FESTIVAL DI ROMA 2008

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Theater of War", di John Walter (L'Altro Cinema) (di Sergio Sozzo, del 22/01/2009)

Walter mette a confronto, con oltre cinquant'anni di distanza temporale, l'interpretazione secca, disperata e composta della moglie e interprete preferita di Brecht, Helene Weigel impegnata nella prima di Madre Coraggio a Zurigo nel 1941, con l'efficacia e la caparbia bigger than life della versione in lingua inglese, aggiornata da Tony 'Angels in America' Kushner, e interpretata da Meryl Streep, su toni più accesi e gradassi, al Manhattan's Public Theater di New York nel 2006. Ma soprattutto, confronta Marx con le immagini della contemporaneità (Iraq, 11 settembre).

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Rocknrolla", di Guy Ritchie (Proiezione Speciale) (di Sergio Sozzo, del 03/11/2008)

Ritchie, rassegnato, sfodera l'arsenale che tutti ormai gli (ri)conosciamo: flashback incrociati e ripetuti; violenza fumettistica, improbabile e reiterata; velocizzazioni improvvise; frenate, stop and go, sgommate della mdp e sue fughe repentine ai lati della lacca e della vernice centrali; videoclippaggini sghembe, e postmodernismi retrò; razzismo esibito e sprezzante. Non sembra crederci più nemmeno lui a queste immagini pneumatiche ad aria compressa, a questa messinscena sottovuoto o sul vuoto.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - Auditorium On Air...(2) (del 01/11/2008)

La registrazione integrale dell'intervento di Carlo Valeri nella puntata di venerdi 31 di Onde Selvagge: il punto sulle giornate trascorse del Festival del Film di Roma, le conclusioni alla chiusura della manifestazione, i film e gli autori da salvare all'Auditorium, e quelli che invece hanno deluso, le sorprese inaspettate e le riconferme...AUDIO.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Effedia - Sulla mia cattiva strada", di Teresa Marchesi (L'altro cinema) (di Annarita Guidi, del 01/11/2008)

Non è mai facile parlare di Fabrizio De Andrè. Troppo vicino a tutti e contemporaneamente irraggiungibile, il cantautore si trova proprio in quello spazio dove, da una parte, l’arte tocca senza alcuno sforzo il cuore e la mente, dall’altra la capacità di interpretazione e rappresentazione delle realtà più urgenti e scomode è talmente immanente da restare un caso unico e inclassificabile

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "El Artista" , di Mariano Cohn e Gastòn Duprat (concorso) (di Giorgia Aniballi, del 01/11/2008)

Dal binomio Cohn-Duprat, già autore di pluripremiati cortometraggi e documentari, una coproduzione italo argentina sulla natura dell’arte contemporanea. Una ricerca di identità di terribile, essenziale bellezza.  

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Shen Hai Xun Ren" (Missing) di Tsui Hark (Concorso) (di Carlo Valeri, del 31/10/2008)

Tra le viscere del dolore inconciliabile del lutto e l’illusione di un eterno sogno d’amore senza risveglio, Tsui Hark fonde il melting pot della cultura bassa inseguendo la preghiera disperata di un mondo che è già apocalisse sfiancata dal movimento cinetico sullo schermo. Patchwork non tanto di stili diversi, quanto di mondi e fruizioni, dove il vero filo diretto tra opera e individuo diventa la scossa tellurica del contatto tra lo spettatore e il cinema

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "With a Warm Heart", di Krzysztof Zanussi (Concorso) (di Simone Emiliani, del 31/10/2008)

Il film vorrebbe essere un gioioso inno alla vita. Il problema è che Zanussi non lo raggiunge attraverso una visione depurata ma colma di simbolismi. Forse quello del regista polacco è l’esempio di quel cinema ‘autoriale’ da festival di 30 anni fa che avrà sicuramente i suoi incalliti estimatori. Noi non siamo tra questi

