"Soul Men", di Malcolm D. Lee
Soul Men è un cocktail un po’ maldestro di tre generi: il road movie, la commedia e il musical. Anzi quattro, se contiamo che il film si apre con un piccolo docu-drama; ma la pellicola non è sostenuta adeguatamente dalla sceneggiatura, che alterna massime di Lao Tsu al turpiloquio più sfrenato. Si tratta dell'ultimo film interpretato da Bernie Mac e Isaac Hayes, scomparsi a 24 ore di distanza l'uno dall'altro. Dirige il cugino di Spike Lee
Un’occasione mancata. Così si potrebbe definire Soul Men di Malcom D. Lee. Classe 1970, cugino del più celebre Spike Lee, fin dalla più tenera età il regista di Soul Men si è fatto le ossa sui set di Spike Lee. Eppure a guardare la sua ultima fatica cinematografica non si direbbe che la gavetta con il celebre cugino gli abbia giovato. D’altronde non è una novità: non sempre talento e parentela sono elementi che viaggiano in coppia.
Soul Men è un cocktail un po’ maldestro di tre generi: il road movie, la commedia e il musical. Anzi quattro, se contiamo che il film si apre con un piccolo docu-drama che riassume l’ascesa e la caduta di un trio musicale e dei suoi componenti. Quattro pennellate per condurci a scoprire come se la passano i due elementi superstiti del trio: Samuel L. Jackson e Bernie Mac. I due non si parlano più da una ventina d’anni, al giorno d’oggi sono caduti in disgrazia e tirano a campare in maniera abbastanza squallida.
Tuttavia non appena il terzo socio, che aveva intrapreso una brillante carriera da solista, passa a miglior vita, le due vecchie glorie vengono invitate all’Apollo Theatre per un concerto commemorativo. Sarà questa l’occasione per un coast to coast tra Los Angeles e New York, in cui verranno fuori vecchi dissapori tra Jackson e Mac, avventure al quanto boccaccesche e una figlia ormai adulta da riconoscere (la “Dreamgirl” Sharon Leal).
La pellicola non è sostenuta adeguatamente dalla sceneggiatura, che alterna massime di Lao Tsu al turpiloquio più sfrenato. Colpi di scena prevedibili e piuttosto puerili fanno il resto. Di tanto in tanto spunta qualche siparietto a base di Viagra, che Bernie Mac consuma come se si trattasse di mentine. Se poi aggiungiamo che i due interpreti principali sono Sanuel Lee Jackson e Bernie Mac, una coppia che sembra funzionare anche nei numeri cantati e ballati, ma che potrebbe dare sicuramente di più, la delusione è cocente.
Negli Stati Uniti il film è uscito lo scorso novembre. La maggioranza dei critici l’ha stroncato, ma tutto sommato la pellicola se l’è cavata al botteghino, entrando nei primi 10 posti del box office, sebbene uscito contemporaneamente a macchine da guerra del tipo di Quantum of Solace e Madagascar 2. Merito di un’involontaria operazione nostalgia. Infatti il film rappresenta l’ultima apparizione in pellicola di Bernie Mac e di Isaac Hayes. Quest’ultimo compare nelle scene finali del film per interpretare se stesso.
Il nome di Bernie Mac forse dice poco al grande pubblico italiano, ma Mac negli Usa è molto popolare come comico televisivo. Per un tragico scherzo del destino, l’attore è scomparso prematuramente il 9 agosto dello scorso anno e a 24 ore di distanza la stessa cosa è successa a Isaac Hayes. Doppiatore dello Chef di South Park, Hayes deve la sua fama più che al doppiaggio alla musica. Nel 1972 poi si guadagnò la ribalta internazionale, scrivendo il tema di Shaft che gli valse un Oscar.
E tornando al film, Soul Men declina al plurale una delle hit più popolari del 1967 scritta a quattro mani da Hayes per l’appunto e da David Porter. Erano quelli i tempi in cui il duo Sam & Dave, gli interpreti di “Soul Man”, era sulla cresta dell’onda, e in cui a Memphis, città che dà una svolta al plot del film, cresceva il vivaio della casa discografica Stax Records. Insomma sulla carta di premesse per fare un gran bel film ce n’erano parecchie.
Titolo originale: id.
Regia: Macolm D Lee
Interpreti: Samuel L Jackson, Bernie Mac, Isaac Hayes, Sharon Leal, John Legend
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 100'
Origine: USA, 2008
Trailer originale (in inglese):
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