FILM IN TV - "Allucinazione perversa" di Adrian Lyne
Conosciuto per i suoi film erotici patinati e per la favola musicale Flashdance, Adrian Lyne con Allucinazione perversa realizza il suo esperimento più particolare, un’opera che mescola dramma, thriller, war movie e horror psicologico. Un manifesto antimilitarista inquietante in cui sogno, realtà e allucinazione sono difficilmente distinguibili. Venerdì 11 dicembre, ore 23.35 Retequattro
Nella carriera di Adrian Lyne, costellata a volte di film ambigui, non privi di furbizia e spesso destinati a dibattiti di carattere pseudo sociologico, Allucinazione perversa rappresenta a suo modo un'eccezione, un’opera capace di mescolare abilmente diversi generi e trasmettere la sottile inquietudine generata dal conflitto vietnamita. Quella del protagonista Jacob Singer, un ebreo reduce di guerra, è a tutti gli effetti una discesa negli inferi di dantesca memoria, un viaggio allucinante in una realtà parallela fatta di sogni e visioni inquietanti. Il film, liberamente ispirato al racconto di Ambrose Bierce Un incidente al ponte di Owl Creek, si apre con un prologo da war movie per passare nell’arco delle circa due ore della sua durata al dramma, al thriller e persino all’horror psicologico, senza lesinare un attacco neanche troppo velato al militarismo e ai presunti esperimenti chimici adottati in guerra per potenziare l’aggressività dei soldati americani. Una storia sgradevole e cupa, fitta di rimandi metaforici, già a partire dal titolo originale, Jacob’s Ladder (e non la terribile traduzione italiana, ideata sull’onda del successo di Attrazione fatale), che rimanda sia al percorso del protagonista che alla droga sintetica creata in Vietnam. Quello descritto da Lyne è il viaggio di un “morto che cammina”, di un uomo terribilmente segnato dalla sua esperienza bellica e incapace di lasciarsela alle spalle. Una vittima del sistema che per colpa della guerra ha perso anche l’affetto della moglie e dei figli (forse anche per la morte del piccolo Gabe, interpretato dalla futura star Macaulay Culkin) e che è incapace di rifarsi una vita con Jezzie, la sua nuova compagna. Pur con alcune incongruenze, Allucinazione perversa rappresenta al meglio l’oscurità della psiche umana grazie a una resa visiva basata sulla costante alternanza di sogno, realtà e allucinazione. Oltre a questo non si può non sottolineare la straordinaria interpretazione di Tim Robbins, sempre a suo agio nei ruoli borderline (come ad esempio in Mystic River e Le ali della libertà), e capace di ergersi a vero fulcro della narrazione, con un inevitabile ridimensionamento delle figure di contorno. L’epilogo suggestivo, aperto alle più varie interpretazioni, è infine l’ulteriore valore aggiunto di un film sorprendente, per certi versi spiazzante, che vale la pena di vedere.Titolo originale: Jacob’s Ladder
Regia: Adrian Lyne
Interpreti: Tim Robbins, Elizabeth Peña, Danny Aiello, Matt Craven, Pruitt Taylor Vince, Macaulay Culkin
Durata: 115’
Origine: USA, 1990
Venerdì 11 dicembre, ore 23.35 Retequattro
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