"San Valentino di sangue 3D", di Patrick Lussier
Con San Valentino di sangue 3D il film si trasforma in luna park o, se si preferisce, in strumento usa e getta: la proiezione tridimensionale garantisce indiscutibilmente il coinvolgimento dello spettatore, ma l’interattività con lo schermo della sala non è ancora sinonimo di cinema.
Realizzato sulla scia del successo di pellicole quali Halloween e Venerdì 13, San Valentino di sangue (1981) di George Mihalka era un esempio, di certo non tra i più disprezzabili, di slasher derivativo ma di discreta fattura: nonostante il debito con John Carpenter (ma anche con il Bob Clark di Black Christmas) fosse più che palese, il film di Mihalka riusciva nell’impresa di non sembrare un semplice copia & incolla (a differenza di molti altri slasher del periodo), grazie soprattutto a un’ambientazione originale e suggestiva (la città mineraria) e al fascino sporco e “vero” di personaggi lontanissimi da un’estetica da copertina. Il remake di Patrick Lussier (regista specializzato in prodotti straight to video) invece non si interessa minimamente di apportare elementi di novità, preferendo piuttosto concentrarsi sull’effetto tridimensionale della proiezione digitale, e unicamente su quello: il cinema si trasforma così in luna park, in quel treno degli orrori che ad ogni curva aveva in serbo una sorpresa da schiaffare sul volto dello spettatore; anche qui, tra picconate dritte in macchina e occhi fuori dalle orbite, il divertimento è assicurato, peccato però che manchi tutto il resto. Manca il film, innanzitutto: solito body count di corpi giovani, belli e cretini, solita insistenza sul gore (che qualcuno ancora scambia per cifra stilistica) e soliti nudi integrali studiati ad arte per il pubblico adolescente. Come però in Viaggio al centro della terra, la visione “normale” in 2D conferma tutto il vuoto concettuale di un cinema-videogame interessato solamente all’interattività con il proprio pubblico, come se il film fosse ormai diventato un mero oggetto da consumare esclusivamente all’interno della sala per poi essere gettato via, quando invece già nel 1954 un intelligente artigiano come Jack Arnold aveva sfruttato questa “nuova” tecnologia come arricchimento al film (Il mostro della laguna nera), e non di certo come punto di arrivo. Uscire da San Valentino di sangue 3D è quindi come trascorrere un pomeriggio alle giostre: una volta finito il giro, si ritorna a casa e si comincia a pensare a ben altro. Titolo originale: My Bloody Valentine 3D
Regia: Patrick Lussier
Interpreti: Jensen Ackles, Jaime King, Kerr Smith, Betsy Rue, Tom Atkins, Kevin Tighe, Megan Boone
Distribuzione: Medusa
Durata: 101’
Origine: USA, 2009
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