CANNES 61 - ''Chelsea on the Rocks'', di Abel Ferrara (Fuori Concorso)
Ferrara celebra il mitico Chelsea Hotel con il suo primo documentario della carriera. Un mito della storia newyorkese, ma non solo, sul quale, però, cala il sipario. Ricostruisce con la fiction alcuni eventi emblematici del passato, sporca le immagini come fossero un grido senza speranza, attraversa i corridoi come stesse girando un horror. Assoluto capolavoro che si fa anima contemporanea dello sguardo perso nel vuoto, dello sguardo ritrovato per un istante, per poi ricadere verso il cuore
E’ tra Go Go Tales, presentato Fuori Concorso l’anno scorso, e la scrittura di una sceneggiatura sul proprietario di un locale notturno di New York, vittima della speculazione immobiliare sotto il mandato di Rodolph Giuliani, che Abel Ferrara ha celebrato il mitico Chelsea Hotel con il suo primo documentario della carriera. “A rest stop for rare individuals". E’ il moto di questo luogo leggendario. Perché il Chelsea Hotel è quello in cui nel 1953 il residente a lungo termine Dylan Thomas partì per l'ubriacatura che gli risultò fatale, in cui Sid Vicious accoltellò la fidanzata Nancy Spungen, in cui Arthur Clarke scrisse 2001 Odissea nello Spazio, Bob Dylan compose Sad Eyed Lady of the Lowlands, Allen Ginsberg e Gregory Corso si incontravano per scambiarsi parole e poesia. L'hotel del quale The New York Times Book Review ha scritto che "si può considerare uno dei pochi luoghi civilizzati della città, se per civiltà si intende la libertà dello spirito, la tolleranza delle diversità, la creatività e l'arte". Un mito della storia recente insomma, newyorkese ma non solo. Sul quale, però, cala il sipario. L'hotel cambia di mano, e diventa albergo di lusso. Fino a oggi, e per sessant'anni, l'edificio nel quale hanno vissuto le stelle della corte di Andy Warhol immortalate dal padre della pop art nel film Chelsea Girls del 1966, era stato gestito dai membri della famiglia Bard. Adesso, i Bard sono stati messi da parte dal consiglio di amministrazione, che ha affidato il timone dell'hotel a un team reduce dalle ristrutturazioni di tre alberghi extralusso di Manhattan, il Chambers, il Maritime e il Bowery Hotel: alberghi di divi, modelle e stilisti, personaggi dal cachet ben diverso dagli artisti che oggi, in forma di fantasma, popolerebbero le stanze del Chelsea. Un passato prestigioso, quello dell'albergo, e un posto d'onore nella storia della cultura. Costruito nel 1883 con dodici piani di appartamenti per 40 famiglie (la prima coop di Manhattan), restò fino al 1902 l'edificio più alto di New York. Nel 1905 divenne hotel per clienti a lungo termine. Nel corso della sua lunga vita ci hanno abitato, o sono comunque passati di lì, Mark Twain e O. Henry, Jack Kerouac e Arthur Miller (che ci scrisse After the Fall), Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Tom Wolfe e Gore Vidal, Patti Smith che divise una stanza con Robert Mapplethorpe. Abel Ferrara incontra ed intervista chi e’ rimasto fino alla fine e ritrova Dennis Hopper, Milos Forman, Ethan Hawke, Grace Jones, Vito Acconci. Ricostruisce con la fiction alcuni eventi emblematici del passato, sporca le immagini come fossero un grido disperato e quasi senza speranza, attraversa i corridoi e le stanze come stesse girando un horror, si perde e si ritrova continuamente. Magnifica stratificazione, in cui Abel Ferrara, si fa anima contemporanea dello sguardo perso nel vuoto, dello sguardo ritrovato per un istante, per poi ricadere verso il cuore. Il suo respiro lo senti scivolare sui corpi, allora filma la lontananza, difendendo la profondita’. Ma e’ profondita’ frammentata, perche’ anche quando prova a seguire il percorso lineare del documentario canonico, cede ai richiami del divenire, dello spazio in movimento impercettibilmente nervoso, che appare prossimo, ma si perde in fondo alle stanze, come gabbie. Senti, senza avvertire, impronte quasi immateriali, senza spessore né pesantezza, quelle dei fantasmi dei poeti, dei pittori, presenze di quegli anni “maledetti”. Rifiuto del cinema per il cinema: Abel Ferrara dipinge e schizza e quasi non si accorge di girare: come quel dipinto di cavallo, giu’ al primo piano, senza che venga deformato, che per magia sembra l’immagine di una donna, per un’assurda, bestiale, emozionante, passionale, carnale, sconvolgente, moltiplicazione paranoica dello sguardo.
Cerca nel sito

- cinema americano
- film tratti da libri
- venezia 67
- cinema UK
- Isabelle Huppert
- serie tv
- cinema italiano
- animazione
- steven spielberg
- jessica chastain
- Cannes 65
- Martin Scorsese
- horror
- torino film festival 28
- brad pitt
- david cronenberg
- trailer
- robert de niro
- woody allen
- matt damon
- cinema giapponese
- joaquin phoenix
- george clooney
- Johnny Depp
- david fincher
- cannes 2011
- hbo
- torino 29
- nanni moretti
- Corso Salani
- cinema spagnolo
- ben affleck
- cinema indipendente
- documentario
- Sean Penn
- cannes 64
- 3D
- Kate Winslet
- marion cotillard
- Jafar Panahi
- DVD
- michael fassbender
- venezia 68
- leonardo di caprio
- james franco
- oscar
- cinema orientale
- clint eastwood
- Festival di Roma
- cinema francese
News
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio
- CANNES 65 - John Hillcoat annuncia un nuovo progetto
- Triple Nine, poliziesco con Shia LaBeouf







