E VENNE IL GIORNO

SPECIALE " E venne il giorno" - Un evento irripetibile (di Andrea Caramanna, del 21/06/2008)

Ecco l'evento: se un giorno improvvisamente le api dovessero estinguersi a quale fenomeno imputeremmo la loro scomparsa? Dovremmo ammettere che non esiste una risposta. Perché semplicemente non è dato all'uomo di conoscerla. Se questo è l'inizio di un percorso razionale, di Scienza, eppure il protagonista Mark Wahlberg riconosce la presenza di un limite. The Happening è la figurazione stessa di questo limite

SPECIALE "E venne il giorno" - Lontano giace il mondo perso in un abisso profondo... (di Leonardo Lardieri, del 21/06/2008)

Il signore della notte, che invoca la luce del giorno, scopre la lontananza perduta, parola prossima a ricordanza, come il salire di un’immagine antica verso una nuova presenza, verso un nuovo tempo. Il tempo del cinema catastrofico, poetico, del candore ed anche romantico, che vede qualcosa che nessun altro riesce a vedere, e la chiama reale, che ritarda l’inquadratura, indugia sul potere del pubblico, lo fomenta, lo insegue. Shyamalan salvato da Mario Rigoni Stern…

SPECIALE "E venne il giorno" - Inestimabile libertà (di Annarita Guidi, del 20/06/2008)

I titoli scorrono, lo sguardo è già allertato. Shyamalan (de)costruisce una triade di tensione, sentimento e angoscia esistenziale che prende alla gola, tira le fila della suspense con un’arte che sembra già consumata e ben oltre la struttura, immortala scene tagliate al millimetro senza bisogno di pulsioni visive in eccesso. E venne il giorno spinge ancora più in là la libertà che il regista aveva già lasciato esplodere in The village

SPECIALE "E venne il giorno" - La via della salvezza (di Aldo Spiniello, del 20/06/2008)

In questo mondo ci si salva solo in Tre, padre, madre, figlia. I Due che si ricongiungono per ridare forma alla perfezione dell’Uno, fisso ed eterno oltre ogni contrarietà e opposizione, principio di vita e morte. Ritorniamo ad essere una cosa sola già qui, ora. Almeno per un istante. Anche se il tempo ritornerà al suo ciclo, qui, a Philadelphia, a Parigi, in ogni luogo

SPECIALE "E venne il giorno" - La luce eterna (di Simone Emiliani, del 19/06/2008)

Fuga dall’ignoto potentissima in un film di straordinario impatto visivo ed emotivo, il migliore realizzato da Shyamalan fino ad oggi. La follia e l’irrazionale, vengono resi ancora più inquietanti da un meccanismo della ripetizione che il regista, rispetto al passato, gestisce con una maturità e un equilibrio assoluti. L’opera oltrepassa poi i territori della fantasy e dell’horror scivolando verso derive mélo di straripante intensità

SPECIALE "E venne il giorno" - Scolpire il vento (di Marco Grosoli, del 19/06/2008)

Ormai non ci si illude neanche più che la catastrofe sia solo fuori dal proprio guscio isolato. Non c'è nemmeno più, il guscio isolato: fuori dai villaggi e dai condomini, un peregrinare senza sosta da non-luogo a non-luogo. E soprattutto, una vera e propria pedagogia del fuoricampo

SPECIALE "E venne il giorno" - Diary of the Living (di Sergio Sozzo, del 17/06/2008)

E venne Shyamalan, verrebbe da dire: il suo cinema finalmente ha preso il suo posto (già nel finale di Lady in The Water), nel gioco di ruolo del vedere. E quanto gli è vicino il più importante film di George Romero dai tempi di Night of the Living Dead, così simile in questo suo totalizzante slancio verso la più assoluta negazione di ogni idea di tempo, di tempi, di temporalità, e la decisa rivendicazione della sopravvivenza unica e sola dello spazio – world wide web.

 

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