“The Social Network”, di David Fincher


Con la lucidità del cinema “politico” degli anni settanta, lo sceneggiatore Aaron Sorkin racconta la “Nascita di una nazione” di Facebook, ovvero la terza (per il momento, ottobre 2010), più popolosa al mondo, con i suoi 500 milioni di utenti/abitanti… ma poi ci sta l’“altro film”, quello di Fincher, che sceglie il suo eroe tragico, raccontandolo come un fantastico gangster “public enemies” degli anni trenta…

jesse-Eisenberg-the-social-networkCi sono almeno due film, ma forse tre, quattro, cinque film (F5=5 film?), in questo The Social Network. Da un lato ci sta la fredda lucidità dello sceneggiatore Aaron Sorkin, che sulle orme del libro di Ben Mezrich “The Accidental Billionaires” ripercorre la storia del co-fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, del suo amico e socio Eduardo Saverin, e delle diverse vicende legali che, dopo il successo del Social Network, sono esplose sulla proprietà dell’idea e del marchio. Sorkin è spietato e “politicamente corretto”: non sceglie di parteggiare per qualcuno, e racconta, con pari dignità “legali”, tutti e tre i punti di vista della storia, quello di Zuckerberg, il ragazzo prodigio che in una notte inventa un network che coinvolge subito centinaia di studenti, quello del suo socio “tradito” Saverin, e quella dei due fratelli Winklevoss, che avevano commissionato a Zuckerberg una prima idea di social network universitario. Tre ragazzi degli anni duemila, anzi quattro, cinque con il fondatore di Napster Sean Parker, che irrompe nella storia per dare slancio e dinamismo a un’idea già forte ma che aveva bisogno dell’energia vitale dei grandi capitali. E il film si dipana tra le stanze dell’università più esclusiva, Harvard, e quella degli uffici legali dove i ragazzi e i loro avvocati provano a ricordare e raccontare la storia, nella speranza di trasformare un possibile guerra legale in un concordato milionario (come poi avverrà).
the_social_networkChe racconta il film di Aaron Sorkin? Con la lucidità del cinema “politico” degli anni settanta, Sorkin racconta la “Nascita di una nazione” di Facebook, ovvero la terza (per il momento, ottobre 2010), più popolosa al mondo, con i suoi 500 milioni di utenti/abitanti… Una nazione che sta scardinando proprio quei “confini” che hanno fatto nascere qualche secolo fa l’idea stessa di Nazione. Niente confini, dunque, il mondo digitale del social network mette in contatto gli umani in una dimensione volontaria, dove ognuno partecipa creando una propria identità da mostrare agli altri, raccontando di se stesso, la propria vita “mentre la si sta vivendo”. Digitale, interattivo, condiviso, le tre verità del “nuovo mondo” dei social network. E mentre sociologi, giornalisti (spesso di altri media) e altri esperti discutono del “nuovo corruttore” delle giovani generazioni, e parlano di “comunicazione vuota”, di mancanza di “contatto con il mondo reale”, ecc… un terrestre su dodici popola e contribuisce all’esistenza di questo luogo, nato in una notte di rabbia e birra (troppa birra, forse…, troppa rabbia, certo...), dopo che una ragazza aveva mollato il suo ragazzo.
E’ qui, in questo sguardo terribilmente malinconico - che Jesse Eisenberg rende magnificamente riuscendo a non far ridere mai il suo personaggio, tuttalpiù a manifestare un abbozzo di sorriso quando, insieme al suo team, festeggia il milionesimo iscritto al network – in quest’osservare con una tenerezza sottile il suo ragazzaccio “nerd”, che sta l’altro film, quello che lo sguardo “non autoriale” eppure magicamente cinematografico di David Fincher, ci restituisce. Fincher, al contrario del suo sceneggiatore (meravigliosamente “tradito” dal suo regista proprio come Zuckerberg ha fatto con Saverin) la sua scelta l’ha fatta. Sì, segue le tre storie, ma il modo in cui ci restituisce il “suo” personaggio è già un “altro film”. Zuckerberg viaggia in un’altra dimensione, mentre gli altri sono ancora nel mondo tridimensionale “reale”. E’ cattivo, anche bastardo, ma terribilmente sincero. Fragile e solo, in un mondo dove contano poco i sentimenti e molto la capacità di sopraffare l’altro, attraverso la forma più moderna di comportamento attuale: l’ipocrisia. Ogni personaggio cerca di mostrarsi migliore di Zuckerberg. Dalla sua (poi ex) ragazza, che ne disprezza l’apparente cinismo e insensibilità, al suo amico che lo accusa di scavalcarlo nella politica “aziendale”, ai fratelli Winklevoss, animati da una presunta eticità harvardiana, che prima di scatenargli addosso i legali cercheranno altre vie per fermare l’impeto irrefrenabile di Zuckerberg.
the-social-network david fincherMa se la sceneggiatura vola tra i personaggi deliberatamente non scegliendo, “abbiamo raccolto dei fatti e abbiamo creato una verità. In particolare ne abbiamo create tre”, spiega Sorkin, il film di Fincher sceglie manifestamente di stare dalla parte del cattivo ragazzo, mostrandocene tutta la gamma di sentimenti espressi (la passione, l’ira, la vendetta, ecc..) e inespressi (il bisogno di comunicare e condividere), raccontandolo come un fantastico gangster “public enemies” degli anni trenta, in tutto il suo essere un eroe tragico, quello di cui “innamorarsi” ma che alla fine cade inevitabilmente ucciso. Ma quello era ancora il “romantico” XX secolo, nel XXI l’eroe tragico resta con la pietra nel cuore, ha spalancato le porte della comunicazione a mezzo mondo e, miliardario, resta davanti al suo notebook a guardare, tra i tanti possibili, ancora una volta il profilo della sua ex ragazza. Con l’imbarazzo da vero nerd, tentenna, sfiora i tasti, ma alla fine cede di fronte alla sua stessa “macchina sociale”: le chiede l’amicizia. E il resto è solo un continuo F5, come se l’aggiornarsi/vivere sia ormai solo e disperatamente un refrain digitale.
Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 6 commenti
  1. bellissimo film, stimolante recensione. continuate così

    Inviato da JaneRussel il 17/01/2011
  2. questo film mi ha letteralmente rapito. Zuckerberg è nel futuro, la sua mente viaggia a una velocità diversa da quella del socio Eduardo e dei fratelli Winklevoss. E' circondato da "perdenti". Da persone che stanno sempre un passo indietro. Un thriller che diventa un film giudiziario, passando per le feste universitarie e ritorno...la colonna sonora è viva, ha un'anima. grande Fincher

    Inviato da 7Annette il 04/12/2010
  3. Bellissimo commento!

    Inviato da http://persogiadisuo.blogspot.com/ il 29/11/2010
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf  
"Men in Black 3 3D" su "Film Tv"
Cannes, Max von Sydow, Erland Josephson e La guerra e' dichiarata