RomaFictionFest 2008 - "Terminator: The Sarah Connor Chronicles", di David Nutter (Première)

Il Terminator televisivo, sceneggiato da John Friedman e diretto da David Nutter, immerge non solo il metallo della nuova carne nel racconto privato di un giovane Holden destinato a combattere Skynet, ma rielabora anche modelli post-televisivi da dramma generazionale. Tutto è già scritto. Tutto può esser cancellato. Il maggior fascino di The Sarah Connor Chronicles sta forse nel distruggere definitivamente la sorpassata finitezza dell’oggetto film, per abbracciare la spietata e incessante produttività del microracconto moltiplicato. Da uno Skynet all’altro, con Schwarzy ancora mito…ma del passato

Nato da una coproduzione tra la Fox e la Warner Bros., Terminator: The Sarah Connor Chronicles è una serie televisiva di nove episodi che ha fatto l’esordio sul piccolo schermo schermo statunitense il 13 gennaio 2008, facendo registrare – com’era prevedibile – un altissimo numero di spettatori. Da un punto di vista drammaturgico, la storia è situata tra il secondo capitolo Terminator 2 Il giorno del giudizio e il terzo, e continua ad avere come protagonista l’eroina Sarah Connor, ancora una volta impegnata  a proteggere il figlio John – futuro capo della Resistenza nella guerra contro i cyborg programmati da Skynet – dagli assalti di macchine-killer inviate dal futuro. Lo sci-fi sposa l’action, recuperando in tal senso la prodigiosa economia simil-cormaniana del primo capitolo cinematografico dell’84. Sarah Connor morirà. Il figlio John deve salvarsi. Serve una guida. E quale guida migliore può essere se non un nuovo prototipo di cyborg femminile, adolescente anch’esso, forse da amare come una sorella o… una compagna. Non ci è dato sapere molto. Le prime due puntate da 45’, proiettate in anteprima al RomaFictionFest lasciano intravedere barlumi di cinema (!) che proiettano il grande racconto apocalittico di James Cameron (qui peraltro del tutto assente dalla fase produttiva e realizzativa del progetto) verso lidi concettuali ed emotivi quasi impensabili.
Il Terminator televisivo, sceneggiato da John Friedman e diretto da David Nutter, immerge non solo il metallo della nuova carne nel racconto privato di un giovane Holden destinato a combattere Skynet, ma rielabora anche modelli post-televisivi da dramma generazionale. Il teen drama abbraccia le rutilanti fughe e le sparatorie per farsi autentica e struggente riflessione sul tempo e sul destino, disperata corsa contro un futuro di morte e distruzioni che coinvolge i protagonisti a più livelli. Il balzo nel tempo dal 1999 al 2007 compiuto alla fine dell’episodio pilota crea così un vero film parallelo a Terminator 3 Le macchine ribelli, che alla luce del nuovo progetto di un quarto film ispirato direttamente dalla serie televisiva, finisce con l’essere davvero un magnifico accessorio ad alto budget cancellato da viaggi temporali figli dello Zemeckis di Ritorno al futuro parte II. Tutto è già scritto. Tutto può esser cancellato. Il maggior fascino di The Sarah Connor Chronicles sta forse nel distruggere definitivamente la sorpassata finitezza dell’oggetto film, per abbracciare la spietata e incessante produttività del microracconto moltiplicato. Da uno Skynet all’altro, con Schwarzy ancora mito…ma del passato.

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