FESTIVAL DI ROMA 2008- "Middle of nowhere", di John Stockwell (Alice nella città)
Smaliziata, testarda e consapevole: dall’anonima provincia americana la nuova adolescenza a stelle e strisce sbarca al Festival di Roma. In un teen movie da manuale con lo scoppiettante duo Sarandon-Amurri.
Obbligato a trascorrere l’estate a casa dello zio di provincia per rimettersi in riga, Dorian (Anton Yelchin) conosce Grace (Eva Amurri) graziosa diciannovenne determinata a pagarsi gli studi in medicina. Alle prese con una madre scialacquatrice (Susan Sarandon) concentrata solo sul futuro da modella della sorella minore, Grace accetta di scarrozzarlo durante le sue consegne di marijuana a domicilio, a patto di dividere i guadagni. Tra i due nasce così una tenera amicizia, destinata a segnarli per sempre, infondendo loro il coraggio necessario per affrontare i propri demoni interiori. Teen movie riuscitissimo per John Stockwell, che non tralascia nessun clichè del romanzo di formazione statunitense: la voglia di fuga dall’anonima vita di provincia, la ragazza povera ma intelligente che lotta con i denti pur di realizzare i propri sogni, la storia di un’estate che ti cambia la vita. Eppure, nonostante la prevedibilità degli esiti finali, Middle of nowhere cattura lo spettatore grazie allo studio accurato dei personaggi e delle dinamiche familiari (azzeccatissima la scelta di affiancare sul set madre e figlia naturali) oltre alla resa di situazioni difficili che resistono alla tentazione dell’happy end. Come nel più realistico dei mondi, i protagonisti cadono e si rialzano, si sostengono a vicenda nei momenti difficili, consapevoli di stare compiendo i primi passi verso l’età adulta. Ad accrescere l’appeal del film l’abilità di catturare i mutamenti generazionali intercorsi rispetto agli anni d’oro del genere; Il target cui si rivolge è infatti decisamente più smaliziato dei precedenti: sesso e droga non suonano più come le trasgressioni di un tempo, e si arriva addirittura a sfiorare temi incestuosi con la relazione tra lo zio di Grace e sua madre e il triangolo amoroso che si viene a creare tra Dorian e le due sorelle. Proprio questo suo avventurarsi in situazioni che trascendono la classica crisi adolescenziale, permette al film di guadagnare un respiro maggiore, garantendone la presa su di una fascia di pubblico nettamente più ampia.
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