BERLINALE 58 - "Jesus Christus Erlöser", di Peter Geyer (Panorama)
Jesus Christus Erlöser, che è il titolo di un testo recitato da Klaus Kinski a Berlino il 20 novembre 1971, rappresenta insieme un esemplare documentario sulla messa in scena e un importante reperto d’archivio. Al tempo sresso è anche un’importante opera sul corpo dell’attore. Certo, l’attore sulla scena risulta decisivo per la sua riuscita
Klaus Kinski prima di Herzog. In questo prezioso documentario in HD di Peter Geyer l’attore si mette in scena e viene ripreso in un suo spettacolo che fece scalpore svoltosi a Berlino, alla Deutschlandhalle, il 20 novembre del 1971. Su una scena nuda, con il pubblico in sala, Kinski inizia a declamare il proprio testo al quale sta lavorando da circa 10 anni, Jesus Christus Erlöser” che, secondo l’attore, “è la storia più importante dell’umanità, la vita di Gesù Cristo da considerarsi come l’individuo più temerario, più libero, più moderno di tutti gli uomini, che ha preferito lasciarsi massacrare piuttosto che di vivere accanto agli altri”. Il testo tra pubblico e attore. Ed è in questa interazione che l’operazione di Geyer preserva una sua indiscutibile forza. L’attore, che l’anno dopo ha iniziato la collaborazione con il popolare regista tedesco con Aguirre – Furore di Dio (1972) ed è stato protagonista di uno straordinario documentario, Kinski – Il mio nemico più caro realizzato nel 1999 a 8 anni dalla sua morte, emana energia ad ogni piano. La macchina da presa lo inquadra su un volto quasi satanico, che trattiene a fatica la rabbia, in un autentico scontro con il pubblico. Gli spettatori lo interrompono: “Rivoglio i miei 10 marchi indietro”, “Kinski è un fascista”. Lui per contro grida, anzi urla, come in una lotta all’ultimo sangue “Jesus Is Here”. Jesus Christus Erlöser rappresenta insieme un esemplare documentario sulla messa in scena e un importante reperto d’archivio. Al tempo sresso è anche un’importante opera sul corpo dell’attore. Certo, Kinski sulla scena è decisivo per la sua riuscita. Lo si vede colpire uno spettatore che voleva prendere la parola, abbandonare il palco, ritornare in mezzo al pubblico superstite per recitare il suo monologo e per apostrofarli ad ogni interruzione, ad ogni voce contraria la sua. Ci sono dentro anche gli echi della contestazione, di un altro musical come Jesus Christus Superstar che ebbe un enorme successo soprattutto presso il pubblico hippie e soprattutto delle difficoltà del ruolo dell’artista che, a contatto con un pubblico diverso, deve rimettere ogni volta in gioco se stesso. Sotto altre forme. Kinski è glaciale, imperterrito. La sua è una sfida. Fino allo sfinimento.
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