"A Corte do Norte" (Nothern Land) di Joao Botelho (Concorso) (di Carlo Valeri, del 30/10/2008)

Botelho riesce a ottenere, avvalendosi per la prima volta del digitale, una densità luministica incantevole, aprendo varchi pittorici sublimi, densi di un onirismo abissale. Eppure, nonostante l’indiscutibile fascino estetico, il suo ultimo film rimane vittima di una dimensione letteraria, e più in generale accademica, che coltiva una distanza sempre più incolmabile tra lo spettatore e lo schermo

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Iri", di Zhang Lu (Concorso) (di Simone Emiliani, del 29/10/2008)

Dal regista di Grain in Ear e Desert Dream, un ritratto amaro, segnato dalla morte caratterizzato da uno stile riconoscibile. Si ha però sensazione che il cineasta si sia intrappolato da solo in un tipo di cinema a cui non manca certamente una coerenza oggettività ma da cui si avverte una certa separazione dall’universo umano che viene portato sullo schermo e a cui si voleva essere maggiormente vicini

FESTIVAL DI ROMA 2008. "Fare i film che uno vuole significa anche mantenere fede ai propri ideali artistici e morali" - Incontro con Gavin O'Gonnor e Colin Farrell (VIDEO) (di Emiliano Bertocchi, del 29/10/2008)

Gavin’O Gonnor e Colin Farrell, dopo la proiezione di Pride and Glory, danno vita ad una conferenza stampa nella quale viene messo da parte qualsiasi atteggiamento divistico per parlare di temi importanti: moralità, giustizia, libertà artistica ed espressiva. VIDEO

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Pride and Glory - Il prezzo dell'onore", di Gavin O'Connor (Anteprima) (di Sergio Sozzo, del 29/10/2008)

Gonfia, livida, solida e massiccia police story, affidata alla fotografia corposa, materica, nervosa e metropolitana di Declan Quinn, il magnifico cinematographer dell'ultimo Demme, il film di O'Connor ci precipita in una lotta primordiale tra uomini che si scontrano per chi avrà il comando, il potere, la superiorità, la vittoria – e l'unica cosa che conta è la lealtà della propria squadra, non i colpi bassi inflitti per arrivare alla meta. La strada è il campo da gioco, e i poliziotti giocano duro e sporco come il team rivale, quello degli spacciatori.

FESTIVAL DI ROMA 2008- "Le plaisir de chanter", di Ilan Duran Cohen (concorso) (di Giorgia Aniballi, del 29/10/2008)

È di nuovo festival per il regista francese che, dopo Venezia61, torna in Italia con una bizzarra spy story dove a contare, più che lo spionaggio, è la rincorsa alla felicità. In un melange di generi che strappa il sorriso.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "When a Man Comes Home", di Thomas Vinterberg (Extra) (di Simone Emiliani, del 28/10/2008)

Il cineasta danese punta a una commedia astratta e stralunata in cui non mancano comunque i momenti divertenti. Si sente però ancora troppo il peso dello sguardo di Vinterberg, evidente nel modo in cui vengono inquadrati i volti dei protagonisti e in quello con cui vengono gestite le situazioni comiche; rispetto all’universo quasi fantastico che vuole rappresentare, il suo cinema appare ancora troppo raffinato e intellettuale

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Galantuomini", di Edoardo Winspeare (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 28/10/2008)

Affresco di quotidiana malavita sullo sfondo della sanguinosa ascesa della Sacra Corona Unita, nei primi anni ’90 in Salento. Il film lascia respirare appieno la tesa atmosfera di pericolo imminente nascosta dietro le bianche piazze spettrali dei sedati paesini in cui il sole accecante, le strade brulle e desolate, e i filari infiniti di ulivi secolari si rivelano l’anticamera ardente di un Inferno di morte e dolore.  Con Donatella Finocchiaro che ci regala una presenza scenica superba, da assoluta forza della natura

