FILM IN TV - "L'imperatore di Roma" di Nico D'Alessandria

Lo sguardo lucido di D'Alessandria si distacca dalla realtà del protagonista per raggiungere un elevato grado di oggettività che non tradisce falsi sentimentalismi e non vuole impartire lezioni morali sulla tossicodipendenza; l’unico obiettivo resta quello di mettere in scena un processo di autodistruzione e di progressivo annullamento che, trova il suo contrappunto visivo nella scelta, un po’ semplicistica, del bianco e nero. Venerdì 6 marzo, ore 02.45 Raitre

l'imperatore di romaL’imperatore di Roma è uno spaccato di vita di Gerry (Gerardo Sperandini), tossicodipendente e alcolizzato, che racconta delle sue tristi giornate, pressappoco identiche l’una all’altra, trascorse sulle vie della capitale ad elemosinare o rubare soldi da spendere per la droga e il vino. Troppo spesso è stata definita “pasoliniana” l’opera prima di Nico D’Alessandria, ma si tratta probabilmente di una definizione sbrigativa e troppo superficiale che poco ci dice di questo film. Se si esclude l’ambientazione nella periferia romana e la scelta di un cast di attori non professionisti di bassissima estrazione sociale, poche restano le affinità col cinema nazional-popolare degli anni ‘60 portato sullo schermo da Pasolini, a meno che non si compia l’errore di considerare Gerry come una reincarnazione di Accattone o come la clonazione di uno dei personaggi che popolano l’ambiente del sottoproletariato urbano di Mamma Roma. Gerry non è il prodotto dell’ambiente che lo circonda, ma un rifiuto di esso, uno scarto della società che non trova nessuna forma di solidarietà né di accettazione intorno a sé: ridotto ad un guscio vuoto egli vaga ignorato dal mondo circostante dall’inizio alla fine del film. E il film vuole raccontare, o meglio mostrare, questo suo solitario vagare, descrivere la realtà di un uomo i cui dialoghi si riducono a monologhi e che deve giungere al punto di spogliarsi e camminare nudo per attirare su di sé l’attenzione e attestare così per una volta la propria esistenza agli occhi degli altri.
Il punto debole del film è probabilmente rintracciabile nell’assenza di una ben definita costruzione narrativa, il che comporta, tra le altre cose, una caratterizzazione molto approssimativa dei personaggi secondari e un’insistenza eccessiva sulle lunghe camminate di Gerardo Sperandini, il quale, portando in scena parte della propria esperienza personale, non lascia comprendere sempre con chiarezza dove finisca l’attore e inizi il personaggio. Come dire: cinema-verità che eccedendo nella verità rischia di lasciare poco spazio al cinema e che fa leva, forse troppo dogmaticamente, sul pedinamento zavattiniano  più che sul cinema di poesia pasoliniano, pur rammentando quest’ultimo in un paio di citazioni dirette: la caduta dalla moto di Gerry e la sua immobilizzazione sul letto di contenzione che rimandano rispettivamente al finale di Accattone e alle drammatiche scene della morte di Ettore in Mamma Roma.
Lo sguardo lucido dell’autore si distacca dalla realtà del personaggio per raggiungere un elevato grado di oggettività che non tradisce falsi sentimentalismi e non vuole impartire lezioni morali sulla tossicodipendenza; l’unico obiettivo resta quello di mettere in scena un processo di autodistruzione e di progressivo annullamento che, trova il suo contrappunto visivo nella scelta, un po’ semplicistica, del bianco e nero.
Il momento migliore del film è condensato nei venti minuti finali durante i quali esplode il “lucido delirio” del protagonista che intraprende una riflessione sulla storia e sul tempo in un mixage mentale di passato e presente sottolineato dalle sferzanti note di chitarra elettrica che accompagnano il vagare (per una volta non solo fisico, ma anche mentale) del protagonista.

 

Regia: Nico D’Alessandria
Interpreti: Gerardo Sperandini, Giuseppe Amodio, Fulvio Meloni
Durata: 90’
Origine: ITA, 1987
Venerdì 6 marzo, ore 02.45 Raitre

Scrivi un commento
Captcha

Segnala un commento
Captcha

Sono presenti 1 commenti
 
  1. visto questo film mi sono sentita a casa.grande gerardo,noi sappiamo...non è scarto della società,è solo voglia di'libetà'..è la società che scarta,è la società che è uno scarto,noi lo sappiamo.. <br />

    Inviato da sonia67 il 11/10/2009
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
CANNES 65 - Hollande è già un film
Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013 
CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
Tutti i nostri desideri ancora in sala
Terza settimana di programmazione
CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
CANNES 65 - Film su Fassbinder
Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
American High Life, dramma familiare semiautobiografico
CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
Blade Runner 2 al via
 Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
Applausi a ritmo sui titoli di testa
CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio