DVD - "Minnie e Moskowitz", di John Cassavetes
È considerato da molti critici tra i film di maggior compromesso rispetto ai suoi titoli più conosciuti. Ma se compromesso c'è stato, Cassavetes, ancora una volta, lascia scivolare il cinema oltre il set: l'inquadratura è una continua annunciazione, è sempre una rivelazione di corpi impressionati. Da non perdere. Distribuisce Cecchi Gori

Titolo originale: Minnie and Moskowitz
Anno: 1971
Durata: 114'
Distribuzione: Cecchi Gori Home Video
Genere: commedia
Cast: Seymour Cassel, Gena Rowlands, Val Avery, Timothy Carey, Katherine Cassavetes
Regia: John Cassavetes
Formato DVD/video: 1.85:1 anamorfico
Audio: Dolby Digital 2.0 in inglese
Sottotitoli: Italiano
Extra: intervista a Gianni Canova, trailer originale sottotitolato, biografia del regista e degli attori principali

IL FILM
Seymour Moskowitz ha trent'anni, capelli lunghi e uno stile un pò naif. Arriva a Los Angeles sperando in un futuro migliore e incontra Minnie Moore, impiegata in un locale museo, non giovanissima e da tempo legata ad un uomo sposato. Si instaura tra i due una relazione del tutto particolare e turbata dall'intrusione di vari personaggi. Ciò nonostante, Seymour e Minnie si amano profondamente... Commedia sentimentale con rimandi alla "screwball commedy" anni Quaranta. Incontro, scontro e fusione tra un beatnik della Grande Mela e una bionda quarantenne disillusa dalla vita e ancor prima dal cinema: "Sai che penso che i film siano una congiura...". Il cinema ti fa credere che certe storie possono avverarsi, che Hollywood è come la vita. Considerato da molti critici e storici del cinema, uno dei film di maggior compromesso rispetto ai suoi titoli precedenti, fatti di derive, di continue turbolenze verso l'ortodossia hollywoodiana. Ma Cassavetes tira fuori probabilmente, ancora più che mai, il suo debito verso Frank Capra, Howard Hawks, verso la commedia classica di trent'anni prima. Cassavetes, il più grande regista delle folle, della potenza delle folle, gira, ancora di più, non per (in)quadrare lo sguardo, ma per lasciar scivolare il cinema oltre i confini del set, per un abbraccio collettivo e nostalgico. In Minnie e Moskowitz, gli adulti giocano a fare bambini, il cinema sembra un incontro di pugilato: passi di danza e di scontri fisici, corpi che si avvinghiano, corpi in rotta di collisione. Se compromesso c'è stato, Cassavetes resta comunque, prima di tutto, al servizio di ciò che accade sul set: è una continua annunciazione, l'inquadratura è sempre una rivelazione tra due corpi impressionati e contrastanti. Ma c'è di più: Minnie e Moskowitz è dapprima disincanto verso il cinema stesso: uno dei suoi personaggi dice: "Non mi piace il cinema. È per gente sola che ama fissare uno schermo". Come se lui non fosse solo, troppo solo. Ma la macchina nel frattempo, sfiora, gira intorno ai personaggi, procede per campi e controcampi, come se scrutasse la fisicità dei sentimenti, come se si consegnasse totalmente al cinema, sola e abbandonata, tra tremolii ed incertezze, aliti e palpiti. E il verbo si fa carne, nel miracolo dell'amore, tra due persone apparentemente lontane, troppo lontane. Atto d'amore per la vita al cinema, per il cinema e la vita. Che cos'è il cinema? Cassavetes rispondeva: "Il cinema è semplicemente un modo di vivere e nient'altro...".

IL DVD
Buono sicuramente il prodotto della Cecchi Gori per diversi motivi. Il primo è che la casa ha pensato bene di distribuire il dvd in lingua originale (sottotitolato) e non doppiato. I film di Cassavetes sono praticamente impossibili da seguire con le voci non originali, perché la parola a volte sembrerebbe essere solo un surrogato per poter giungere prima possibile alla fisicità dei sentimenti. Un altro motivo per cui il giudizio sul dvd è positivo è il coraggio di ripresentare uno dei film meno visti del regista, certamente diventato famoso per altri titoli, quali Ombre, Volti, Mariti. Tra l'altro è buona anche la qualità video, a parte probabilmente qualche incertezza sui contrasti a volte poco marcati tra il nero e i colori medi. Buono l'audio che prevede solo la versione originale in inglese e i sottotitoli in italiano. Tra gli extra, interessante l'intervista di circa diciassette minuti al critico cinematografico Gianni Canova, il quale parla del film in questione ed anche di tutto il cinema di Cassavetes. Nell'intervista si ricorda come il regista fosse anti-hollywoodiano ma come in questo film abbia voluto riconoscere la grandezza e l'importanza di un mondo che ci ha fatto sognare e ha reso ancora più bella la vita. Da ricordare infine che nel film recita anche la madre del regista che interpreta la madre del protagonista.
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