"Yes Man", di Peyton Reed

Da tempo Jim Carrey non era così scatenato e capace di contenere dentro il suo corpo forza comica, cattiveria e malinconia. Reed, malgrado qualche caduta, ha il merito di lasciar correre l’attore a briglia sciolta, come una cellula impazzita che trascina dietro di sé tutto e tutti. Le uniche barriere che gli si pongono davanti sono gli ottimi Zooey Deschanel e Terence Stamp; lì è una guerra all’ultimo ‘si’

yes manCiclone Jim Carrey. Senza tregua e alcun freno, autentico corpo devastatore che travolge tutto quello che ha davanti. Era da un po’ di tempo che la forza comico-fisica dell’attore statunitense non era così devastante. Nel personaggio di Carl Allen, protagonista di Yes Man, sembrano fondersi insieme la cattiveria di Lemony Snicket, la mimica di Bugiardo bugiardo e la malinconia di Se mi lasci, ti cancello. Appena poi appare sullo scooter Zooey Deschanel (E venne il giorno, A casa con i suoi) a soccorrerlo con la sua motocicletta dopo che lui è rimasto senza benzina, il mix diventa micidiale.

Forse, e sempre con maggiore insistenza, bisognerebbe cominciare a parlare di “politica degli attori” oltre che di “politica degli autori”. Nei film dove è protagonista Jim Carrey lascia un marchio indelebile. In Yes Man, Carl Allen è un uomo che ormai risponde sembre di no ad ogni proposta che gli viene fatta. Ciò accade indifferentemente sia sul posto di lavoro sia nella vita privata. Un giorno viene convinto da un amico che rivede davanti al suo ufficio ad aderire a un programma di gruppo basato sull’impegno individuale di rispondere di sì a qualunque cosa. La sua esistenza cambia radicalmente e ottiene grandi risultati in campo professionale e riesce finalmente ad innamorarsi di nuovo. Ma rispondere sempre positivamente porterà comunque a qualche inconveniente.

Certamente la mano di Peyton Reed (Abbasso l’amore, Ti odio, ti lascio, ti…) non è quella più esperta di Tom Shadyac e talvolta il film ha delle cadute di ritmo come nella scena in cui l’ex di Carl gli chiede di tornare da lui o il momento in cui il protagonista e la fidanzata vengono fermati all’aereoporto. Lì Reed pare avere una mano pesante soprattutto nella gestazione dei tempi comici che mal si addicono con un’umanità improvvisa troppo accentuata. Per il resto però, grazie anche alla dirompente e ‘scorretta’ sceneggiatura di Nicholas Stoller (il regista di Non mi scaricare), Jarrad Paul e Andrew Mogel che hanno adattato il romanzo omonimo di Danny Fallace, sembra davvero di stare sempre sull’orlo del precipizio in cui si vede come il protagonista puyò cadere da un momento all’altro. Certo, va sicuramente riconosciuto a Peyton Reed di avere la capacità di far andare Carrey a briglia sciolta. L’inizio del film, con il suo volto nel momento in cui rifiuta le chiamate al cellulare o quando finge di essere un altro dentro la videoteca dopo che il suo amico lo sta osservando fuori dal negozio, è straordinario, così come gli scatti improvvisi di Carl sulla moto che scappa dall’ospedale col sedere di fuori per riconquistare l’amata e cammina con un ralenti tipo Tom Cruise in Top Gun o la folle corsa verso il suo personaggio di un grande Terence Stamp per fargli urlare ‘si’. Da non perdere i titoli di coda.

 

Titolo originale: id.

Regia: Peyton Reed

Interpreti: Jim Carrey, Zooey Deschanel, Bradley Cooper, John Michael Higgins, Rhys Darby, Danny Masterson

Distribuzione: Warner Bros. Italia

Durata: 102’

Origine: Usa, 2008

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio