BERLINALE 58 - "Quando ho pensato al film, tanto tempo fa, mancava ancora l′ammissione di colpa dei sovietici...". Incontro con Andrzej Wajda

Torna, dopo cinque anni, il regista polacco, con un film sulla storia del suo Paese. Ispirato agli scritti di Wlodzimierz Odojewski, il quale ha collaborato anche alla sceneggiatura. Il film racconta di un tragico episodio della Seconda Guerra Mondiale, nella foresta di Katyn, in cui hanno perso la vita ventiduemila soldati polacchi, per mano dell′Armata Rossa.  Oltre il regista, presente anche l′attrice Maja Ostaszewska

wajdaTorna dopo cinque anni il regista polacco, con un film sulla storia del suo Paese. Ispirato agli scritti di Wlodzimierz Odojewski, il quale ha collaborato anche alla sceneggiatura.  Il film racconta di un tragico episodio della Seconda Guerra Mondiale, nella foresta di Katyn (presso Smolensk), in cui hanno perso la vita ventiduemila soldati polacchi, per mano dell′Armata Rossa. In conferenza, oltre il regista, era presente l′attrice Maja Ostaszewska
 
Cosa l′ha spinta a girare questo film?
La voglia di riportare la verità anche al cinema. Ho sempre cercato di fare una cronaca dell'evoluzione politica e sociale del mio Paese con sensibilità e fervore, rifiutando di scendere a compromessi nel trattare argomenti difficili.
 
Ci può parlare dello stile che ha voluto utilizzare?
Il film sembra una sorta di documentario, in certi momenti, soprattutto nella seconda parte; infatti ogni tanto uso anche brevi immagini di repertorio. Comunque il mio stile vuole essere quello di sempre, anche quando tratto argomenti storici e fatti precisi. Non perdo mai di vista tutta quella amarezza e disinganno riguardo al cieco  patriottismo e il inguaggio retorico del tempo di guerra.
 

 Cosa rappresenta oggi quella tragedia immane che ha colpito il suo Paese?
L'eccidio di Katyn fa riflettere perché da esso emerge un carattere della dittatura staliniana che è stato a lungo imbarazzante riconoscere, vale a dire la sua affinità con il nazismo. Infatti, poiché il sistema di coscrizione polacco prevedeva che ogni laureato divenisse un ufficiale della riserva, il massacro doveva servire ad eliminare una parte cospicua della classe dirigente nazionale. Tutto ciò nel quadro di una spartizione della Polonia tra Germania e URSS, due potenze che rappresentano due sistemi culturali ed ideologici opposti ed antitetici, ma che, fino al giugno 1941, furono legate da un patto di alleanza.

 
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