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Il sangue dei vinti", di Michele Soavi (Proiezione Speciale) (di Sergio Sozzo, del 28/10/2008)

Abbiamo sempre sostenuto e più volte dimostrato apprezzamento per l'intera svolta 'televisiva' di un autore sempre stupefacente come Michele Soavi, che aveva trovato nel piccolo schermo una zona franca dove liberare e lasciare esplodere tutta l'estrema visionarietà del suo sguardo, ma questo Il sangue dei vinti sembra davvero un prodotto filmico per nulla degno dei suoi realizzatori, probabilmente coinvolti in un progetto di adattamento dello 'scomodo' pamphlet di Giampaolo Pansa in cui i poteri forti della macchina produttiva 'di Stato' (MediaOne produce con RaiFiction) sembrano aver preventivamente oscurato ogni sprazzo di luce possibile

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Aide toi, le ciel t'aidera (With a little help from myself)" di Francois Dupeyron (Concorso) (di Carlo Valeri, del 27/10/2008)

Sorprendente commedia "africana", dove la camera a mano disegna fisicamente un linguaggio documentaristico figlio del cinema in progress di Cassavetes, con cromatismi ocra che paiono recuperare gli odori e la matericità di Sembéne. Esempi forse eccessivamente alti per la pellicola di Dupeyron, che riesce però a mantenere un suo equilibrio senza rinunciare al puro istinto del linguaggio filmico

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Good", di Vincente Amorim (Concorso) (di Giorgia Aniballi, del 27/10/2008)

Basandosi sull’omonima opera teatrale di C. P. Taylor, Amorim mette in scena la discesa di un cittadino comune negli inferi della spirale nazista. Presentato in prima mondiale all’edizione 2008 del Toronto International Film Festival.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Parlez-moi de la pluie", di Agnès Jaoui (Anteprima Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 27/10/2008)

Agnes Jaoui (Il gusto degli altri, Così fan tutti) è sempre una piacevole e spassosa riscoperta, una sincera e raffinata creatrice di affreschi familiari e sentimentali, rimescolati e condensati in una sorta di “ronde” dell’amore e della malinconia. Intermittenze del cuore che non affondano certo nella carne ma che si confondono tra le ineluttabili battaglie quotidiane

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "La banda Baader Meinhof", di Uli Edel (di Emiliano Bertocchi, del 27/10/2008)

Poderoso affresco sulla lotta armata della Banda Baader-Meinhof tra le fine degli anni sessanta e i primi anni settanta. Il film possiede uno spirito rivoluzionario indomito che torna a far riflettere sulla necessità della scelta della violenza all’interno dei processi di opposizione al sistema. Il susseguirsi tumultuoso delle azioni di alcuni uomini e donne per scoprire il senso di una rivolta estrema.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Appaloosa", di Ed Harris (Proiezione Speciale) (di Sergio Sozzo, del 27/10/2008)

L'Harris regista costringe due perfetti topoi del pistolero coriaceo e tutto d'un pezzo loro malgrado al confronto inaspettato e imprevedibile con un personaggio femminile completamente emancipato: ed ecco che i due fantastici duri di Mortensen e Harris attore diventano all'improvviso irresistibilmente buffi, goffi e ridicoli: balbettano, sorridono, si imbarazzano, arrossiscono. E attraversano così tutte le fasi classiche dell'epopea western.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "El Dorado - Choregraphie" di Olivier Assayas (L'Altro Cinema) (di Carlo Valeri, del 26/10/2008)

La realtà filmica documenta la performance senza rinunciare alle peculiarità del linguaggio audiovisivo, ma anzi ottimizzandolo cercando una fusione umile e illuminata.  A sorprendere anche stavolta è l'agilità dellla macchina da presa del cineasta francese, la cui scelta di campo - quella cioè di essere dentro il palco, inseguendo i corpi, accarenzzandoli e cercando di ritrarne le quasi impercettibili linee di forza che disegnano all'interno dello spazio scenico - si rivela estremamente coerente alla sua poetica autoriale

