BERLINALE 58 - "Heavy Metal in Baghdad", di Eddy Moretti, Suroosh Alvi (Panorama)
Documentario su un gruppo iracheno di heavy-metal realizzato da due cineasti canadesi che hanno incontrato i musicisti nell’estate 2006. Girato in HD, Heavy Metal in Bagdad ripercorre la loro storia, attraverso lunghe interviste ai componenti, con il movimento della macchina a mano che li segue vorticosamente come a creare un’immediata identificazione.
Questa è la storia di un gruppo heavy-metal iracheno recluso, gli Acrassicauda, il cui nome deriva da un termine latino che, tradotto, significa “scorpione nero”. Hanno dei modelli precisi, come i Metallica, Slayer o Skipnot, ma da quando è stato fondato è riuscito a dare soltanto sei concerti. Nel corso degli anni, hanno perso il cantante del gruppo che ha deciso di lasciare il paese. Inoltre, mentre la situazione politica si stava aggravando, i musicisti hanno anche ricevuto minacce di morte sia dai ribelli sia dai fondamentalisti che li accusavano di venerare il diavolo. Nel 2005, per esempio, un concerto previsto all’hotel Al-Fanar è stato annullato in seguito a un attentato con una bomba. Attualmente i quattro componenti vivono come dei rifugiati a Damas. Le loro domande di visto per gli altri paesi sono state al momento rifiutate.
I due cineasti di Toronto Eddy Moretti e Suroosh Alvi hanno incontrato gli Acrassicauda nell’estate del 2006 quando si trovavano ancora a Baghdad. Girato in HD, Heavy Metal in Baghdad ripercorre la loro storia, attraverso lunghe interviste ai componenti, con il movimento della macchina a mano che li segue vorticosamente come a creare un’immediata identificazione. Il suono della musica si alterna/confonde con quello delle esplosioni, come a creare degli shock sonori immediati, facendo entrare lo sguardo all’interno di una realtà di drammatico straniamento. Con Persepolis di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud anche Heavy Metal in Baghdad rappresenta la messa in scena di un’evidente collisione tra l’arte e la politica. Il primo racconta la storia moderna dell’Iran dal 1978 ad oggi. Quest’altro lascia intravedere la totale chiusura al mondo da parte dei fondamentalisti in Iraq ed è forse per questo che la musica degli Acrassicauda appare ancora più forte, densa dei suoi modelli (la presenza del CD degli Heavy Metal) come se volesse frantumare quelle barriere che la limitano. Il film di Satrapi e Paronnaud combatte attraverso il fumetto, il documentario di Moretti e Alvi con la musica. Segnali forti, che lasciano comunque le loro tracce.
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