"Uomini che odiano le donne", di Niels Arden Oplev
Tratto dall'omonimo romanzo di Stieg Larsson, il film scandinavo potrebbe anche funzionare come impietosa radiografia di una società massonica fallocentrica, dove dietro il potere economico risiede la perversione perpetua di un’umanità condannata a rimanere prigioniera del proprio passato e dei propri impulsi. Il mestiere di Niels Oplev è però troppo “medio” e scolasticamente corretto per sprofondare nei cupi meandri del testo letterario di partenza
C’è il crescente successo editoriale della trilogia Millennium, dietro la realizzazione di questo lungo (150’), atteso e discontinuo thriller scandinavo . Nato dalla penna dello scrittore Stieg Larsson, scomparso nel 2004 subito dopo aver consegnato il manoscritto alla casa editrice, Uomini che odiano le donne segue le indagini del giornalista Blomkvist e della hacker Lisbeth per sciogliere il mistero della scomparsa, avvenuta nel 1966, della bella Harriet Vanger, giovane membro della potente famiglia Vanger. Le tracce porteranno ben presto i due - dopo una prima parte in cui le vicende in parallelo di Blomkvist e Lisbeth sembrano affrontare specularmente, nella doppia figura femminile di Lisbeth e Harriet, lo stesso percorso di sopraffazione misogina - ad affrontare un sottobosco fatto di efferati omicidi, versetti biblici e antiche confluenze naziste. Più che come thriller ambiguamente reazionario – in certi momenti debitore, soprattutto per quanto riguarda le atmosfere grigie e morbose, de Il silenzio degli innocenti di Demme – il film scandinavo funziona come impietosa radiografia di una società massonica fallocentrica, dove dietro il potere economico risiede la perversione perpetua di un’umanità condannata a rimanere prigioniera del proprio passato e dei propri impulsi. Il mestiere di Niels Oplev è però forse troppo “medio” per sprofondare nei cupi meandri del testo letterario di partenza, così, nonostante l’insistenza su particolari e situazioni raccapriccianti e violente, la mano del regista finisce con l’essere passiva al cospetto della materia, un pò come il suo protagonista Blomkvist, diligente ma in fin dei conti condannato ad arrivare sempre in ritardo rispetto ai fatti e al pensiero. L’incandescenza dolente del progetto è semmai incarnata dalla sorprendente rivelazione Noomi Rapace, perturbante e fragile eroina del film, capace di sorreggere nel suo corpo muscolare, marchiato da piercing e tatuaggi, tutta l’elettricità esistenziale di una ribelle postmoderna.Titolo originale: Man som hatar kvinnor
Regia: Niels Arden Oplev
Interpreti: Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven Bertil Taube, Peter Haber, Emil Almèn, Peter Andersson, Willie Andrèason, Sofia Brattwall
Distribuzione: Bim Distribuzione
Durata: 145'
Regia: Niels Arden Oplev
Interpreti: Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven Bertil Taube, Peter Haber, Emil Almèn, Peter Andersson, Willie Andrèason, Sofia Brattwall
Distribuzione: Bim Distribuzione
Durata: 145'
Origine: Svezia/Danimarca, 2009
Sono presenti 2 commenti
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Quando esce in dvd????
Inviato da ak21 il 18/08/2009 -
Ho visto "Uomini che Odiano le Donne" dopo avere letto e ascoltato pessime recensioni su di esso. Il film benchè sia un po' lungo è un thriller godibile. Ho trovato accattivanti sia le sottotrame interne che l'ambientazione (per noi particolare) "nordica" in terra di Svezia (chi ricorda una pellicola scandinava con i serial-killer alzi la mano per favore). L'unica pecca sono gli attori: Tutti incapaci di recitare compresa la "sorprendente rivelazione" Noomi Rapace (qualche urlo di disperazione e qualche espressione truce non basta a far scattare l'applauso). Oplev comunque è riuscito, più o meno, ad utilizzare abbastanza bene la discreta sceneggiatura che aveva sotto mano. Tutto sommato... da vedere.
Inviato da D il 02/06/2009
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