel 1992, il suo editore è un produttore indipendente, la linea della rivista è basata sull'autenticità nel comunicare la realtà del lavoro 'dietro le quinte' del cinema. E tutto questo si riflette anche nel sito web, dove gli articoli principali di ogni numero (dalla prima uscita ad oggi) sono disponibili on-line, e dove la (sterminata) sezione 'Resources' offre un supporto agli 'indie filmmakers' con nomi e credenziali di strutture e persone per ogni step della creazione cinematografica, dalla pre- alla post-produzione, dalle attrezzature alle scuole, dai finanziamenti alla distribuzione. La sezione 'Fest Circuit' ospita i festival del cinema organizzati per deadline, e la rivista si conferma una miniera di approfondimenti e una fonte di visibilità per chi si muove nel mondo del cinema indipendente americano. (a.g.)

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