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Il Passato è una terra straniera" di Daniele Vicari (di Carlo Valeri, del 26/10/2008)

Pellicola schizofrenica, fisica e massacrante, fatta di intuizioni e rallentamenti insostenibili, dove il dolore e l'ambiguità del protagonista vengono sovraesposte da una regia che non conosce mezzi toni o ellissi. Tecnicamente ben costruito, l'apologo autodistruttivo di Vicari finisce con l'essere troppo cerebrale e orientato a una grossolanità espositiva

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Opium War", di Siddiq Barmak (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 26/10/2008)

Dal regista afgano di Osama (2004), opera scarnificata ed essenziale, lo sguardo copre perfettamente lo spazio desertificato e costruisce estetizzanti scenografie, come se l'infinità di terre desolanti non fosse altro che una grande piazza di passaggio, saccheggio, incontri e scontri, trasferimenti

FESTIVAL DI ROMA 2008-"La Duchessa", di Saul Dibb (Fuori concorso) (di Giorgia Aniballi, del 26/10/2008)

Perfettamente a suo agio nelle mise d’altri tempi, la Knightley veste i panni della prozia di Lady D in una pellicola che rinuncia al biopic tradizionale per focalizzarsi su un obiettivo preciso: mostrare come, nonostante i secoli di distanza, le donne continuino ad affrontare le stesse difficoltà. 

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Cliente", di Josiane Balasko (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 26/10/2008)

Tratto dal primo romanzo della stessa regista francese, di origine slava, Cliente è la storia di una donna divorziata, single, affermata conduttrice di televendite, che paga giovani gigolò, reclutati su internet, per fare sesso 

FESTIVAL DI ROMA 2008- "Middle of nowhere", di John Stockwell (Alice nella città) (di Giorgia Aniballi, del 26/10/2008)

Smaliziata, testarda e consapevole: dall’anonima provincia americana la nuova adolescenza a stelle e strisce sbarca al Festival di Roma. In un teen movie da manuale con lo scoppiettante duo Sarandon-Amurri.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - VIDEO. Ed Harris & Viggo Mortensen: I shot the sheriff (but i did not shoot the deputy) (di Sergio Sozzo, del 25/10/2008)

Ed Harris presenta a Roma il western Appaloosa, suo secondo film da regista dopo Pollock, accompagnato dal suo interprete principale, Viggo Mortensen. "Un omaggio al cinema western classico di film come Sfida Infernale, Sentieri Selvaggi, Liberty Valance, girato senza troppi fronzoli e raccontato in maniera lineare. Come Open Range di Costner, una storia ambientata alla fine della frontiera, con due personaggi stanchi giunti al termine di un'epoca. Con un personaggio femminile piuttosto originale e inconsueto per un film del genere..." VIDEO.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Un gioco da ragazze", di Matteo Rovere (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 25/10/2008)

Lungometraggio d'esordio del venticinquenne Matteo Rovere, premiato più volte in passato per i suoi cortometraggi, che presenta un film sulla vita di giovani ragazze dell'alta borghesia, viziate, annoiate, prepotenti, senza regole, terribilmente scorrette, che adescano nella loro rete, in una sorta di “funny game”, il progressista professore d'italiano

FESTIVAL DI ROMA 2008 - David Cronenberg, vi mostro i miei cromosomi (di Annarita Guidi, del 25/10/2008)

Dal cinema alla tela: David Cronenberg presenta la sua mostra Chromosomes e racconta una nuova mutazione (quella dei fotogrammi dei suoi film), il rapporto con Viggo Mortensen e il futuro del suo cinema

FESTIVAL DEL FILM DI ROMA - Auditorium On Air... (del 25/10/2008)

