"Soffocare" di Clark Gregg

Dal romanzo di Chuck Palahniuk, una commedia sociopatica e scatologica sugli esiti imprevedibili di un’infanzia difficile. Indeciso tra la voglia di scandalizzare e la necessità di costruire un messaggio mediaticamente accettabile, Soffocare si attesta però in una inconsistente zona d’ombra che ne offusca gli intenti

sam rockwell in soffocare di clark gregg tratto da chuck palahniukSoffocare è un film di personaggi strambi e situazioni assurde. Almeno apparentemente. Tutti gli indizi, d’altra parte, lo lascerebbero presagire. Victor Mancini è intossicato di sesso: per questo frequenta, insieme all’amico di sempre Denny, masturbatore folle, un centro di sessuomani compulsivi anonimi. Se Denny cerca seriamente di smettere, Victor è nei paraggi solo per una veloce sveltina con la ninfomane di turno. Di giorno entrambi lavorano in una città a tema, come comparse professioniste in una ricostruzione storica d’epoca coloniale. Di sera, per arrotondare, Victor si è comunque creato un’altra attività: fuori a cena in un qualche ristorante elegante, finge di soffocare e si fa salvare dal cliente più economicamente promettente, puntando sul fatto che il neo-eroe, spinto dal suo atto di altruismo, si senta in dovere di mantenere un legame con la persona che ha salvato, aiutandolo anche nel corso del tempo. Ma non è tutto: la madre di Victor, Ida, è in un ospedale psichiatrico. Quando Victor va a trovarla, lei non lo riconosce, o finge di non farlo, così il figlio è costretto a calarsi nei panni di un avvocato, o di qualche altra figura immaginaria, pur di poterle stare vicino. Tolto tutto il contorno, è questa la chiave nevralgica della narrazione – il rapporto madre-figlio. Ida è stata una hippie sociopatica che ha costretto il figlio ancora bambino a vivere in costante stato di fuga, tra imbrogli e raggiri, affidandolo a madri adottive che lui aveva il compito di derubare. Ora che però la madre sembra destinata a peggiorare, Victor vorrebbe risolvere il rompicapo, capire di chi è figlio e porre fine al senso di inadeguatezza che lo accompagna. Potrebbe aiutarlo una nuova dottoressa, che propone una possibile (e improbabile) cura a base di sesso. Sarebbe la soluzione perfetta per un sex-addict come Victor, non fosse che proprio con lei qualcosa non funziona a dovere.
Soffocare di Clark Gregg, dal romanzo di Chuck PalahniukTra voglia di scandalizzare a ogni costo con un linguaggio diretto, situazioni al limite del grottesco e la messa in scena del ridicolo meccanismo di coazione a ripetere che è la società dei consumi moderni, Clark Gregg, attore al suo esordio alla regia, assembla una commedia agropiccante che si ostina però a non affondare il colpo. È in effetti subito chiaro che tutta la glassa di sconcezze e nefandezze snocciolate da Victor, un trasandato e repellente Sam Rockwell (ottimo, come tutti gli altri attori), è dispiegata solo per colpire i sensi, come una roboante salva di avvertimento. Superato il presunto shock di sentir parlare con libertà di sperma, pompini e altre trovate, si evince così che sotto si nasconde altro. Il problema è che questo “altro” è presentato nebulosamente, lasciato solo intravedere di sfuggita prima della nuova sferzata furbescamente sboccata. Victor è alla ricerca di un senso: si appoggia inconsapevolmente agli altri (si fa accudire da salvatori casuali con il ricatto del soffocamento), ma ha in realtà bisogno di ritrovare sé stesso. Soffocare è il suo viaggio alla riscoperta dell’io. Il discorso è però solo intravisto, abbozzato, lasciato alla deriva in un limbo sospeso, spesso contraddittorio, che rimane alla superficie. L’autocompiacimento, insomma, alla lunga diventa deleterio.

Titolo originale: Choke
Regia: Clark Gregg
Interpreti: Sam Rockwell, Angelica Huston, Brad William Henke, Kelly MacDonald, Paz de la Huerta, Bijou Philipps
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 89’
Origine: Usa, 2008

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