"Parigi", di Cédric Klapisch
La città è sfondo, cornice, sottotitolo, fuoricampo: esagerata e caotica, come in alcune delle immagini iniziali, oppure frusciante, operosa, come nello zoom di chiusura. Non è la protagonista di un film che avrebbe potuto intitolarsi in mille altri modi. Parigi è film sincero di personaggi, di sensazioni, di calore umano, esaltati dalle interpretazioni partecipate di tutti gli attori, a partire dalla Binoche, da Luchini, da un Duris finalmente libero dallo Xavier de L’appartamento spagnolo
Un’assistente sociale, un ballerino, un professore universitario, un fruttivendolo, un architetto… Poi una fornaia, una modella, un immigrato africano… Ognuno alle prese con grandezze e piccolezze della vita, ognuno a chiedersi il senso delle cose. Filmati con delicatezza. Klapisch fa forza su una sensibilità che lo aiuta, come lo ha quasi sempre aiutato fin dai tempi di Aria di famiglia, a non addensare le sequenze con sovraccarichi di emozioni. Un’attenzione che lo invita a semplificare, a rispettare il ritmo “in levare” delle vicende. Così, il film si trova “tra” le storie quanto “nelle” storie: e di spazi ce ne sono molti, tra le ansie, i desideri, le gioie e le paure di tutte quelle vite che scorrono, minuscole gocce di sangue nel cuore di Parigi.La città è sfondo, cornice, sottotitolo, fuoricampo: esagerata e caotica, come in alcune delle immagini iniziali, oppure frusciante, operosa, come nello zoom di chiusura. Non è la protagonista di un film che avrebbe potuto intitolarsi in mille altri modi. Parigi è film sincero di personaggi, di sensazioni, di calore umano, esaltati dalle interpretazioni partecipate di tutti gli attori, a partire dalla Binoche, da Luchini, da Duris – finalmente libero dallo Xavier de L’appartamento spagnolo – fino ai volti meno noti in Italia, come quello del fruttivendolo Dupontel. Personaggi rispettati, nelle loro tipicità umane, da una messa in scena delicata, nel trattare i toni del comico come in quelli del tragico. Come a dire che la vita, nei momenti migliori come in quelli bui, andrebbe trattata con serietà e leggerezza allo stesso tempo. Klapisch ci riesce, schiva i luoghi comuni, allontana la morbosità degli sguardi troppo penetranti, evita il livore delle tragedie e ti fa affezionare.
Pierre (Duris), mentre in taxi va all’appuntamento della sua vita, ride. Chissà che fine farà. Chissà che fine farò, ti chiedi quando esci dal cinema, mentre Pierre e tutte quelle altre persone un po’ ti mancano.
Titolo originale: Paris
Regia: Cédric Klapisch
Interpreti: Juliette Binoche, Romain Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel, François Cluzet, Mélanie Laurent
Distribuzione: BIM
Durata: 129’
Origine: Francia, 2008
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