La registrazione integrale dell'intervento di Carlo Valeri nella puntata di venerdi 24 di Onde Selvagge: il punto sulle giornate trascorse del Festival del Film di Roma, le aspettative per la settimana di visioni che ci resta davanti, i film e gli autori da salvare all'Auditorium, e quelli che invece hanno deluso...AUDIO.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Schattenwelt (Long Shadows)" di Connie Walther (Concorso) (di Carlo Valeri, del 25/10/2008)

Grigiore di un passato che riemerge nel presente affondando nelle lunghe ombre che i personaggi si portano appresso. Simulazione estetica non disprezzabile di un'autorialità militante anni '70, che però nel film di Connie Walther assume i contorni ingolfati di un'operazione programmatica e prevedibile, dove il dolore della storia degli anni di piombo è talmente ossessivo e crepuscolare da mancare il bersaglio per grossolanità e anemia di sfumature

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Parlami di me", di Brando De Sica (Anteprima Première) (di Leonardo Lardieri, del 25/10/2008)

Esordio al lungometraggio di Brando De Sica, figlio di Christian De Sica. Parlami di Me è la trasposizione dell'omonimo musical teatrale scritto da Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime. Una sorta di “unplugged” in famiglia, girando dal vivo una delle numerosissime serate della tournè del fortunatissimo spettacolo interpretato dal padre del regista

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Summer", di Kenneth Gleenan (Alice nella città) (di Emanuele Di Porto, del 25/10/2008)

Summer è senza dubbio un film intenso, dove l'estate ritorna come un luogo di innocenza a cui la vita ha lasciato solo lo spazio del ricordo. I due spazi con cui Gleenan divide il film non sono mai separati: da una parte il tono elegiaco del passato è già corrotto dal destino incombente, dall'altra il crudo realismo alla Loach del presente prevede malinconiche deviazioni ed intermittenze del cuore. Domina su tutto l'interpretazione di Robert Carlyle, volto popolare di un'Inghilterra suburbana, sconfitta in partenza, sospesa tra la vitalità e un disperato desiderio di autodistruzione.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "L'uomo che ama", di Maria Sole Tognazzi (Concorso) (di Simone Emiliani, del 24/10/2008)

Inizialmente situato nelle zone del cinema italiano sentimentale e alienante, il film inizia a crescere nel momento in cui si stacca gradualmente dal suo personaggio principale per allargarsi meglio sul mondo che gli gira intorno. Si tratta di un’opera irregolare, irritante e fascinosa che rappresenta comunque un passo in avanti rispetto al primo film della regista

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Un mio sentimento profondo: raccontare una storia d'amore attraverso gli occhi di un uomo" - Incontro con Maria Sole Tognazzi (di Emiliano Bertocchi, del 24/10/2008)

Maria Sole Tognazzi parla insieme a PierFrancesco Favino del loro ultimo lavoro cinematografico, il tentativo di raccontare una storia d’amore da un punto di vista maschile, mostrandone fragilità e forza, cercando di svelare come la sofferenza sentimentale non sia solo una prerogativa dell’universo femminile. VIDEO

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Un Barrage contre le Pacifique", di Rithy Pahn (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 24/10/2008)

Il regista di origine cambogiana traspone l'omonimo racconto di Marguerite Duras. Dopo L'amante, India Song, Moderato Cantabile, ennesima opera della scrittrice francese sul grande schermo. Protagonista Isabelle Huppert, ancora una volta a cimentarsi con un personaggio a due facce: dura e romantica che per difendersi innalza argini

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "8", di Wim Wenders, Jane Campion, Gael Garcia Bernal, Gaspar Noè, Jan Kounen, Mira Nair, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant (Cinema 2008) (di Giorgia Aniballi, del 24/10/2008)

Fortemente voluto dal Festival nonostante le polemiche dell’Onu, apre la sezione fuori concorso 8, film collettivo composto da 8 cortometraggi ispirati agli altrettanti obiettivi fissati dalle Nazioni Unite per migliorare la vita della popolazione mondiale. Con la rivelazione Gael Garcia Bernal alla regia ed uno splendido contributo di Jane Campion.

