CANNES 61 - "Vicky Cristina Barcelona", di Woody Allen (Fuori Concorso)
I segni della stanchezza creativa di Allen sono stavolta meglio mascherati rispetto al passato. Merito di una scrittura che ha recuperato un’antica brillantezza e un cast di attori in perfetta forma dove emerge soprattutto la scatenata Penelope Cruz che immette dei segni quasi slapstick all’interno di una collaudata e già riuscita struttura da ‘commedia sentimentale. Tra gli ultimi film del regista, questo è uno dei più convincenti. VIDEO TRAILER
Può apparire come un altro spostamento europeo il cinema di Woody Allen. Dopo Londra, che era al centro degli ultimi suoi tre film (Match Point, Scoop e Sogni e delitti), la traiettoria si dirige verso la Spagna, Barcellona. Può sembrare l’ennesimo segno di un cineasta che appare sempre più onnivoro, la cui una filmografia/attività non sembra riuscire a rallentare neanche per un attimo. Vicky Cristina Barcelona (titolo senza virgola, quindi come unica soluzione di continuità) comincia con un arrivo e finisce con una partrenza. C’è quindi il sospetto di uno sguardo turistico sulla città, ipotesi rafforzata dalla presenza di alcuni luoghi-simbolo della città catalana come la Sagrada Familia e il Parco Guell con colori che, in seguito a questa nuova traiettoria, diventano più caldi. Invece stavolta il set tende a frantumarsi – non solo Barcellona ma anche Oviedo e Siviglia – a disegnare nuovi percorsi all’interno di una struttura che, dopo gli ultimi discutibili e sopravvalutati squarci noir degli ultimi suoi film, si dirige decisamente verso la commedia. Nel titolo ci sono i nomi della due protagoniste. Vicky (Rebecca Hall, già vista in The Prestige) e Cristina (Scarlett Johansson) sono due ragazze americane arrivate a Barcellona per trascorrerci l’estate. La prima è una ragazza seria, prossima al matrimonio. L’altra invece è più istintiva e vive le sue emozioni alla giornata. Una sera, al ristorante, conoscono l’affascinante e seducente pittore Juan Antonio (Javier Bardem). In maniera diverse restano attratte e coinvolte da lui. Cristina va anche a convivere con lei. Un giorno però rispunta fuori Maria Elena (Penelope Cruz), l’ex-moglie dell’artista.
I segni della stanchezza creativa di Allen sono stavolta meglio mascherati rispetto al passato. Merito di una scrittura (la sceneggiatura è dello stesso regista) che ha recuperato un’antica brillantezza e un cast di attori in perfetta forma. Oltre alle due protagoniste e a un convincente Bardem – senza dimenticare la brava comprimaria Patricia Clarkson – è soprattutto una scatenata Penelope Cruz l’elemento destabilizzante, che non viene controllata e frenata quasi apppoista dal regista per portare a quello stato di caos e a quella vivacità delle gag che ricordano quasi i suoi esordi. Vicky Cristina Barcelona ha infatti un’eleganza da commedia sentimentale (evidente anche in un’inquadratura in cui lo split-screen separa le due protagoniste) e c’è da dire che il cineasta la tiene sotto controllo pure con efficacia trasformandolo anche in un attualissimo film sulle instabilità sentimentali. L’arrivo della Cruz invece immette elemente quasi slapstick sia visivamente sia verbalmente. Basta vedere la scena in cui piomba con una pistola mentre Vicky e Juan Antonio stanno per baciarsi o i momenti dove si rivolge in uno spagnolo scatenato nei confronti dell’ex-marito pernon farsi capire da Cristina. Sulla bravura di questa attrice da tempo non ci sono dubbi. Il suo talento comico è però sempre più sorprendente.
Vicky Cristina Barcelona (2008) movie trailer
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