BERLINALE 58 - Berlino, il cinema smantella i confini
Ancor piu’ che in altre citta’ europee, nella Berlino politica, culturale e quindi anche cinematografica, si esprime con maggiore forza lo stravolgimento del significato di confine, destinato sempre piu’ a modificarsi profondamente. E’ proprio qui a Berlino che si assiste, probabilmente, alla fine di un concetto millenario, così come si è trasformata la nozione di razza, così come stanno confondendosi le definizioni di natura, normalitá sessuale, e persino di guerra. Dal 7 al 17 febbraio la Berlinale raccontata da Sentieri Selvaggi
Ancor piu’ che in altre citta’ europee, nella Berlino politica, culturale e quindi anche cinematografica, si esprime con maggiore forza lo stravolgimento del significato di confine, destinato sempre piu’ a modificarsi profondamente. E’ proprio qui a Berlino che si assiste, probabilmente, alla fine di un concetto millenario, così come si è trasformata la nozione di razza, così come stanno confondendosi le definizioni di natura, normalitá sessuale, e persino di guerra. Dal 7 al 17 febbraio la Berlinale, proporra´, come ogni anno, importanti anteprime mondiali, un concorso, considerando i nomi in cartellone, di tutto rispetto, sezioni collaterali (Panorama e Forum su tutte) assolutamente fuori da ogni politica preconfezionata, e una retrospettiva dedicata a Louis Bunuel. Non bisogna dimenticare, naturalemente l´assegnazione dell’Orso d`Oro alla carriera a Francesco Rosi, al quale sará dedicata una personale composta da 13 suoi film. Inaugurato dal bellissimo Shine a Light, il documentario di Martin Scorsese sui Rolling Stones, il festival proporra’, tra i titoli piu’ attesi: Il Petroliere di Paul Thomas Anderson, interpretato dall'istrionico Daniel Day Lewis, parabola meschina di un tycoon del petrolio, Lady Jane, il noir anni 60/70 a sfondo marsigliese e proletario di Robert Guediguian, l'inglese Mike Leigh con Happy-go-luck, sulla vita della folle irresponsabile Poppy, insegnante in una scuola della periferia londinese, Errol Morris con Standing operating procedure tenterà di spiegare il fallimento mediatico della guerra in Iraq a causa di Abu Ghraib, Andrzej Wajda con Katyn , storia di quei militari polacchi che nel '39, schiacciati dal patto Molotov-Ribbentrop, vennero trucidati proprio a Katyn nell'Est della Polonia dai servizi segreti sovietici dell'Nkvd. In concorso ancora: il ritorno di Eric Zonca con Julia, ispirato al Gloria di Cassavetes, Johnnie To con Sparrow, Michel Gondry con Be kind rewind. Dall’estremo oriente, oltre al gia’ citato Johnnie To, tre altri grandi nomi: il coreano Hong Sangsoo (Night and Day), Wang Xiaoshuai (In Love We Trust) e il giapponese Yoji Yamada (Kabei – Our Mother). Due i titoli italiani nel Concorso principale: Caos Calmo di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti attore, Heart of Fire di Luigi Falorni, l’autore di La storia del cammello che piange. Nella sezione Panorama, Sonetàula, del sardo Salvatore Mereu, vinciotore con Ballo a tre passi della Settimana della Critica di Venezia 2003.
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