TORINO FILM FESTIVAL 26 - "Filth and Wisdom", di Madonna (Fuori Concorso)
Può apparire come un’operazione difficilmente sostenibile il debutto dietro la macchina da presa di Madonna nel suo essere stramba, piena di cadute e delirante. Eppure dentro questo film sembra che la cantante e attrice ci metta tutta se stessa. Alla fine la si può accusare di tutto, tranne del fatto di non essere sincera - VIDEO
Fa scalpore l'esordio di Madonna come regista, e non si sa come porsi di fronte a questa operazione stramba, piena di cadute, delirante. Eppure si ha la sensazione che dentro questo film Madonna ci abbia messo tutta se stessa con le sue contraddizioni, perversioni e provocazioni. Ed è proprio per questo che Filth and Wisdom si può accusare di tutto tranne che del fatto di non essere sincero.
Per questo suo debutto dietro la macchina da presa la cantante e attrice ha scelto Eugene Katz, frontman dei Gogol Bordello, una band ‘gipsy-punk’ che fonde la musica folk con le forme del cabaret. E’ lui che impersona A.K., un filosofo-poeta emigrato dall’Ucraina all’Inghilterra. Suo obiettivo è quello di diventare una star internazionale, però nel frattempo si presta a dei giochi di travestimento con le due ragazze che vivono con lui, Juliette e Holly. La prima lavora come impiegata nella drogheria locale del farmacista Sardeep, che è di origine indiana. Holly invece è un’aspirante ballerina che sogna di danzare al Royal Ballet ma al momento deve accontentarsi di esibirsi al Beechman’s Exotic Gentleman’s Club.
Sembra davvero che c’è tutta Madonna dentro questo film: la filosofia orientale, la scena dello spettacolo, il travestimento come segno di un’apparenza da mostrare all’esterno, e quindi al pubblico. Probabilmente è anche un’operazione che, a primo impatto, può essere difficilmente sostenibile, visto che si disperde ogni punto di orientamento in un’opera che fonde la dimensione soggettiva al racconto oggettivo senza soluzione di continuità. Alla fine però ci si affeziona a questi personaggi isterici, pazzi, ma pieni di umanità, che sfuggono totalmente al controllo di uno sguardo che non ha la minima intenzione di ingabbiarli. Restano poi bei momenti, come lo spogliarello di Holly travestita da collegiale che ha un’enorme successo, la moglie indiana del farmacista che non tiene minimamente sotto controllo dei figli scatenati e il malinconico finale. Prendere o lasciare.
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