FILM IN TV - "M-Il Mostro di Dusserdolf" di Fritz Lang


Capolavoro senza tempo in cui il grande Fritz Lang riesce a coniugare, raggiungendo l’eccellenza, le tecniche espressive che caratterizzano il “muto” alle innovazioni che fornisce  l’apporto del sonoro. Mercoledì 7 ottobre, ore 14. La 7

m il mostro di dusseldorfM il mostro di Dusseldorf costituisce probabilmente il primo esempio di film incentrato sulla figura del serial killer, ed è anche la prima pellicola del cineasta tedesco Fritz Lang, che si avvale del sonoro. M ha la peculiarità di riuscire a fornire un perfetto connubio tra l’espressionismo muto tedesco e la nascente tecnica del sonoro. Ancora privo di una vera e propria colonna sonora, il film si avvale di un espediente agghiacciante che caratterizza lo spietato killer: ogni volta che si avvicina alle sue vittime comincia a fischiettare un motivetto tratto da Peer Gyant, motivetto che fa presagire allo spettatore che qualche terribile misfatto sta per compiersi; è in questi momenti che tutte le potenzialità espressive di Peter Lorre emergono con prepotenza in quella che può essere considerata una delle interpretazioni più memorabili e incisive della storia del cinema. Fortissima è la  contrapposizione tra l’aspetto quasi innocente e innocuo del killer e le terribili azioni di cui è in grado di macchiarsi. Ma "il mostro di Dusserdolf" non è solo la storia di un killer psicopatico, è una vicenda che spinge lo spettatore sino a riflessioni ben più rilevanti riguardanti la pena di morte, l’ammissibilità di un giudizio da parte di persone non competenti e il tema della giustizia in senso lato. Come può una giuria composta di criminali pretendere di avere il diritto di giudicare un altro criminale? Le risate malefiche di questo folto manipolo di delinquenti, unite ai primissimi piani dei loro volti, che ne mostrano i difetti e le terribili fattezze (Lang ha asserito che alcune delle comparse utilizzate per la giuria, erano dei veri e propri criminali), fanno quasi più orrore del “mostro” posto in ginocchio dinanzi a loro. Sicuramente il forte impatto etico, sociale ed emotivo della pellicola non sono assolutamente gli unici pregi di questa vera e propria pietra miliare del cinema, Lang infatti firma una regia impeccabile, fondata su memorabili piano-sequenza e sequenze che hanno fatto scuola nell’ambito cinematografico: una su tutte viene sintetizzata nello spezzone del primo omicidio, in cui la morte di una bambina viene presentata con tutta la sua carica di atrocità senza mai fare uso di grida, sangue o immagini forti, ma semplicemente inquadrando una sedia vuota, una tromba delle scale deserta e un palloncino impigliato nei fili di un traliccio. E’ proprio questa la peculiarità di quest’opera: riesce a fornire paura, sgomento ed empatia senza mai utilizzare scene crude, sgradevoli o intrise di una violenza ingiustificata. 

 

 

 

Titolo originale: M
Regia: Fritz Lang
Interpreti:  Peter Lorre, Gustaf Gründgens, Rudolf Blummer, Ellen Widman, Inge Landgut
Durata: 117’
Origine: Germania, 1931
Mercoledì 7 ottobre, ore 14 La 7
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