FILM IN TV - "Il buio si avvicina", di Kathryn Bigelow
Il film della Bigelow è un continuo rincorrersi tra la notte e il giorno, tra il buio e la luce, la paura e il desiderio: un horror che diventa western, e un western che diventa melò; un film che abbraccia la notte ma aspira continuamente alla luce del giorno, la stessa luce che uccide ma senza la quale nulla sarebbe possibile. Uno dei titoli fondamentali per capire cosa siano stati gli anni Ottanta. Venerdì 7 maggio, 22.40 Rai4.
“Ho combattuto per il Sud. E abbiamo perso…”: così racconta la propria storia il vampiro Jesse, vecchio patriarca di una famiglia allargata di succhiasangue, perennemente in viaggio lungo le strade dell’America, perennemente in lotta contro la luce del sole. E’ a loro che si unisce il giovane Caleb, un po’ per necessità e un po’ per desiderio. Innamorato della bella Mae, e fatalmente trasformato dal morso di lei in una creatura che brucia di giorno e vive di notte: straordinario film, Il buio si avvicina. Straordinario horror che diventa (ovviamente) western, e western che diventa melò. Al secondo film Kathryn Bigelow reinventa il mito del vampiro, prende di petto i generi e li rimescola con una sensibilità tutta femminile che non ha eguali tra i suoi contemporanei: il suo film abbraccia la notte, ma evoca e implora inequivocabilmente il giorno. La luce, la vita. La fiamma del desiderio, che brucia più di ogni altra cosa, più dei corpi, più delle ferite, perché è l’Amore che i suoi vampiri non hanno mai dimenticato. E per il quale sono disposti a morire, se questo dovesse significare bruciare, liberarsi, purificarsi. Come per Homer, vampiro da chissà quanti decenni, ma imprigionato per sempre in un corpo di bambino che sa bene cosa sia la passione. Co-sceneggiato da Eric Red (autore già dello script di The Hitcher e regista di Le strade della paura, tutti titoli fondamentali di quel periodo), Il buio si avvicina è un continuo rincorrersi tra la notte e il giorno, tra il buio e la luce, la paura e il desiderio: i suoi personaggi vivono costantemente ai margini, persi, sfumati tra i due opposti, perché “la notte è luminosa”, e l’alba uccide. C’è una sequenza, meravigliosa, che racchiude in sé il cuore pulsante del film: durante l’assedio al motel, con i “cattivi” chiusi dentro, al buio, e gli sbirri fuori. Ogni pallottola genera un fascio di luce mortale dal quale allontanarsi, e squarcia lo schermo: è nell’oscurità della sala che il cinema vive, ma è da quel fascio luminoso (il proiettore) che si genera. E così è per il vecchio Jesse e la sua Diamondback, un’eternità trascorsa lontano dalla luce, e un solo, catartico ultimo momento di vita mano nella mano, prima che tutto finisca. Sequenze idilliache e momenti di pura poesia (la corsa del piccolo Homer, il fermo immagine finale), accanto a intermezzi prettamente horror: la padronanza stilistica della giovane Bigelow è sorprendente e senza sbavature, il cast azzeccatissimo (Baxton e Henriksen erano già presenze fisse nei lavori del futuro marito, James Cameron) e la musica dei sublimi Tangerine Dream da antologia; tutto contribuisce allo statuto di culto del film, il capolavoro della Bigelow (insieme a Point Break e Strange Days), nonché uno dei titoli fondamentali per capire cosa siano stati gli anni Ottanta al cinema. Orfano di un’edizione italiana in dvd, introvabile in vhs e meteora dei palinsesti televisivi (passò su Studio Universal qualche anno fa): cogliere questa opportunità diventa quasi un dovere morale.
Titolo originale: Near dark
Regia: Kathryn Bigelow
Interpreti: Adrian Pasdar, Jenny Wright, Lance Henriksen, Bill Paxton, Jenette Goldstein
Durata: 94'
Origine: USA, 1987
Venerdì 7 maggio, ore 22.40, Rai4
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un film meraviglioso e irripetibile, che sfida gli anni che si porta addosso - dei tempi in cui i vampiri potevano realmente ancora essere romantici!
Inviato da june il 06/05/2010
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