FILM IN TV- “…e giustizia per tutti”, di Norman Jewison
Un’opera che fin dalle prime inquadrature smentisce il titolo, avvalendosi di spunti tragici e sfumature grottesche. Un film di personaggi, che pone di fronte a dilemmi di natura morale, e li risolve secondo uno dei punti di vista, nell’avvincente monologo finale di un Al Pacino al suo nono film e nel pieno delle sue forze. Giovedì 20 gennaio, ore 13.55 La7
«Io mi impegno ad essere fedele alla bandiera degli Stati Uniti d’America, […] una nazione sottomessa a Dio e indivisibile, con libertà e giustizia per tutti». Durante i titoli di testa diverse voci infantili – simbolo di una purezza che ancora non è stata intaccata – ripetono il giuramento più volte, fino a depauperarlo di significato e a renderlo parodico. E «giustizia per tutti» continua a echeggiare nelle nostre orecchie anche nelle inquadrature successive, in cui i cartelli affissi nel Palazzo di Giustizia dimostrano con ironia che «giustizia per tutti» non esiste. Come viene suggerito, ancor prima che dai titoli di testa, dal titolo del film. L’osannata giustizia è un miraggio, e chi è delegato a onorarla se ne serve per fini tutt’altro che giusti. Il film di Norman Jewison potrebbe rientrare nel genere dei legal thriller, filone che soprattutto con le trasposizioni dei romanzi di Grisham ha incontrato in seguito un vastissimo successo. Certo, sono passati trent’anni dal 1979: la minaccia di un film a tesi ancora sembrava infondata, e non ci si preoccupava di risultare retorici se si sottolineava un concetto anziché sottintenderlo. Al Pacino era al suo nono film: …e giustizia per tutti, infatti, gli valse una nomination all’Oscar, così come a Barry Levinson per la miglior sceneggiatura originale. Pur presentando le inevitabili ingenuità di un’opera lievemente datata, la pellicola funziona e non smette di far indignare verso una giustizia che era, ed è, «per tutti» solo a parole.
Arthur Kirkland (Al Pacino) è un integerrimo avvocato di Baltimora: uno dei pochi che ancora concepiscono il mestiere come un’arma per sconfiggere i prepotenti e difendere i deboli. Arthur applica risolutamente la legge della meritocrazia persino in famiglia: «Tu sei un uomo meraviglioso, nonno, ma tuo figlio è proprio una merda!». Si scontra più volte con il giudice Fleming (John Forsythe) che, al contrario di lui, non vede nei detenuti degli esseri umani. «Impicchiamo qualcuno per rapina a mano armata. Proviamo! Non abbiamo niente da perdere», dice in piscina, fra una bracciata e l’altra. E quando viene incriminato per violenza carnale e sadismo, sceglie proprio Arthur come avvocato difensore: l’onestà dell’avversario potrebbe rivelarsi la prova migliore che lui è innocente. Ma lo è? Probabilmente no, e Arthur viene posto di fronte a un ricatto e a un dilemma morale: meglio assecondare la propria etica o venire radiato dall’albo?
I suoi colleghi non avrebbero dubbi: è meglio restare a galla. La pensa così l’avvocato dell’accusa, che vuole vincere il processo non in nome della verità, ma per veder decollare la propria carriera. E la pensa così la simpatica partner di Arthur (Christine Lahti), che argomenta come il mestiere dell’avvocato implichi difendere anche gente colpevole. Alla schiera dei disincantati appartiene persino il giudice Rayford (Jack Warden), buffo anziano spericolato con la vocazione del suicidio, a cui sono demandate le scene grottesche del film. Perché chi non sta a galla affonda, o impazzisce, come succede al socio di Arthur (Jeffrey Tambor), a cui il rimorso di aver difeso un assassino instilla una coscienza morale e, insieme, i germi della follia.
In un film di personaggi, dove ci si interroga sul significato della giustizia, i personaggi si dividono fra cinici e idealisti, così come la giustizia: presa alla lettera dai cinici, inseguita con grinta dagli idealisti.
