"Corsa a Witch Mountain", di Andy Fickman
Dwayne Johnson, l'uomo che un tempo si faceva chiamare The Rock, ha cercato di spingere la Disney sul terreno impervio dell'action. L'ex divo del wrestling non ha capito una fondamentale lezione: contro lo studio non si può mai vincere. Corsa a Witch Mountain va per la sua strada facendo a meno di lui, elemosinandogli appena occasioni per mostrare i muscoli in approssimative sequenze di esplosioni e di corpo a corpo con viscidi extraterrestri. Alieni o meno, i protagonisti sono sempre i bambini.
Può darsi che Corsa a Witch Mountain sia stata una richiesta esplicita di Dwayne Johnson. Forse, magari geloso di Vin Diesel tornato a nuova vita con Fast & Furious, l’uomo che un tempo si faceva chiamare The Rock ha sentito la mancanza del genere che gli era più caro – l’action – e ha chiesto alla Disney se c’era qualcosa che potesse fare al caso suo. A differenza di Cambio di gioco, la zuccherosa commedia sentimentale che negli Stati Uniti lo aveva visto campione di incassi lo scorso anno, questa volta l’ex divo del wrestling ha dimostrato meno astuzia: avrebbe dovuto capire che contro la Disney non si può mai vincere. Così, gli hanno affidato il remake/aggiornamento di Escape to Witch Mountain, un piccolo cult del 1975, dandogli l’illusione di poter mettere di nuovo in mostra i muscoli, e lui – apparentemente tornato a suo agio in mezzo ad esplosioni e corpo a corpo con viscidi extraterrestri – ha creduto di poter di nuovo dire la sua, dopo essersi liberato dell’adorabile Madison Pettis, la riccioluta ed impertinente bambina che lo convertiva ai buoni sentimenti. Niente di più sbagliato: privato dell’autoironia che era l’arma vincente della sua collaborazione con la major, Johnson sembra piuttosto goffo, specie quando cerca di rendersi utile per due bambini alieni che non hanno affatto bisogno di lui. Gli gira intorno cercando un pretesto per menare le mani, senza accorgersi che sono loro a badare a lui, e a concedergli qualche svago proprio perchè non possono farne a meno. Mentre lo guardano scodinzolare come un cane, voglioso di abbandonare la sua grigia vita di tassista in cambio di emozioni forti, si chiedono se sia il caso o meno di portarselo dietro. E la Disney – magnanima oltremisura – non solo gli concede di restare nel film, ma addirittura gli regala una sparring partner come Carla Gugino, che almeno ha il pregio di capire subito dove si trova. Se in Cambio di gioco il suo ruolo sembrava avere un’evoluzione naturale, in Corsa a Witch Mountain sembra invece prestarsi in modo volontario al sacrificio dell’action-hero. Anche perchè questa volta Andy Fickman tradisce in tutto e per tutto la sua formazione televisiva, e le ambizioni di fantascienza si scontrano con il ridicolo involontario di set pensati per la televisione, per effetti speciali ben al di sopra del tradizionale budget che lo studio riserva alle sue produzioni minori, ed un uso diffuso della camera a mano e del montaggio frenetico che del genere conservano solo la forma, senza averne affatto la sostanza. The Rock espierà la colpa vestendosi da fatina nel prossimo Tooth Fairy: il coraggio di certo non gli manca.
Titolo originale: Race to Witch Mountain
Regia: Andy Fickman
Interpreti: The Rock/Dwayne Johnson, AnnaSophia Robb, Alexander Ludwig, Carla Gugino, Ciaran Hinds
Origine: USA, 2009
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Durata: 98’
Interpreti: The Rock/Dwayne Johnson, AnnaSophia Robb, Alexander Ludwig, Carla Gugino, Ciaran Hinds
Origine: USA, 2009
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia
Durata: 98’
Origine: USA, 2009
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