FILM IN TV - "Aprile", di Nanni Moretti


Con Aprile Moretti continua ad abbassare il macrocosmo politico ad altezza del suo sguardo e a innalzare il proprio microcosmo familiare attraverso l'occhio pubblico del Cinema, scende nella piazza della protesta politica da bravo girotondino ed in quella stessa piazza trascina la sua famiglia, con ironia sottilissima. Giovedì 8 luglio, ore 22.40 su Sky Cinema Italia

Elezioni politiche del 1994. L'imprenditore milanese Silvio Berlusconi “scende in campo”, apre la propria carriera politica spiegando al figlio che smetterà di “aggiustare” le televisioni per dedicarsi ad aggiustare l'Italia.
Nanni Moretti siede con la madre Agata Apicella davanti alla TV, ad incassare la sconfitta con virile rassegnazione fumando la prima canna della sua vita.
Quest' ouverture catapulta senza passaggi intermedi nel flusso di coscienza Morettiano, un diario ininterrotto e caotico in cui le riflessioni si affastellano e si confondono le une sulle altre, a partire da quella prima, globale dichiarazione di poetica e d'intenti che suggella Io sono un autarchico (1976).
Il personaggio che in più di 20 anni di cinema e di politica (ad oggi oltre 30) si è andato confezionando attorno, racconta, in ogni gesto, tanto se stesso quanto la propria parodia, rimbalza con agilità stupefacente dall'afflizione allo spasso -ogni sua afflizione è in realtà uno spasso, e viceversa-, attore ed autore capace di strutturare un amalgama di pubblico e privato, di politico e biografico che conduce in territori per forza di cose inesplorati, perchè totalmente singolari.
Con Aprile Moretti continua ad abbassare il macrocosmo politico ad altezza del suo sguardo ed innalzare il proprio microcosmo familiare attraverso l'occhio pubblico del Cinema, scende nella piazza della protesta politica da bravo girotondino ed in quella stessa piazza trascina la sua famiglia, con ironia sottilissima, giocando col metadocumentario e col mockumentary, o semplicemente fregandosene delle definizioni, non smette di dichiararsi autarchico.
Documentario su un documentario che racconti la situazione italiana, obbligo morale che il Moretti personaggio (ha senso dividerlo dall'uomo Moretti? Dilemma critico da tempo) sente di non poter prescindere, nonostante la sua mente sia altrove, intenta a prepararsi all'imminente arrivo di suo figlio Pietro -“sono pronto, sono quasi pronto, dammi altre 6 settimane e sono pronto”, implora il regista alla pancia della moglie- e a fantasticare su quell'antico progetto di film musicale, in cui un pasticcere troskijsta se ne frega della politica e balla, balla tra le torte...
Lentissime carrellate ottiche sembrano mimare le entrate e le uscite (se mai nel suo cinema ne sia uscito davvero) dal flusso di coscienza, le altalene di un pensiero che utilizza come unico metro di coerenza se stesso, che coerenza non crede di avere: “come si fa in un documentario a dire quello che penso?[...] ma soprattutto, che penso?”.
Il 18 aprile 1996 nasce Pietro, tre giorni dopo la coalizione di centrosinistra vince le elezioni politiche. Per un autore con l'ossessione dell'autobiografia, uno stralcio di vita tanto denso non può non necessitare di un appunto. Ecco allora la pagina di diario dedicata ad Aprile, nella sua attualità tutta da godere, per noi, ogni mese dell'anno.

 

 

Titolo originale: Aprile
Regia: Nanni Moretti
Cast: Nanni Moretti, Silvio Orlando, Silvia Nono, Pietro Moretti, Agata Apicella.
Durata: 78 min
Origine: Italia, Francia, 1998
Giovedì 8 luglio, ore 22.40, Sky Cinema Italia

 

 

 

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