 

FESTIVAL DI ROMA 2008 - "Estomago - A gastronomic story" di Marcos Jorge (Occhio sul mondo) (di Carlo Valeri, del 24/10/2008)

Continuamente in bilico tra commedia, dramma e love story, il film brasiliano solo apparentemente sposa la stravaganza e la libertà di sguardo. In realtà mantiene sempre un controllo estremamente consapevole dei suoi ingredienti, rinunciando all'estremo anticonformismo ferreriano, a cui sembrerebbe ispirarsi a una lettura di primo grado, per abbracciare a tutto tondo il profilo del suo protagonista, fragile e spietato allo stesso tempo, ma sempre prevedibile nel corso della "sua" storia. Cosìcchè quello che poteva essere un progetto denso di astrattismo e vertiginose pulsioni fisiche e percettive, rimane zavorrato nel darsi una struttura

FESTIVAL DI ROMA 2008 - Il naufragio dello spettatore (di Leonardo Lardieri, del 23/10/2008)

La terza edizione è finalmente partita, il primo giorno è stato un falso allarme, una falsa partenza, una giornata contemplativa da una riva dell'isola del cinema, ancora più isola del Lido di Venezia, un'isola da cui assisti ad un naufragio in lontananza. Lo spettatore romano è costretto a diventare attore, in assenza di cinema, a mettere in gioco se stesso, a rischiare lo stesso naufragio. La buona coscienza nel festival del cinema agognato è ormai negata a colui che guarda da una canonica e comoda sala buia i mali del mondo

FESTIVAL DI ROMA 2008 - VIDEO: Al Pacino, memorie dall'Actor's Studio (di Sergio Sozzo, del 23/10/2008)

Inaugurando con un doppio incontro stampa/pubblico il Festival Internazionale del Film di Roma, AL PACINO ha regalato alla platea un sentito ricordo della sua lunga esperienza all'interno del leggendario Actor's Studio: "Era di gran lunga la cosa per me più importante negli anni della mia giovane carriera. L'Actor's Studio è gratuito, questa è una cosa che non molti sanno: una volta che vieni accettato, dopo l'audizione, sei membro a vita. E chiunque, di ogni età, nazionalità, credo e convincimento può partecipare ai provini. Per me le lezioni di Elia Kazan e Lee Strasberg all'Actor's Studio sono state fondamentali." VIDEO.

Roma, Caput Mundi del cinema (di Giorgia Aniballi, del 02/10/2008)

Si è svolta presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium, la Conferenza Stampa di presentazione della terza edizione del Festival di Roma, che avrà luogo dal 22 al 31 Ottobre. Tra amor patrio, grandi ambizioni e attenzione al sociale. Un festival sui generis e sui generi, lo definisce Piera Detassis, che, rassicura, non rinuncia al red carpet, anche se un po’ meno affollato: tra gli arrivi previsti Monica Bellucci, Keira Knightley, Colin Farrel e Viggo Mortensen.

FESTIVAL DI ROMA 2008 - Dov'è l'altro cinema? (di Federico Chiacchiari, del 26/09/2008)

E’ stata presentata, con tanto di conferenza “a parte” per dargli particolare attenzione, la sezione “Extra” del Festival, quella che dovrebbe raccogliere le sfide della sperimentazione e delle nuove tendenze, un po’ come fanno “Orizzonti” a Venezia e “La Zona” a Torino.

E questa sezione è un magnifico, perfetto contenitore di tutto il cinema possibile di ieri e di oggi. Indirizzato verso il mercato. Che le scelte di campo, aggressive, parziali e curiose le farà proprio il Concorso Ufficiale? Ma questo è un Festival meravigliosamente neo-doroteo: per tutti! E ognuno troverà immagini per i propri occhi stanchi…

 

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