"La casa sulle nuvole", di Claudio Giovannesi
L'esordiente Giovannesi lavora sul tempo cinematografico, rallentandolo attraverso lo slow-motion oppure fermandolo con delle istantanee: alterna indifferentemente zoomate, ralenti e inquadrature fuori asse; oppure da come non riesce a sfruttare le potenzialità espressive del formato Super 16 mm (lo stesso di The Hurt Locker), riducendo il Marocco a una piatta distesa di sabbia (le location sono le stesse di Nessuna verità) o alla solita carrellata di immagini turistiche
La vendita della casa paterna spingerà i due fratelli Michele (un Adriano Giannini che sembra non aver mai lasciato l'isola di Travolti dal destino di Guy Ritchie) e Lorenzo (Emanuele Bosi) a partire per il Marocco alla ricerca del padre che li ha abbandonati.
L'inizio è promettente: un montaggio alternato tra due sguardi che si incrociano in un locale jazz fotografato in una raffinata luce blu e le riprese notturne del salvataggio di un cane illuminate dai fari di una macchina. Ma “è solo una questione di tempo”, come afferma Dario Raggi al figlio venuto a cercarlo in Marocco dopo la sua fuga di dodici anni addietro (una fuga dalla società borghese, dalla famiglia, dai propri figli, dalla vecchiaia e, in definitiva, dal tempo: “Quanti anni mi dai?”, chiede innanzitutto al figlio che non vede da secoli).
L'esordiente Giovannesi lavora quindi sul tempo cinematografico, rallentandolo attraverso lo slow-motion oppure fermandolo con delle istantanee: il problema è che, pur conoscendo il mestiere (è diplomato in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma), non possiede ancora uno sguardo personale e deciso, e lo si vede da come alterna indifferentemente zoomate, ralenti e inquadrature fuori asse; oppure da come non riesce a sfruttare le potenzialità espressive del formato Super 16 mm (lo stesso di The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, addirittura più performante dell'HDTV grazie ai suoi bassi costi di produzione e alla sua facilità di utilizzo), riducendo il Marocco a una piatta distesa di sabbia (le location sono le stesse di Nessuna verità di Ridley Scott, con esiti ben diversi) o alla solita carrellata di immagini turistiche, a cui la partitura jazz della colonna sonora composta dallo stesso Giovannesi insieme a Enrico Melozzi nulla può aggiungere.
Non mancano però momenti suggestivi e surreali, come il decollo della mongolfiera nel deserto, che comunque ci fanno ben sperare nel futuro di questo giovane regista.
Regia: Claudio Giovannesi
Interpreti: Adriano Giannini, Emanuele Bosi, Emilio Bonucci, Paolo Sassanelli
Distribuzione: Istituto Luce
Durata: 103'
Origine: Italia 2009
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