Titolo originale: … And Justice for All
Regia: Norman Jewison
Interpreti: Al Pacino, Jack Warden, John Forsythe, Lee Strasberg, Jeffrey Tambor, Craig T. Nelson, Christine Lahti
Durata: 117’
Origine: USA, 1979
Giovedì 20 gennaio, La7, 13.55
Cerca nel sito

- torino 29
- woody allen
- Corso Salani
- venezia 68
- leonardo di caprio
- Sean Penn
- brad pitt
- cinema francese
- joaquin phoenix
- hbo
- trailer
- 3D
- cinema americano
- Jafar Panahi
- film tratti da libri
- cinema giapponese
- cannes 2011
- Festival di Roma
- robert de niro
- marion cotillard
- david cronenberg
- documentario
- Martin Scorsese
- animazione
- cinema indipendente
- nanni moretti
- Johnny Depp
- oscar
- cinema italiano
- venezia 67
- clint eastwood
- james franco
- cinema UK
- ben affleck
- Cannes 65
- DVD
- Isabelle Huppert
- cinema orientale
- torino film festival 28
- steven spielberg
- matt damon
- serie tv
- george clooney
- Kate Winslet
- david fincher
- jessica chastain
- cannes 64
- michael fassbender
- cinema spagnolo
- horror
News
- CANNES 65 - Bertolucci esaltato dalla stampa straniera
- Di seguito alcuni estratti della carta stampata internazionale
- CANNES 65 - Hollande è già un film
- Biopic sul neo Presidente francese, pronto nel 2013
- CANNES 65 - Kiarostami girerà in Puglia?
- Il prossimo film del regista iraniano sarebbe ambientato nel Sud Italia
- Tutti i nostri desideri ancora in sala
- Terza settimana di programmazione
- CANNES 65 - Barbera e il suo Film-Lab
- Il neo Direttore di Venezia ha esposto il prossimo progetto a favore del cinema italiano
- CANNES 65 - Il ritorno di Larry Clark
- Due lungometraggi in programma: The Smell Of Us e Marfa Girl
- CANNES 65 - Gilles Jacob riceve il Premio Pontecorvo
- Riconoscimento all'uomo che da 30 anni dirige il festival
- CANNES 65 - Fischi per Reygadas, trionfo per Bertolucci
- Accoglienze contrastanti per due autori agli antipodi
- CANNES 65 - Film su Fassbinder
- Già deciso il regista, manca il protagonista che interpreterà l'autore tedesco
- CANNES 65 - Esordio allla regia di Rupert Everett
- L'attore inglese ha già scelto il soggetto e il co-protagonista
- CANNES 65 - I bookies puntano su Haneke
- Anche i bookmakers scommettono sul regista austriaco di Amour
- Mélanie Laurent, Isabella Rossellini, Sarah Gadon per Denis Villeneuve
- Accanto a Jake Gyllenhaal in The Enemy, tratto dal romanzo di Saramago
- CANNES 65 - No, di Pablo Larrain è della Sony
- Il film, presentato alla Quinzaine, acquistato dal distributore americano
- Debra Granik dirige una nuova serie per HBO
- American High Life, dramma familiare semiautobiografico
- CANNES 65 - L'ANICA e l'accesso al credito
- Domani, Tavola Rotonda “Accesso al credito – Strumenti di sostegno alle imprese audiovisive europee"
- CANNES 65 - Post Tenebras Lux anche in Italia
- Il film di Reygadas distribuito da Archibald Film
- CANNES 65 - Audiard in sala è già un successo
- Nel primo week-end in Francia, De rouille et d'os ha già battuto il record d'incassi
- CANNES 65 - Dominik insidia Haneke
- La stampa internazionale promuove KIlling Them Softly
- Blade Runner 2 al via
- Ridley Scott conferma il sequel del suo capolavoro fantascientifico
- Greg Mottola adatta il Pulitzer Jeffrey Eugenides
- Un film dal suo ultimo romanzo La trama del matrimonio
- Tahar Rahim e Marion Cotillard per Asghar Farhadi
- Il regista di Una separazione, Orso d'oro a Berlino 2012
- CANNES 65 - Commozione per la Bonnaire
- Charles Tesson emozionato per J'enrage de mon absence
- CANNES 65: Tutti pazzi per Ken Loach
- Applausi a ritmo sui titoli di testa
- CANNES 65 - Viaggio in Italia restaurato
- Il film di Roberto Rossellini al festival in una versione nuova
- CANNES 65 - Ovazione in Un Certain Regard
- il film di Benoit Delépine e Gustave Kervern accolto da un tripudio






