"Disastro a Hollywood", di Barry Levinson
Biopic mascherato, nel quale si nasconde la figura del produttore Art Linson, nel quale viene privilegiato comunque il tono della commedia. Pur non avendo la forza corrosiva e il cinismo di Sesso & potere, si tratta comunque di un esempio riuscito di cinema hollywoodiano brillante e robusto con attori in piena forma che devono essersi divertiti da matti
Lo spettacolo dietro le quinte continua ad essere uno degli elementi ricorrenti del cinema di Barry Levinson. Lo scatenato Good Morning, Vietnam vedeva protagonista uno scatenato disck-jockey che conduceva un programma radiofonico di successo durante la guerra in Vietnam. In Jimmy Hollywood il personaggio principale è invece convinto di essere un grande attore. Sesso & potere e L’uomo dell’anno, sia pure in modi differenti, mostrano tutto il calcolato meccanismo delle elezioni presidenziale e sul fondamentale ruolo della comunicazione. Questo Disastro a Hollywood invece è una sorta di biopic nascosto. Il film si sofferma infatti su due settimane d’inferno nella vita di Ben (Robert De Niro), un produttore in crisi. Il suo matrimonio con la seconda moglie Kelly (Robin Wright Penn) è ormai naufragato e da un punto di vista professionale è alla ricerca del film che possa rilanciarlo. Deve però barcamenarsi tra un regista folle (Michael Wincott) che fa di tutto affinché venga rispettato il suo “final cut”, un attore obeso (Bruce Willis nella parte di se stesso) che rischia di far saltare la produzione perché rifiuta di tagliarsi la barba, un agente terrorizzato dai suoi clienti (John Turturro), uno sceneggiatore (Stanley Tucci) che ha una relazione con la sua ex-moglie e la dirigente del suo studio (Catherine Keener) che è inflessibile e non riconosce mai i suoi torti.Dietro a Ben si nasconde la figura di Art Linson, celebre produttore hollywoodiano che ha al suo attivo molti film film tra cui Gli intoccabili di Brian De Palma, Heat di Michael Mann, Fight Club di David Fincher e Into the Wild di Sean Penn. Il film è infatti tratto dalla sua autobiografia “What Just Happened: Storie amare dal fronte di Hollywood” e lui stesso è anche autore della sceneggiatura. Si tratta quindi di una vita allo specchio dove vita e set si confondono sul modello di Il bruto e la bella di Minnelli e I protagonisti di Altman. Levinson però privilegia comunque il tono della commedia. Entra così dentro il mondo degli studios (la proiezione-test sul pubblico), mostra la passarella al festival di Cannes, e tratteggia con cura e senza superficialità le varie facce di questo ambiente dove emergono soiprattutto le figure di Bruce Willis che rischia di mandare all’aria un film e il regista che vuole in tutti i modi mettere nel finale l’immagine di un cane che viene barbaramente ucciso a colpi di pistola. Mantiene poi un equilibrio anche quando entra nella dimensione privata di Ben. Senza mai andare a fondo, presentando più le situazioni che le reazioni ma comunque con un senso della misura proveniente da un collaudato mestiere. Certo, Disastro a Hollywood non ha la forza corrosiva e il cinismo di Sesso & potere. Inoltre non convincono certe soluzioni come quelle accelerazioni improvvise, per esempio, delle automobili mentre Ben è nel traffico. Si tratta comunque di un esempio riuscito di cinema hollywoodiano brillante e robusto con attori in piena forma che devono essersi divertiti da matti.
Titolo originale: What Just Happened?
Regia: Barry Levinson
Interpreti: Robert De Niro, Stanley Tucci, John Turturro, Kristen Stewart, Catherine Keener, Michael Wincott, Robin Wright Penn, Bruce Willis, Sean Penn
Distribuzione: Medusa
Durata: 107'
Origine: Usa, 2008
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