"Hannah Montana: The Movie", di Peter Chelsom
Il personaggio di Hannah Montana è la versione disneyana del mito del Dottor Jekyll e di Mister Hyde. Si può essere una normale adolescente del Tennessee e allo stesso tempo la proiezione reale dei propri sogni: biondi, famosi, bravi ed irresistibili. Promessa frequentatrice di rehab, la popstar riscopre i veri valori tornando nella campagna natia. Del resto, chi non può avere "the best of both worlds"?
“A meno che non vengano a suonare i Beatles...”Hannah Montana sbarca sul grande schermo e prende alla lettera le beffarde parole del cinico immobiliarista di Crowley Meadow, lo sperduto paesino del Tennessee dove è nata. Infatti, come in A Hard Day’s Night, il suo film si apre con un inseguimento beatlesiano in piena regola, in cui l’eroina cerca di sfuggire ai gorilla della security del suo concerto, senza tradire il segreto della propria identità. Se il lavoro di Richard Lester sui quattro di Liverpool aveva avuto successo, era proprio perchè il regista riuscì a trattarli come un ensamble comico in cui ognuno ricalcava un personaggio specifico: i Beatles erano però sempre loro stessi, e non erano scissi in due anime come Miley Stewart/Hannah Montana. Quando la televisione irruppe nella vita culturale di ogni persona, ci si domandò se Amleto, dopo essere sopravvissuto ai puritani, al tempo e a varie forme di censura, sarebbe riuscito a sopravvivere alla banalità del piccolo schermo.
Difficile rispondere su Shakespeare, ma sicuramente il film di Peter Chelson può dire la sua sul mito del Dottor Jekyll e di Mister Hyde. Come accadeva nel romanzo di Robert Stevenson, la biondissima Hannah Montana è la proiezione reale dei sogni dell'adolescente Miley Stewart, il suo modo di bruciare le tappe ormonali e di essere già una donna. Quando infatti vuole far capitolare il suo bel cowboy, non si presenta nei panni della ragazza di campagna, ma in quelli dell’irresistibile pop-star di Los Angeles, in minigonna e tacchi alti.
Se non fosse per il padre che la segue passo passo, Hannah Montana – sempre più aggressiva, sempre più debordante, sempre più promessa frequentatrice di rehab – distruggerebbe Miley Stewart come fa con Tyra Banks: per meno di un paio di scarpe. Come la letteratura insegna, non c’è posto per due anime: una delle due deve morire, per far vincere l’altra; o se è troppo tardi, il sacificio è l’unico modo per salvarsi.
Di tutto questo non c’è traccia nel mondo della Disney, che della omologazione/omogeneizzazione dei topoi ha fatto il suo quasi secolare punto fermo. Nel suo universo: l’ingenua America rurale può sopravvivere al progresso - del resto, Los Angeles è a poche ore d’aereo - e Hannah Montana/Miley Stewart può godersi il successo, le amiche, la scuola, il cow-boy, le fan, il padre e la musica. Del resto, lo dice anche lo slogan del serial, che si può avere “the best of both worlds”. Di fronte a chi può permettersi di essere un mito planetario e la cocca di papà, con un’amica del cuore al suo fidato seguito, non c’è che da alzare le mani: ogni ragazzina non vorrebbe altro che essere lei, è il messaggio è tanto ingenuo da essere irresistibile.Vi cede anche Peter Chelson, altrove discreto regista: porta a compimento il film fino alla inevitabile redenzione. Buone invenzioni come quella lesteriana del paparazzo che non da tregua alla star, o scene emblematiche come quella della porta girevole, si perdono davanti all'unica protagonista, all'unico vero motivo del film.
Titolo originale: Hannah Montana The Movie
Regia: Peter Chelsom
Interpreti: Miley Cyrus, Billy Ray Cyrus, Emily Osment, Jason Earles, Mitchel Musso, Moises Arias
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Durata: 102’
Origine: USA, 2009
Sono presenti 1 commenti
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nn mi e piaciuto gran che
Inviato da alice il 02/05/2009
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