"12 Round", di Renny Harlin

Il film si assesta in maniera precisissima e quasi filologica sui canoni dello svolgimento del “genere” in pieno stile anni ’90, decennio centrale dell’action che ha visto proprio Harlin tra i principali fautori. Eppure c'è un piccolo slittamento nella percezione del pericolo e dell'azione: ed è il senso di allarme perenne, di emergenza costante, di allerta continua. Non è difficile capire che cosa è cambiato, che cosa sia successo da allora ad oggi. E Harlin sembra allora dire "ci siamo già passati": basta riguardarsi 20 anni di cinema "di genere", di film d'azione come questo

Ci siamo già passati, sembra dire Renny Harlin in questo suo ultimo film, ritorno del grande regista nei territori dell’action pura dopo le ultime sortite tra thriller e horror. Esaurendo infatti con la sequenza sui titoli di testa qualunque spunto ‘contemporaneo’ nella messinscena (sguardi digitali di videocamere nascoste e occhi satellitari che ci guardano dall’alto), 12 Round si assesta poi in maniera precisissima, chirurgica e davvero quasi filologica sui canoni dello svolgimento del “genere” in pieno stile anni ’90, decennio centrale dell’action non a caso aperto dal capitale 58 minuti per morire diretto proprio da Harlin. Se il detective Fisher vuole salvare la vita della sua amata Ashley, deve superare ben dodici prove mortali messe a punto contro di lui in giro per la città dal folle terrorista Miles Jackson, che la tiene in ostaggio. Siamo chiaramente dalle parti di Die Hard 3 o plot simili (lo stesso Cliffhanger di Harlin, da cui 12 Round recupera anche il duello finale in elicottero, presentava una somigliante progressione ‘a tappe’), e la pellicola si sviluppa seguendo i rassicuranti binari tracciati dagli esemplari. Si va dall’enigma rompicapo alla corsa contro il tempo, dall’attentato dinamitardo da sventare al roboante inseguimento con un camion dei pompieri, dalla dimostrazione di forza alla prova di coraggio (la scena madre vede Cena/Fisher sul tetto di un tram zeppo di passeggeri lanciato a velocità folle in mezzo alla città nel tentativo di frenarne la corsa, dati i freni rotti del mezzo). Eppure c'è un piccolo slittamento nella percezione del pericolo e dell'azione, che differenzia i prototipi da questo ultimo lavoro di Renny: ed è il senso di allarme perenne, di emergenza costante, di allerta continua. Non è difficile capire che cosa è cambiato, che cosa sia successo da allora ad oggi: non è dunque un caso se il film è tutto ambientato tra le strade di una caotica New Orleans post-Katrina, né che sia proprio tra i codici lasciati dalle unità di soccorso sulle porte delle abitazioni colpite dalle acque che Miles lasci il primo messaggio cifrato per il protagonista. Ed ecco che quella che poteva parere unicamente un'operazione nostalgica rivela una sua lucidità e forse anche una sua urgenza: perché il messaggio di Harlin, come dicevamo all'inizio, sembra essere che gli americani sono abituati da generazioni, alla sensazione di essere sempre sotto attacco – basta andarsi a riguardare 20 anni di cinema d'azione, di film “di genere”, simili e opposti a 12 Round. Nella scena conclusiva, mentre si allontana verso l'orizzonte, abbracciato alla ragazza liberata dalle grinfie del folle, Fisher tranquillizza una coppia basita dalla distruzione lasciata dal Detective: “Niente di grave, è soltanto esploso un elicottero”. Niente di grave: la nostra gente, il cinema, i nostri sguardi, ci sono abituati. Allora l'unico rimpianto, per il regista finlandese artefice di due lustri di immaginario popolare americano, e che dopo questo film pare essere tornato a girare in patria per la prima volta dal 1980, è solo riguardo alla fine degli eroi – perché a salvare New Orleans da una nuova catastrofe stavolta non c'è Bruce Willis/John McClane, né il compare Stallone di due superbe sortite come Cliffhanger e Driven. Il volto di pietra del wrestler John Cena (alla seconda prova cinematografica dopo Presa mortale) si staglia allora come definitivo, ed inappellabile, segno di debolezza nell'ordine e nella difesa di uno scenario che a conti fatti sembra essere rimasto immutato.

Titolo originale: 12 Rounds
Regia: Renny Harlin
Interpreti: John Cena, Ashley Scott, Steve Harris, Brian J White, Taylor Cole
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 108'
Origine: USA, 2009

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 0 commenti
 
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio