"Rocknrolla", di Guy Ritchie

Ritchie, rassegnato, sfodera l'arsenale che tutti ormai gli (ri)conosciamo: flashback incrociati e ripetuti; violenza fumettistica, improbabile e reiterata; velocizzazioni improvvise; frenate, stop and go, sgommate della mdp e sue fughe repentine ai lati della lacca e della vernice centrali; videoclippaggini sghembe, e postmodernismi retrò; razzismo esibito e sprezzante. Non sembra crederci più nemmeno lui a queste immagini pneumatiche ad aria compressa, a questa messinscena sottovuoto o sul vuoto.

gerard butler in rocknrolla di guy ritchieLasciata la moglie sull'isola, e il Revolver in patria (il film omonimo non è mai uscito in Italia), torna l'artefice dandy-gangsteristico a cui dobbiamo Lock & Stock e Snatch. E allora: Rocknrolla è un film rassegnato – come il suo autore (va da sé, di egual se non maggiore misura è la rassegnazione che colpisce noi spettatori). Passato alla scuderia di Joel Silver per una inspiegabile cantonata del produttore dei Wachowski, nella prima mezz'ora il terribile regista con un grosso talento per le storielle ad incastro e per le immagini pneumatiche ad aria compressa (messinscena sottovuoto? o sul vuoto?) sembra voler imbastire un ritmo un poco meno esagitato e turbinoso del solito: la voce fuoricampo del narratore è onnipresente (Mark Strong, la cosa migliore del film), ad introdurre le situazioni, e le sequenze si succedono in modo blando – addirittura, si sente poca musica in sottofondo, e quando pure si alza il volume delle schitarrate, dura tutto qualche secondo e via. Non si capisce granché della storia, tutto è parecchio piatto e noioso, e Ritchie cerca allora subito di piazzare una terrificante gag sull'omofobia del personaggio di Gerard 'Leonida' Butler (perchè, Gerry?), alle prese con la scoperta che il migliore amico che sta per andare in carcere è gay, e vuole passare la sua ultima notte di libertà proprio con lui: eppure i tempi comici non vanno, le battute non funzionano, gli attori sono impacciati. Uno smacco, per uno che ha sempre tirato le sue schioppettate migliori nel fuoco di fila dei dialoghi. Niente da fare, Guy: bisogna risolvere altrimenti – tirare fuori l'armeria pesante. E Ritchie, rassegnato, sfodera l'arsenale che tutti ormai gli (ri)conosciamo: flashback incrociati e ripetuti; violenza fumettistica, improbabile e reiterata; velocizzazioni improvvise; frenate, stop and go, sgommate della mdp e sue fughe repentine ai lati della lacca e della vernice centrali; videoclippaggini sghembe, e postmodernismi retrò; razzismo esibito e sprezzante; colonna sonora annullante e frastornante. Non sembra crederci più nemmeno lui: nel finale si dimentica talmente tanto dei suoi personaggi (mai si è visto un regista lavorare peggio sui corpi degli attori, probabilmente – ed ecco che Tom Wilkinson è alla peggior prova di tutta la carriera, e Thandie Newton pare all'improvviso bravissima) da farli uscire di scena senza che ci se ne accorga, tanto è l'impegno profuso a far sì che le casualità dello script li portino tutti ad affrontarsi nella stessa inquadratura, per poi sparire, rassegnati anche loro a dover tornare ancora. Ancora un'altra volta, ancora un'altra storia come questa di piccoli delinquenti sfigati, grossi boss avidi e deficienti, infallibili killer senza emozioni, e bizzarri oggetti del desiderio che girano di mano in mano – ancora un altro giro di tutto questo. Almeno, finché la plastica continuerà a essere riciclabile.

Titolo originale: id.
Regia: Guy Ritchie
Interpreti: Gerard Butler, Tom Wilkinson, Karel Roden, Thandie Newton, Mark Strong
Distribuzione: Warner Bros. Italia
Durata: 114'
Origine: UK, 2008

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 1 commenti
 
  1. Non sono d'accordo con l'articolo di Sozzo. Ho visto Rocknrolla alla Festa del Cinema di Roma e sono andato a rivederlo anche adesso... "doppiato". Ritchie è un regista di "genere" ed il suo intento è solo quello di far divertire il pubblico con le sue trovate geniali. Secondo me ha un gusto del grottesco molto alto che lo porta spesso ad esagerare. Il film è divertente e ripercorre lo stile del regista che qui cerca di perfezionare anche qualche tecnica cinematica e cinematografica già vista in altri suoi lavori (e copiata da molti altri autori - serie tv comprese). Gli attori sono decenti e ognuno è in parte. Peggior prova di Wilkinson? E quale sarebbe la migliore? Butler invece cosa poteva fare di più? La Newton poi è troppo bella per dare un giudizio super partes. Insomma se si vogliono disimpegnare due ore al meglio... questo è il film che fa per voi.

    Inviato da D il 01/05/2009
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio