CANNES 61 - "Taraneh Tanhaiye Tehran", di Saman Salour (Quinzaine des réalisateurs)

Terzo lungometraggio di Saman Salour, girato in HD, fieramente presentato dal regista come esempio necessario di un cinema iraniano indipendente, la pellicola ha del cinema indipendente tutti i limiti. Il regista ricorre infatti agli espedienti più prevedibili con macchina da presa nelle posizioni più pretenziose e dialoghi e musica che spiegano ogni cosa…

Behrouz è un ex operatore radio che combatté durante la Guerra fra Iran e Iraq, o almeno così fa credere. Hamid è un ingegnere delle telecomunicazioni senza lavoro. I due, che vivono ai margini della società, si ritrovano dopo anni per le strade impraticabili di Tehran. Sono cugini e si aiutano a vicenda nella quotidiana lotta per la sopravvivenza, installano antenne paraboliche, con la complicità, lì e altrove, di un loro amico che raccatta ferri vecchi con il suo scalcagnato furgoncino. Sono inseparabili, ma forse non per sempre, Behrouz, un po’ ritardato e taciturno, Hamid, logorroico e dal corpo un po’ freak, sempre in cerca di una donna...

Sono i protagonisti di Taraneh Tanhaiye Tehran (titolo internazionale Lonely Tunes of Tehran), l’unico film iraniano presente in tutto il Festival di Cannes (Mercato escluso).

Terzo lungometraggio di Saman Salour (dopo Sakenin-e sarzamin-e sokout, From land of silence, del 2004, e l’interessante esperimento in bianconero Chand kilo khorma baraye marassem-e tadfin, A Few Kilos of Dates for a Funeral, del 2006), girato in HD, fieramente presentato dal regista come esempio necessario di un cinema iraniano indipendente, Taraneh Tanhaiye Tehran ha del cinema indipendente tutti i limiti. Per cui, per raccontare la solitudine, l’amicizia tutta maschile fra due personaggi dropouts, il loro peregrinare nel giorno e nella notte della città e dei suoi abitanti, Salour ricorre agli espedienti più prevedibili, macchina da presa nelle posizioni più pretenziose, dialoghi e musica che spiegano ogni cosa… In un film tra commedia e realismo, abitato da un finale, la separazione fra i due nella strada notturna e deserta, per un attimo più intenso, immediatamente risucchiato nell’epilogo positivo. Un epilogo in cui Behrouz si incammina verso l’ipotesi di una vita migliore, sulle note di una canzone. In quel fuori campo, e solo lì, continuerà a vivere anche il suo attore, Behrouz Jalili, ucciso in un incidente appena dopo la fine delle riprese.

 

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