"St. Trinian's", di Oliver Parker e Barnaby Thompson


Questo adattamento dei fumetti cattivissimi di Ronald Searle procede per accumulo di sketch in rapidissima successione, come una serie di strisce fumettistiche o piuttosto uno zapping disordinato su youtube. A mancare purtroppo è proprio la cattiveria vera, ma i preadolescenti per cui il film è concepito non ci faranno caso.

st triniansLa famigerata St. Trinian’s è un po’ la famiglia Addams dei college inglesi: un luogo fatiscente che sovverte ogni pretesa di missione educativa in favore di uno stile di vita amorale ed anarchico. Proprio come la famiglia Addams, anche la St Trinian’s è l’invenzione di un fumettista; in questo caso il britannico Ronald Searle che negli anni ‘50 aveva illustrato con macabro umorismo questo rifugio delle ragazze cattive e impossibili del paese, ispirando anche una serie di film. In questo remake anni 2000 le ragazze della St. Trinian’s si dividono fra teppiste, pin up, emo e secchione, si danno all’alcool e alle chat erotiche, distillano vodka e fabbricano esplosivi.
L’approccio, dunque, è quello di un grottesco da cartoon, e il modello fumettistico è reso ancora più evidente dal modo in cui la narrazione procede per accumulo di sketch velocissimi e quasi gratuiti. Il film in effetti sembra già pronto per essere tagliato e smontato su youtube (dove però subirebbe la concorrenza di sketch più divertenti).  Gli stessi personaggi sono frullati in una galleria di figurine in cui, più che la funzione comica, conta l’iconicità, l’aspetto esteriore e che vanta però molte facce azzeccate di giovani attrici, specialmente l’astro nascente Gemma Arterton. La regia asseconda le iperboli di questo stile con zoomate a schiaffo o costruendo mini videoclip, ma fallisce poi nella gestione dei puri tempi comici, nonostante Oliver Parker (co-regista insieme a Barnaby Thompson) abbia nel curriculum un paio di commedie tratte da Oscar Wilde.
A tenere insieme la struttura del film un classico pretesto narrativo, il furto di un’opera d’arte per impedire la chiusura della scuola, e il conflitto fra il ministro dell’istruzione interpretato da Colin Firth e la stralunata preside interpretata da Rupert Everett, senz’altro il personaggio più divertente nella sua complicità assoluta con tutti gli aspetti più riprovevoli delle sue studentesse. Ma a ben vedere è proprio la conflittualità a latitare all’interno del film: la rigidità del ministro dell’istruzione è macchiettistica e generica, non l’espressione di un potere repressivo. Nonostante la simpatia che si può provare per il clima di trasgressione aleggiante  nel film, bisogna riconoscere che si tratta di una trasgressione priva di veri bersagli, resa innocua dall’assenza di ogni intento satirico. L’anarchia rivendicata dalle ragazze della St. Trinian’s assomiglia più che altro a un semplice “svacco” adolescenziale e, anche se di sicuro il loro è uno stile di vita che il genitore medio non approverebbe, siamo più dalle parti del permissivismo diffuso che dell’affronto ai benpensanti.
 
Titolo originale: id.
Regia: Oliver Parker e Barnaby Thompson
Interpreti: Rupert Everett, Colin Firth, Jodie Whittaker, Lena Headey,
Distribuzione: CDI
Durata: 100'
Origine: Gran Bretagna, 2007
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