RomaFictionFest 2008 - "Bisogna aver paura di Google?", di Sylvane Bergére (Factual)

Google è uno dei fenomeni multimediali ed economici più importanti degli ultimi anni. Non solo perché è il più famoso motore di ricerca su Internet quanto perché ha rivoluzionato l’idea stessa di informazione, facendola diventare dinamica, libera ed accessibile a tutti. Questo documentario ibrido di Sylvane Bergère ripercorre la storia di Google tramite interviste a giornalisti, professori e analisti.

Google è uno dei fenomeni multimediali ed economici più importanti degli ultimi anni. Non solo perché è il più famoso motore di ricerca su Internet quanto perché ha rivoluzionato l’idea stessa di informazione, facendola diventare dinamica, libera ed accessibile a tutti. Faut-il avoir peur de Google? ripercorre la storia di questo motore di ricerca. Parla di Larry Page e Sergey Brin, i suoi padri fondatori. Parla di come funziona l’azienda-Google, di come è organizzato il lavoro al suo interno, di come la creatività sia un elemento fondamentale per il successo di questo prodotto e dei servizi che offre.
Si respira anche l’aria di San Francisco e della Silicon Valley. Google si è sviluppato non tradendo gli ideali della terra in cui è nato. Fin dagli anni cinquanta Frisco fu scelta dai poeti della beat generation come loro patria. Poi arrivarono la controcultura e gli hippy. Se ad un livello sociale molte delle loro utopie finirono per svanire sembra che nella virtualità di Internet esse siano ancora vive e vegete. Page e Brin portano avanti la loro personale visione delle cose, il loro personale tentativo di cambiare il mondo. Costruiscono una dimensione lavorativa in cui i confini tra produzione e gioco si fanno sempre più labili, inserendo le persone in ambienti che non uccidono la creatività ma la fanno diventare un elemento fondamentale per il successo dell’azienda, un valore aggiunto che ne determina l’inarrestabile ascesa.
Diversi giornalisti, studiosi e professori, tutti intervistati, analizzano il fenomeno Google, ne spiegano il funzionamento pratico e tecnico, ne mettono in evidenza le peculiarità, si soffermano sull’influenza che esso ha avuto su milioni di persone.
Il regista Sylvane Bergère adotta poi una struttura che ricorda proprio quella della navigazione in Internet. Ogni intervista si apre come una finestra sullo schermo, inserita in un ambiente tridimensionale che ricorda quello delle connessioni e degli impulsi elettronici dei computer. Le interviste sono poi alternate con video presi dalla Rete che rendono bene il concetto di creatività targato Google. Il prodotto finale è un ibrido audiovisivo che si allontana dai canoni del documentario per inventarsi un nuovo modo di raccontare, rifacendosi all’estetica del web e ad un’idea di montaggio simile alla pratica della navigazione in Rete. Ormai Internet sta prendendo il sopravvento su quasi tutti gli altri mezzi di comunicazione, saperne di più sul suo funzionamento è un buon modo per capire meglio il mondo in cui stiamo vivendo e quello in cui vivremo. Internet è la vera grande rivoluzione dei nostri tempi.

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