"Riunione di famiglia", di Thomas Vinterberg
Il cineasta danese punta a una commedia astratta e stralunata in cui non mancano comunque i momenti divertenti. Si sente però ancora troppo il peso dello sguardo di Vinterberg, evidente nel modo in cui vengono inquadrati i volti dei protagonisti e in quello con cui vengono gestite le situazioni comiche; rispetto all’universo quasi fantastico che vuole rappresentare, il suo cinema appare ancora troppo raffinato e intellettuale
Potrebbe essere una specie di Festen 2 – Il ritorno. Il danese Thomas Vinterberg infatti affronta nuovamente da dentro conflitti familiari, soffermandosi in particolar modo sul rapporto padre-figlio. Se in Festen, durante la festa di compleanno del padre, il figlio si alzava da tavola per denunciare a tutti gli abusi sessuali subiti da piccolo, in Riunione di famiglia un ragazzino balbuziente scopre di essere nato dalla relazione di un cantante lirico di fama internazionale con sua madre. Festen era schiavo delle regole del Dogma. Quest’ultimo film invece no. Vinterberg racconta inizialmente la storia come se fosse una favola: un paese pittoresco che sembra uscito da una favola, colori piuttosto accesi, personaggi volutamente caricati (il direttore dell’albergo che dice sempre “sei licenziato”) che è come se provenissero da Big Fish di Tim Burton, e che hanno la tragicità di Strindberg mescolata con la folle comicità del Von Trier di Il grande capo. Il cineasta danese tenta quindi una strada nuova, quella di un cinema non più ‘dogmatico’ ma stralunato e astratto il cui percorso era già stato in parte tracciato nel precedente Dear Wendy; il personaggio del balbuziente Sebastian può apparire infatti come una tipologia riaggiornata del disadattato Dick dell’altro film. Non mancano i momenti divertenti, soprattutto quelli ripetuti della sofferenza del cuoco quando, dopo aver cercato di preparare i cibi più raffinati, viene a sapere che il cantante lirico non ha voglia di mangiare. Si sente però ancora troppo il peso dello sguardo di Vinterberg. Ciò avviene nel modo in cui vengono inquadrati i volti dei protagonisti in certe situazioni (il cantante che ospita Sebastian nella sua camera d’albergo dopo che il ragazzo ha avuto una crisi) o come vengono gestite le situazioni più comiche, dove si sente eccessivamente il cigolio del meccanismo che le ha costruite. Rispetto all’universo quasi fantastico che vuole rappresentare, il cinema di Vinterberg appare ancora troppo raffinato e intellettuale.
Titolo originale: En mand kommer hjem
Regia: Thomas Vinterberg
Interpreti: Oliver Moller Knauer, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann, Thomas Bo Larsen
Distribuzione: Teodora
Durata: 96'
Origine: Danimarca, 2007
Cerca nel sito

Articoli correlati
- Martin Scorsese
- Johnny Depp
- cinema giapponese
- michael fassbender
- venezia 67
- cinema francese
- clint eastwood
- Kate Winslet
- matt damon
- 3D
- robert de niro
- leonardo di caprio
- cannes 2011
- Isabelle Huppert
- cannes 64
- cinema spagnolo
- oscar
- serie tv
- cinema indipendente
- ben affleck
- Jafar Panahi
- jessica chastain
- Cannes 65
- steven spielberg
- hbo
- torino film festival 28
- joaquin phoenix
- documentario
- james franco
- george clooney
- Festival di Roma
- trailer
- nanni moretti
- horror
- cinema UK
- Sean Penn
- DVD
- woody allen
- marion cotillard
- cinema italiano
- venezia 68
- animazione
- david cronenberg
- david fincher
- cinema americano
- cinema orientale
- brad pitt
- Corso Salani
- film tratti da libri
- torino 29
News
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio






