DIVERGENTI 2012 - Madame X, di Lucky Kuswandi; Black Rose Tango, di Richard Kimmel


Supereroi e supereroine da fumetto intrattengono un rapporto privilegiato e metaforico con l'epoca in cui vivono e combattono, e riflettono le condizioni politiche e sociali del tempo in cui si muovono. Mancava all'appello la prima supereroina trans, Madame X, film a metà tra una parodia di un albo Marvel in chiave indonesiana e un episodio di 007 firmato da John Waters. Votato a una comicità demenziale, ma più graffiante di quanto non sembri a prima vista. E Black Rose Tango, corto surrealista che vede un altro corpo differente muoversi nella scena underground di New York, in una parabola che corre sulle parole di Pablo Neruda

Madame X, di Lucky KuswandiLe avventure di supereroi e supereroine hanno in comune alcuni tratti: un'identità doppia, la segretezza, le figure di nemici oppositori, ma soprattutto la capacità di riflettere le condizioni politiche del tempo in cui si muovono. Se questo aspetto è particolarmente evidente nel capolavoro di Alan Moore Watchmen, anche altri personaggi intrattengono un rapporto privilegiato e metaforico con l'epoca in cui vivono e combattono (si pensi a V per Vendetta, ma anche, tra gli ultimi portati sul grande schermo, a Iron Man, Captain America e The Avengers).

Mancava all'appello la prima supereroina trans: dal negozio dove lavora come parrucchiere di periferia, Adam, drag-queen dolce, goffa e ingenua (il comico Aming) finirà in una coloratissima e delirante avventura che la porterà a scoprire la sua vera vocazione: vendicare i torti commessi ai danni del popolo lgbt (e non soltanto) combattendo strenuamente contro le correnti moralizzatrici della società indonesiana, e in particolare contro il BOGEM, setta paramilitare omofoba, dipinta con i toni comici dei Nichilisti del Big Lebowski, che si nasconde dietro un'organizzazione umanitaria e controlla un giro di prostituzione.

Benvenuti nel mirabolante mondo di Madame X, primo lungometraggio diretto dal giovane Lucky Kuswandi, che ha studiato in America e poi è tornato in Indonesia, dopo aver diretto vari corti apprezzati nei festival internazionali e collaborato come montatore a Payung Merah (Red Umbrella) premiato da Oliver Stone e Eric Khoo come miglior corto ai Best Asian Short Film Awards 2011. Madame X, a metà tra una parodia di un albo Marvel in chiave orientale (dai colori saturi agli espedienti grafici tipici del linguaggio dei fumetti, come i balloon, che entrano nella narrazione) e un episodio di 007 firmato da John Waters (flashback drammatici che si inseriscono con naturalezza in un flusso esilarante di gag e stacchetti musicali) è anche una satira, in chiave camp e tutta rivolta a una comicità demenziale, ma più graffiante di quanto non sembri a prima vista.

Madame X, di Lucky KuswandiAdam, sopravvissuta a un attacco dei fanatici moralizzatori del Bogem, e assistita da uno spassosissimo angelo custode, l'amica Aline (interpretata da Joko Anwar, regista noto anche da noi per Forbidden Door) verrà tratta in salvo da una coppia che gestisce una scuola di danza, ma in realtà pianifica segretamente la resistenza ai puritani: lo zio Rudi (Robby Tumewu) ex militare ora dedito alla creazione di un ballo tipico che si trasforma in una letale arte marziale, e la zia Yanje (Ria Irawan, attrice trans) che in una stanza segreta nasconde un centro di controllo all'avanguardia, un costume superaccessoriato riservato all'Eletta che diventerà Madame X e una serie di armi avveniristiche nascoste nei prodotti per il make-up.

I due, che si amano teneramente, ma non mancano di scherzare sulla propria condizione di eccezionalità (quando scommettono sulle capacità di Adam si giocano la rimozione del pomo d'adamo di Yanje, nata in un corpo maschile) e il loro buffo aiutante quasi muto (Vincent Rompies) che dietro la timidezza e l'affettazione nasconde un'intelligenza sovrumana e grandiose capacità informatiche, adottano Adam, ne diventano i mentori e l'avviano a un duro allenamento, per prepararla allo scontro con gli omofobi e con i loro rappresentanti politici, tra cui Tarjo, che dietro l'aria da bravo ragazzo costumato ama farsi sculacciare, il villain Mr Tempesta, che come da fumetto si rivelerà un ex buono passato al Lato Oscuro, e le sue tre mogli-fattucchiere, una cantante d'opera lirica che usa la sua potenza vocale per gettare malefici, una sensitiva e una Paris Hilton asiatica che si mantiene sempre giovane e bella grazie alle arti magiche (divertente commento alla costruzione delle star globalizzate).

Nel delirio colorato del film non mancano gli spunti di riflessione, anche se non vengono offerti con il filtro colto di un Quentin Tarantino, ma in un'ottica dichiaratamente esasperata e trash. Una vita, qualunque sia, e i rapporti che si creano nel suo percorso, è faccenda troppo complessa per giudicarla a distanza, e meriterebbe la ricerca sul campo (o almeno un'immersione nella sala del cinema) a orecchie tese e occhi senzienti: i nostri concetti astratti di famiglia, amore e amicizia si mostrano così piccoli e meschini di fronte all'esperienza diretta. In fondo, Madame X cerca di dire con ironia quanto esprime in modo più drammatico il recente video (splendido) diretto da AG Rojas per il singolo Hey Jane degli Spiritualized.

Black Rose Tango, di Richard KimmelSempre un corpo differente è centrale in Black Rose Tango, corto surrealista del regista teatrale Richard Kimmel e ispirato da una poesia di Pablo Neruda, L'amore del soldato - "Non volevi sapere dove andavi/eri la compagna della danza/non avevi partito né patria. E ora al mio fianco camminando/vedi che con me va la vita/e che dietro c'è la morte".

Il film unisce scene catturate durante il Black Party 2010 a New York alla parabola di una star della scena underground newyorchese, che compie una danza una progressione musicale che rilegge elettronicamente il tango alla GoTan Project, in un climax di pulsazioni che culminano nella violenza, mentre affiorano come messaggi subliminali volti e corpi di Il bacio della donna ragno, Evita, La passione di Giovanna d'Arco.

Il corto si può vedere integralmente qui.

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